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Bazzani: "La Samp ora è molto quadrata e difficile da incontrare, questo mi fa ben sperare per il futuro"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
martedì 5 marzo 2013, 15:45News Doria
di Filippo Montelatici
per Sampdorianews.net

Bazzani: "La Samp ora è molto quadrata e difficile da incontrare, questo mi fa ben sperare per il futuro"

Per commentare il felice momento attraversato in casa Samp, la redazione de ilpubblicista.it ha contattato in esclusiva l'indimenticato ex centravanti doriano Fabio Bazzani. Di seguito riportiamo integralmente le sue dichiarazioni:

Fabio dopo i tre punti con la Roma e il pareggio di Napoli con il Chievo al Ferraris sono arrivati altri tre punti, questa Sampdoria sembra non volersi fermare più.

"Questo è un momento cruciale della stagione dove si devono mettere da parte punti importanti in chiave salvezza, la Sampdoria sta facendo molto bene e con il Chievo ha portato a casa tre punti meritati, merito di una difesa difficilissima da superare e di una squadra che sta dimostrando di sapere quello che vuole".

Il cielo in casa Samp però non sempre è stato sereno in questa stagione, da fuori cosa non ha funzionato secondo te nella Samp di Ferrara e cosa ha invece portato l'arrivo di Delio Rossi?

"La Sampdoria anche con Ferrara ha offerto buone prestazioni ma ha dato l'idea di essere una squadra poco compatta, senza una vera e propria identità e quindi è incorsa in qualche difficoltà.
Il merito di Delio Rossi, dovuto sicuramente anche alla sua grande esperienza, è stato quello di dare compattezza e organizzazione alla squadra, ha saputo apportare i giusti accorgimenti e ha ridato fiducia ai ragazzi.
La Samp ora è molto quadrata e difficile da incontrare, questo mi fa ben sperare per il futuro e se devo dare un mio giudizio dico che quella che vedo è una squadra che sa quello che vuole".

Parliamo di te e del tuo arrivo alla Samp, per vestire questi colori accettasti di tornare in Serie B dopo un'ottima stagione nella massima serie con il Perugia, scelta rischiosa ma alla fine rivelatasi quella giusta.

"Quell'anno avevo fatto bene a Perugia, ottavo posto in campionato e dieci reti realizzate, avevo anche ricevuto due richieste dal Chievo e dall'Udinese, ma quando mi hanno chiamato Novellino e Marotta dicendomi che stavano per aprire un progetto a Genova con Garrone per riportare la Sampdoria nella massima serie, non ci ho pensato un attimo e ho scelto volentieri di tornare nuovamente in Serie B pur di sposare un progetto dimostratosi poi vincente, anche se molti giudicarono rischiosa la mia scelta di rinunciare alla Serie A dove avevo appena fatto bene, ma io sapevo cosa volevo fare e giocare nella Sampdoria rappresentava qualcosa di speciale".

E a Genova con quello che è diventato il tuo gemello del gol in blucerchiato avete riportato la Sampdoria in Serie A al primo tentativo. Qual era il segreto di quella che, parole dello stesso Flachi, dopo quella di Vialli e Mancini resta la coppia più bella della storia della Samp?

"Non so se fosse un segreto, di sicuro tra me e Francesco c'erano grande empatia e armonia sia in campo che fuori, sul terreno di gioco ci si completava benissimo per caratteristiche e giocare assieme era quindi semplice, fuori eravamo legatissimi e questo ci ha aiutato a dare il meglio, il nostro è stato un binomio nato sin dall'inizio, e alla fine sono diventato il suo testimone di nozze.
Credo sia stata l'arma che ci ha permesso di fare cose importanti insieme con la maglia della Samp, ma ci tengo a sottolineare sempre supportati da una grandissima squadra".

A proposito di Francesco, non so se tu ne sia già al corrente ma tra non molto dovrebbe esserci il Flachi Day. Hai già ricevuto qualche chiamata?

"Ancora non ho ricevuto l'invito ufficiale da parte di Francesco, ma credo proprio che me lo farà pervenire ed io non potrò certo mancare. Avevamo parlato del suo addio al calcio già tempo fa, poi l'organizzazione dell'evento si è fermata, ora attendo solo che mi faccia sapere quando sarà".

Per una giornata ricomporrete quella splendida coppia che ha regalato tante gioie ai tifosi della Samp, come immagini il tuo ritorno sotto la sud?

"Sicuramente sarà molto emozionante perché di fatto al Ferraris non ci sono mai più tornato, se non da spettatore a guadare i play off dello scorso anno e il derby di quest'anno. Sarà uno scorrere di emozioni e di ricordi molto piacevoli e, al di la del fatto che farò gli onori di un amico, di un compagno importante com'è stato Francesco, sarà anche un enorme piacere ritrovare tanta gente che mi ha voluto e a cui io voglio ancora tanto bene".

Alla Sampdoria hai dato tanto e al tempo stesso dalla tua esperienza a Genova hai ricevuto molto, quali sono le emozioni che ti porti dentro?

