Pietro Lo Monaco: "Accostamento alla Samp? E’ sempre difficile fare nomi di squadre dalle quali si è stati contattati..."
Durante la tempestosa fase vissuta ad inizio campionato, i rumors attorno alla Sampdoria si erano moltiplicati a velocità esponenziale. Una delle notizie che era circolata raccontava di un interessamento blucerchiato per l'ex amministratore delegato di Catania e Palermo Pietro Lo Monaco. Il dirigente oggi ha risposto ad alcune domande in merito a questo argomento ai microfoni di napolisoccer.net:
E' stato accostato alla Sampdoria, discorso concreto o solo voci?
“E’ sempre difficile fare nomi di squadre dalle quali si è stati contattati, in passato ho fatto delle scelte che avrebbe fatto solo un pazzo ma sono scelte di vita di cui vado fiero ed orgoglioso. Dopo Udine, nonostante avessi tante richieste dalla A, scesi in B e andai al Brescia perchè avevo la possibilità di costruire. Il campionato di serie A è ancora in corso, le persone stanno lavorando e non sarebbe corretto da parte mia dire da chi sono stato contattato. Ti dico che il mio anno sabbatico sta finendo e che ho tanta voglia di ritornare a lavorare in un club importante, come c’è tanta voglia di portare avanti il progetto Messina”.
Addio di Galliani al Milan, ne perde più il club rossonero oppure il calcio italiano?
"Ho espresso sempre la mia idea e continuo a portarla avanti anche oggi. Per me Galliani sarebbe il presidente ideale della Lega Calcio perchè la sua competenza e il suo sapere potrebbero risollevare le sorti del calcio italiano. Personalmente rispetto il professionista Galliani a cui riconosco qualità importanti. Lui prova un amore immenso per il Milan e quando nascono certe situazioni e discussioni vuol dire che, in un certo senso, si è arrivati al capolinea".
Se potesse scegliere una squadra da cui essere contatto quale preferirebbe?
"Bella domanda. Sceglierei una squadra dove si possano migliorare gli obiettivi e le possibilità rispetto al suo momento attuale. Ogni piazza ha le sue difficoltà e le sue asperità. Non è la stessa fare calcio con il Napoli o con il Sassuolo, oppure farlo a Napoli o a Milano perchè ogni piazza ha le sue prerogative. Ho vissuto tutte le esperienze possibili e immaginabili quello che mi manca è l'esperienza con una squadra che miri ai quartieri alti della classifica. Con l'Udinese sono arrivato terzo ma eravamo pur sempre una piccola realtà del calcio italiano. Nel mio bagaglio professionale manca la gestione di un grande club perciò, se dovessi scegliere una squadra, sceglierei una che naviga nei piani alti del calcio italiano, anche accontentandomi della sola gestione sportiva e non come in passato della gestione globale".
Si sono liberati due posti da dirigente a Milano, ha ricevuto offerte provenienti dal capoluogo lombardo?
"(ride – ndr) Ah davvero, si sono liberati due posti da dirigente a Milano e a me non hanno detto niente? Scherzi a parti, non ho avuto contatti con nessuno dei due club. Penso che a certi livelli del calcio italiano queste situazioni vengano reclamizzate anche da un punto di vista politico. All'Inter c'è Piero Ausilio, un ragazzo bravo che svolge bene il suo ruolo di direttore sportivo, è un giovane in rampa di lancio che stimo tantissimo. All'Inter è stato fatto un errore di strategia, quando è andato via Mourinho bisognava ricominciare tutto dalla base. Ora la società ha problemi economici e la prima cosa a cui pensa è come risanare il bilancio affinché gli obiettivi possano essere ancora di primo livello. Convivenza con Galliani al Milan? Faccio il direttore sportivo anche se a Catania per tanti anni ho ricoperto il ruolo di amministratore delegato, il mio ruolo è quello di occuparmi della gestione sportiva di una società per cui non avrei problemi di convivenza con Adriano Galliani al Milan".
Pregi e difetti del Lo Monaco direttore?
"Tutti abbiamo pregi e difetti. In tanti mi dicono padre-padrone, altri dicono che sono presuntuoso. Certo che se presuntuoso vuol dire sapere e conoscere la materia allora confermo: sono presuntuoso! Onestamente non mi reputo tale, sono partito dalla madre terra e conosco i costi della madre terra. Chi prende Pietro Lo Monaco sa cosa prende e a cosa va incontro. Credo che nel nostro calcio non esistano dirigenti che abbiano strappato contratti importanti dopo pochi mesi, ai soldi preferisco la possibilità di agire in prima persona in sintonia e in rapporto agli obiettivi della società".


