"IN OGNI POSTO CHE ANDIAMO": Dalla Francia: "Mi piace pensare che a spingere la Samp al successo ci fosse anche Vujadin". Dalla Svizzera: "Boskov un Signore del calcio". Dal Portogallo: "Boskov sempre nei nostri cuori"
LAURA MATTIA-PARISE (SVIZZERA): Contro il Catania complice la forzata rivoluzione della formazione abbiamo potuto tutti notare i limiti di alcuni giocatori, i quali inseriti in piccole dosi nella formazione titolare possono far la loro discreta partita, ma che non sono assolutamente i sostituti naturali di alcuni giocatori rodati e titolari. Premesso che ho assistito al solo primo tempo non posso dare un giudizio complessivo sulla partita, quindi passo alla partita contro il Chievo dove, tornata in campo quasi tutta la formazione titolare, abbiamo dimostrato di avere ancora parecchia sterilitá in attacco. Nonostante lo strabiliante possesso palla e l'aver praticamente giocato sia nel primo che nel secondo tempo in una sola metá campo, la partita sembrava destinata a non sbloccarsi per la mancanza di un rifinitore preciso sotto porta , a questo si è aggiunta la prima ingenuitá di Mustafi che ha procurato una punizione alla trequarti da cui è conseguita l'unica azione che ha portato il Chievo a tirare in porta con il conseguente fallo sempre dello stesso che ci ha lasciato per l'ennesima volta con un uomo in meno e in più un rigore contro sul groppone. Stavolta per lo meno abbiamo avuto buona prontezza di spirito e complice anche il non gioco degli avversari siamo riusciti a pareggiare e infine con caparbietá a portar via quella che é una vittoria strameritata.
GIACOMO ZANON (FRANCIA): Due partite che hanno fatto della Samp imparziale arbitro per la salvezza di Catania e Chievo. Due incontri in cui per il Doria era forse difficile trovare le giuste motivazioni, ma giocate e combattute come è ormai abitudine dopo l'arrivo di mister Mihajlovic. In terra siciliana mancano molti "titolari" e il tecnico serbo decide di far giocare chi si è visto meno. Per ogni sampdoriano la più grande soddisfazione è senz'altro rivedere tra i pali Vincenzo Fiorillo, figlio prodigo di casa Samp e autore di una grandissima partita, nonostante i due gol incassati. Altro grande protagonista è stato Stefano Okaka, autore dell'unico goal doriano, messo a segno con un'azione personale fatta di pregevoli movimenti e di un'incredibile forza fisica. La prodezza del numero 9, però, non basta, gli etnei incassano la posta in tavola continuando a sperare nella salvezza. Storia ben diversa quella del match di Marassi contro il Chievo dell'ex Corini. Dopo tre sconfitte consecutive Gastaldello e compagni erano chiamati a rialzare la testa. La partita, dominata in lungo e in largo dai doriani, sembra guastarsi al 19° minuto del secondo tempo, quando, Obinna anticipa Mustafi che è costretto al fallo per evitare il tiro a colpo sicuro del nigeriano; rosso diretto e rigore. Dal dischetto il francese Thereau non sbaglia e porta in vantaggio i veneti. Sembra una di quelle classiche partite in cui si attacca per 90 minuti e all'unica occasione gli avversari passano in vantaggio e vincono. Invece no, quindici minuti dopo il vantaggio clivense Regini si inventa un'azione personale degna di una grande ala, tocco al vicino Eder che buca la difesa avversaria e con un tocco sul primo palo batte Agazzi. Il pareggio è raggiunto, ma la Samp vuole vincere; gli sforzi dei ragazzi di Mihajlovic sono ripagati al minuto 93 quando un bellissimo destro esterno di Soriano batte per la seconda volta il portiere avversario e regala la vittoria e la gioia al popolo doriano. Mi piace pensare che, in quegli ultimi minuti a Marassi, a spingere al successo la Samp ci fosse anche Vujadin Boskov, a cui va il mio personale ricordo.
MARC BENAVIDES INVERNON (SPAGNA): siamo arrivati in fondo al campionato in maniera un po' più soddisfacente con gli ultimi tre punti conquistati in casa. A Catania siamo stati sconfitti da una squadra ormai condannata da tempo alla retrocessione, non abbiamo la giusta intensità di gioco. L'unica nota positiva è rappresentata dal futuro della porta blucerchiata rappresentato da Vincenzo Fiorillo. Con il Chievo la gara si è messa in salita con l'espulsione di Mustafi e il rigore concesso ai veneti, ma un finale, forse dedicato al miglior allenatore della nostra storia, il grande Boskov, ci ha permesso di conquistare i tre punti, dimostrando grazie ai colpi di Eder e Soriano come questa squadra non si arrenda mai, forza Doria!