"Quelli trascorsi a Genova sono stati anni bellissimi, macchiati dal solo rammarico di non essere riuscito negli ultimi due anni a dare quello che volevo a causa dei due infortuni patiti al ginocchio, la mia testa voleva fare tante cose ma purtroppo il fisico, a causa dei due interventi ravvicinati al legamento, non reggeva più. Con la maglia della Samp però mi sono tolto grandissime soddisfazioni, le emozioni più grandi sono la sera della presentazione con Corrado Tedeschi, il primo anno che arrivai alla Sampdoria, li mi sono chiesto come fosse possibile che in Serie B ci fosse un tale entusiasmo con 25000 persone alla presentazione e 19000 abbonamenti già sottoscritti. Ricordo che tornando in albergo quella sera mi dissi "Fabio hai fatto la scelta giusta, anche se hai abbandonato la Serie A per tornare in B". E poi sempre di quell'annata la sera in Piazza de Ferrari quando ho visto una marea di tifosi festeggiare il ritorno in Serie A della Samp. Sono emozioni che solo chi le prova può sapere cosa valgono e io le conservo sempre con me".

Riccardo Garrone puntò su di te per far tornare grande la sua Sampdoria, cosa ti disse al tuo arrivo a Genova e qual è il ricordo che ti lega a lui?

"Riccardo Garrone prima ancora che un grandissimo presidente è stato una persona umanamente straordinaria.
Quello che ha fatto da numero uno della Sampdoria è sotto gli occhi di tutti, ma chi come me ha avuto la fortuna di conoscerlo a livello umano ha potuto apprezzarne i grandi valori, un'umiltà e al tempo stesso una classe fuori dal comune per il mondo del calcio. Ricordo ancora la fiducia che mostrò nei miei confronti al mio primo anno di Samp, arrivato a Genova mi disse: ""Dovrai essere il centravanti che insieme a questa squadra riporterà in la Sampdoria in Serie A". Sono contento di essere riuscito insieme ai miei compagni in quell'impresa".

I tifosi hanno di te l'immagine di uno dei più grandi bomber di sempre della Samp, il tuo ricordo invece dei tuoi sostenitori?

"I tifosi della Sampdoria sono semplicemente qualcosa di straordinario, ricordo di come giocare in casa fosse per noi un'arma in più, mentre per le squadre avversarie giocare sotto la sud è sempre stata una grossa difficoltà.
Nei derby, quando entravo a vedere il campo prima della partita, all'uscita del tunnel degli spogliatoi girandomi verso sinistra provavo sempre una scarica di adrenalina tale da farmi tremare e questo per un calciatore è linfa vitale, non credo che ci siano tifosi che ti sappiano trasmettere tanto. Questo accadeva anche nei momenti di difficoltà, e ne abbiamo vissuti tanti anche noi, dove anche nel contestare mostravano la loro unicità, basando il confronto sul dialogo e arrivando a contestare dopo lunghe sopportazioni. Non lo scopro di certo io, ma quando si dice che il tesoro della Sampdoria sta anche nella sua tifoseria è perché loro lo dimostrano ogni domenica".

Il tuo presente calcisticamente parlando si chiama Mezzolara, esperienza che ti sta dando molto e ti sta permettendo di dimostrare ancora il tuo feeling con il gol.

"L'esperienza al Mezzolara è un modo di finire la carriera divertendomi, in una società seria, restando nella mia città (Bologna, ndr) e in un campionato che mi dà ancora stimoli.
La Serie D è un torneo competitivo dove ci sono realtà come la Lucchese, la Spal e la Pistoiese e mi permette di scendere ancora in campo con grande voglia e passione, sono contento della scelta fatta due anni fa quando avevo anche pensato di smettere, invece è poi arrivata questa proposta che mi ha allungato alla carriera".

Augurandoti di essere ancora protagonista in campo, una volta appese le scarpe al chiodo Fabio Bazzani cosa farà?

"L'idea è sicuramente quella di allenare, quest'estate ho svolto il corso per ottenere il patentino di base e quando deciderò che è venuto il momento di appendere le scarpe al chiodo prenderò anche quello di seconda, per poi stare dall'altra parte della barricata.
L'idea di sedermi in panchina mi entusiasma, l'avere la responsabilità di un gruppo al quale trasmettere quanto mi è stato insegnato in tanti anni di carriera da giocatore mi piace.
Fatto tesoro di quanto insegnatomi cercherei di educare prima la testa dei miei giocatori e poi di insegnare loro gli aspetti tattici, che sono sicuramente importanti per fare bene in campo, ma vengono dopo il giusto atteggiamento mentale.
Gli insegnerei prima di tutto il rispetto per il compagno e del gruppo, punterei sicuramente molto sui giovani cercando di spiegare loro l'importanza del sacrificio per fare bene in questo mestiere, come in altri, vorrei insomma trasmettere i messaggi positivi che mi porto dentro".

Fabio siamo ai saluti, vuoi mandare un messaggio ai tifosi blucerchiati che ti leggeranno?

"Mando loro un grandissimo saluto e un abbraccio forte, ripetendomi nel ricordare il loro essere davvero straordinari e la loro unicità.
Riesco a coglierla ancora oggi ogni volta che seguo la Samp alla tv, mi emozionano e fanno riemergere in me sensazioni mai dimenticate.
A presto".

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