Derby, Garrone si gode i quattro punti e sorride: "Neopromossa che avrebbe dovuto lasciarne sei"
La visita al Sampdoria Club Varazze e Cogoleto del presidente Edoardo Garrone è occasione di festa per i tifosi doriani, ma allo stesso tempo è momento di analisi della situazione della truppa blucerchiata, che - archiviato il derby - si appresta ad affrontare un finale di campionato alla ricerca della tranquillità per una salvezza da raggiungere il prima possibile. E' però dalla stracittadina che comincia il numero 1 del Doria, che al Corriere Mercantile spiega:
"Un punto per la nostra classifica è buona cosa, avvicinandoci all’obiettivo stagionale. Abbiamo inoltre la soddisfazione di aver chiuso il doppio confronto imbattuti, dopo aver vinto a novembre. Ci avrei tenuto a fare il bis, anche perché di solito a restare nella memoria è l’ultima partita. Dopo il vantaggio, ho sperato di vincere. Ma va bene così, abbiamo fatto un passo avanti importante e tenuto a distanza la zona pericolosa. In più, per una squadra neopromossa che, secondo le previsione algebriche di altri, avrebbe dovuto lasciarne sei, i quattro punti presi sono ancora più soddisfacenti”
A tenere banco è poi la mancata espulsione di Matuzalem, secondo alcuni dovuta al fatto che un rosso dopo pochi minuti sarebbe stato eccessivo. A tali osservazioni, Garrone non fa una piega e risponde con ironia: "Ne discenderebbe, secondo logica, che nei primi 5’ di gioco sarebbe lecito toccare il pallone in area con le mani, dato che un calcio di rigore in apertura sarebbe inopportuno. Ai ragionamenti in termini di minutaggio, perciò, preferisco quelli che riguardano il regolamento. E credo che quanto accaduto non lasci il minimo dubbio interpretativo sul fatto che il fallo, violento e intenzionale, avrebbe comportato il cartellino rosso".
"Le mancate scuse del genoano? Credo che sia una questione che riguardi il privato di Nenad e di Matuzalem, perciò non intendo assolutamente interferirvi - prosegue Garrone -. Devo però rilevare come a me stesso sia capitato più volte di ricevere scuse apparentemente ineccepibili sul piano della forma, ma in tutta evidenza non sentite. Gli esami hanno accertato che l’infortunio, per quanto serio, ha un decorso relativamente rassicurante dal punto di vista della piena ripresa agonistica. Ma è mancato veramente poco per trovarci di fronte a un quadro ben diverso. Si sa che nel calcio incidenti di particolare portata alla caviglia possono compromettere addirittura la carriera di un giocatore che la gravità del fallo. Non è stata cosa da poco".
Archiviato il derby, ora è la sfida col Bologna nelle menti dei calciatori doriani. "Da qui alla fine del campionato avremo tutte partite importanti, per raggiungere al più presto il traguardo della salvezza - spiega il patron doriano -. Vogliamo naturalmente arrivarci rapidamente e quindi credo che la squadra, come ha sempre fatto, scenderà in campo per ottenere il massimo. Lo farà nel suo interesse e in quello stesso del gioco del calcio, perché credo che in questa fase della stagione il pubblico abbia diritto a vedere partite belle e combattute. Pagano il biglietto e vanno ricompensati con un impegno assoluto".
Infine, una toccata e fuga sull'argomento stadio e sull'incontro avuto a Palazzo Tursi il 12 aprile scorso. "Era l’avvio di una procedura formale, per cominciare a lavorare nelle istituzioni in un percorso che dovrà portarci a quello che proponiamo - conclude il presidente -. Abbiamo voluto illustrare ai consiglieri le nostre intenzioni, naturalmente a linee generali anche per via del grado di elaborazione ancora embrionale del progetto. Siamo fiduciosi".


