Eder: "Inter? Quella è gente che ne ha vissute tante. Sanno benissimo come venirne fuori"
Fresco di rinnovo, Eder ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, nella quale ha parlato a 360° del suo futuro, della sua storia, dell’imminente match con l’Inter, in programma domenica a Marassi in notturna.
Di seguito i passaggi più importanti dell’intervista della punta della Sampdoria, pubblicata nell’edizione odierna della Rosea.
Sul momento no dell’Inter: “Quella è gente che ne ha vissute tante. Figuratevi. Sanno benissimo come venirne fuori. E poi sono campioni e sono incazzati, penso a Cassano, Palacio, Samuel. No, noi non abbasseremo la guardia, non ci faremo confondere le idee. Sappiamo bene che sarà una sfida durissima”.
Sul suo di momento no, riferimento al figlio appena nato e ancora ricoverato in ospedale in Brasile per complicanze relative al parto: “Questo è ancora il momento peggiore per me da quando sono venuto in Italia sette anni fa. Mio figlio, appena nato, è ancora ricoverato in ospedale in Brasile. Il pericolo di vita è passato, ma ogni giorno è un problema e viverlo da qui è dura. In campo, per gli allenamenti, devo sforzarmi di dimenticarmi la situazione e non è semplice”.
Sul suo futuro, tinto ancora di blucerchiato con il prolungamento del contratto al 2017 e la decurtazione dell’ingaggio di 200 mila euro: “Mi hanno chiamato e spiegato quali sono i principi dell’a.d. Sagramola e del d.s. Osti: puntare sui giovani e contenere i costi. Io ero un po’ al di sopra della soglia, ma non ci ho pensato su, in una settimana abbiamo sistemato tutto, del resto avevo sempre detto che il mio sogno era rimanere qui a lungo”.
Ancora Eder sul prolungamento e l’affetto che lo lega al Doria: “La cosa che ci accomuna di più è la voglia di crescere, di migliorare. Io ho un difetto: non penso troppo al gol. Mi dicono che dovrei essere più egoista, che dovrei tirare di più, ma sono fatto così. Il calcio per me è divertimento, è felicità. Un assist (e ne ha già regalati 5 in questa stagione, n.d.r.) vale una rete. So che per un attaccante contano i gol, quando contro il Napoli ho fatto una gran cosa regalando un assist a Icardi non se n’è accorto nessuno. Con il Chievo ho giocato malissimo ma ho fatto gol e tutti giù ad elogiarmi. Io però mi sacrifico volentieri per uno come Icardi, un ragazzo splendido. Delio Rossi ci indica i movimenti da fare, io mi piazzo più basso, lui più alto, pronto ad andare un profondità”.
La chiusura è proprio sul compagno di reparto Mauro Icardi, che domenica affronterà quella che, a detta di molti, sarà la sua futura squadra: “Non lo so, ma è possibile, perché lo merita. Lui è stato bravo a prendere al volo l’occasione che gli è capitata, ha grande forza fisica e la capacità di far gol. Magari durante la partita lo vedi poco, ma poi lui quella partita la cambia”.