MARIUS VADUVA (ROMANIA): Prima di tutto voglio unirmi all'intero mondo blucerchiato in lutto a causa della perdita di un grande Uomo, l'Uomo scudetto, l'Uomo che ha creato il gioco, il quale mi ha fatto innamorare della Sampdoria, un calcio moderno giocato già quasi trent'anni fa. Arrivederci, Grande Vuja, il suo stile inconfondibile di insegnante di classe ci mancherà per sempre! A Catania abbiamo disputato una gara poco convincente, una luce accesa dalla studenda azione e dal goal segnato da Okaka, un elemento molto utile anche in chiave futura. Un ragazzo molto giovane, con tanta ambizione e maturità, il quale può diventare un pilastro di riferimento nel nostro attacco, La nostra difesa sarebbe stata superata tante volte e solo il rendimento di Fiorillo ha limitato i danni. Con il Chievo ho provato una grande gioia essendo presente al “Ferraris”; solo ad inizio e a fine della prima frazione siamo riusciti a creare pericoli con Eder e nell'azione precedente al palo di Gastaldello. Nella ripresa dopo altri 15 minuti di noia, la partita è esplosa. Dopo l'espulsione di Mustafi e il rigore realizzato dal Chievo è arrivato la nostra reazione, quella tipica di una tigre ferita nell'orgoglio, con i principali protagonisti in Regini, Soriano, Eder, Okaka che ha tenuto in apprensione la difesa del Chievo. Secondo me Regini è stato l'uomo partita, strepitosa la sua corsa in occasione del primo goal, ma anche Mihajlovic ha compiuto una grande impresa nel bloccare sul nascere le iniziative di una squadra venuta a Genova sopratutto per difendersi. E' stato proprio lui, Mihajlovic, a chiedere a Regini sotto i miei occhi di salire maggiormente sulla parte sinistra per supportare l'attacco. Una partita chiusa con lo spirito giusto, quello battagliero trasmesso da Sinisa, sempre fiducioso che le cose possono essere cambiate in corso per il bene della Samp. Il maestro Vujadin e l'allievo Sinisa, che continua la sua eredità con coerenza e concentrazione.
VANJA AGOSTINETTI (SVIZZERA): Queste due partite sono state molto diverse tra loro. A Catania ci si doveva liberare delle scorie post-Inter, ma una squadra imbottita di seconde linee ha giocato una prestazione senza mordente, in cui si sono salvati pochissimi elementi (Okaka, Sansone e Fiorillo). Sono rimasto deluso anche perché non credo che le nostre seconde linee siano scarse: abbiamo battuto il Verona in Coppa Italia e fatto paura alla Roma nella stessa competizione. La partita contro il Chievo é stata la classica gara in cui controlli il gioco e rischi la beffa. La vittoria serve a chiudere dignitosamente la stagione, come purtroppo non é avvenuto un anno fa. Ora si programmerà serenamente il futuro, con o senza Mihajlovic. Spero di non assistere ad una telenovela: se volesse andare via, potrà dirlo con serenità. Avremo un bel ricordo di sei mesi fatti di cuore, sudore e gioco offensivo. Se resterà, avremo la conferma delle ambizioni della nostra società. Forza Sampdoria!
GIANCARLO PORTA (SVIZZERA): Ho avuto la fortuna (o sfortuna) di poter vedere la Samp dal vivo a Catania ed ero pronto a preparare il mio commento, purtroppo però, la scomparsa di Vujadin Boskov non può essere tralasciata. Vorrei pertanto utilizzare "in ogni posto che andiamo" per ricordare, non solo un grande allenatore (Scudetto con Samp, Real Madrid, 2 finali Champions perdute, Coppe in Italia, Spagna e Olanda, CT della Jugoslavia), ma un Signore del calcio. Sagace, pungente e vincente. Ciao Vujadin! Salutaci Paolo quando lo incontrerai lassù!
LORENZO VAN PERG (PORTOGALLO): Sono molto triste per il mondo blucerchiato, risulta difficile fare commenti e non ne farò. Solo poche righe per ricordare il grande Vujadin e dirgli che sarà sempre nei nostri cuori. E quando si incontrerà con PAOLO... riparleranno di quella sfortunata finale di Coppa dei Campioni...
ANDREA VAZZOLER (IRLANDA): Mi dispiace distogliere l'attenzione da quello che dovrebbe essere l'oggetto dell'articolo e della rubrica per la quale scriviamo tutte le settimane, ma la scomparsa di Boskov è stata dolorosa. Sono cresciuto con quella Samp, vedendo giocare quei campioni ma soprattutto osservando, ammirando e seguendo quegli Uomini che hanno fatto grande quella squadra e questa società in Italia e in Europa. Tra quegli uomini scelti da Paolo Mantovani c'era anche e soprattutto Vujadin Boskov. Ero adolescente quando allenava la Samp, l'ho incontrato soltanto una volta per chiedergli un autografo e puntualmente non sono riuscito a dirgli niente dall'emozione, non ho aneddoti particolari da raccontare ma so quello che sappiamo tutti: un Uomo saggio, intelligente, di grande carisma e coi segni sulla pelle di tante esperienze ma che non faceva pesare. Ah dimenticavo, chi ha lavorato a stretto contatto con lui dice che si faceva eccome rispettare, alla faccia di chi diceva che comandavano Vialli e Mancini!


