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tmw / sampdoria / News Doria
Mustafi: "L'ultimo derby è stato bellissimo, ma quello dell'anno scorso lo fu di più. Futuro? Ho un solo interesse"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
sabato 15 marzo 2014, 09:39News Doria
di Alberto Boffano
per Sampdorianews.net

Mustafi: "L'ultimo derby è stato bellissimo, ma quello dell'anno scorso lo fu di più. Futuro? Ho un solo interesse"

Il difensore della Sampdoria Shkodran Mustafi è stato intervistato dal Corriere Mercantile in vista della gara con l'Atalanta, squadra a cui, un girone fa, il giovane tedesco realizzò la sua prima rete in Serie A.

Mustafi, che ricordi hai di quel gol?

"Fu un pasticcio, con la storia del fallo di mano, del rigore poi non più rigore. Meglio farne un altro, anche se non è il mio mestiere. Comunque, una bella soddisfazione".

Tutto così veloce, nella tua carriera. Minorenne eri già all'Everton.

"Sarei rimasto all'Amburgo, ma non credevano troppo in me, così presi al volo l'opportunità di andare in Premier League. Volevo essere Rio Ferdinand, ora ammiro Benatia".

Come fu l'impatto?

"Un bel calcio, molto fisico e agonistico. Certo, quando arrivai in Italia, capii che in Premier la fase tattica non è la più importante".

I clienti peggiori?

"Drogba, Torres, Tevez... ce n'erano. Ma anche qui: Llorente, ancora Tevez...".

Poi arrivò la chiamata dall'Italia.

"Volevo giocare di più, accettai al volo. Lì per lì rimasti deluso".

Per forza, una gara in sei mesi.

"Oggi mi dico che fu meglio così. Arrivai trovando una squadra in difficoltà, avrei potuto perdermi. Comunque l'esordio a Varese lo ricordo volentieri".

Anche la prima in A fu una sconfitta.

"Mi trovai in campo in un ruolo non mio, perdemmo ma era un altro passo avanti".

Poi il derby.

"Da sfavoriti, più di così non avremmo potuto esserlo".

Be', anche il mese scorso.

"No, allora venivamo da sette sconfitte. Non c'è paragone nella soddisfazione, per ora la più bella della mia carriera. Anche l'ultimo è stato bellissimo, ma quello lo fu di più. Me lo avevano detto che qui a Genova il derby era più sentito che a Liverpool, li ho vissuti entrambi e posso dire che è vero".

Da allora, titolare fisso.

"Con Rossi, mi trovai a giocare a tre, cosa mai fatta in carriera. Ma mi adattai".

Ora, alfine, al centro.

"Non nascondo che mi trovo meglio dove gioco adesso".

Ti troveresti ancor meglio in Bundesliga o in qualche grande club? Sei già uomo mercato.

"Da quando sono arrivato in Nazionale, si sono accorti di me perfino in Germania dove ero poco noto. Tentare subito il salto o crescere gradualmente? A questo punto della mia carriera, ho un solo interesse: avere la possibilità di giocare. Alla Sampdoria sto ritagliandomela, la decisione non spetta soltanto a me".

Infine, una chiosa sulla sua convocazione in Nazionale e la possibilità di far parte della spedizione che a giugno partirà per i Mondiali in Brasile:

"Io ho soltanto il passaporto tedesco e ho fatto una scelta di fedeltà al Paese in cui sono nato e cresciuto e mi ha permesso di arrivare fin qui. Sapevo benissimo che nella Germania la concorrenza è forte, ma io pur essendo riconoscente alla fedecalcio albanese per la stima nei miei confronti non ho mai avuto dubbi. La Nazionale è sempre stata un obiettivo ma non un'ossessione, tutti quelli che cominciano a giocare al pallone sognano di arrivarci e adesso, chiaramente, io spero di fare il possibile per rimanerci. Mondiale? Non sta a me decidere, io penso solo a dare il massimo. Chi lo vincerà? Credo proprio il Brasile".