Salvatore Foti: "Acireale? Ho dato la mia parola. La squalifica mi ha compromesso la stagione"
"Stiamo facendo doppio allenamento perché il campionato inizia il 15 settembre". A parlare è Salvatore Foti, ex vice di Mourinho, prima squalificato per dieci giornate insieme ad Angelo Gregucci, poi considerato innocente dal Collegio di Garanzia del Coni nei giorni scorsi. Dalla Serie B all'Eccellenza, perché aveva un accordo con l'Acireale che ha deciso di onorare, nonostante sia una scelta coraggiosa. "Mentalmente e fisicamente stavo pensando a cercare una squadra dilettantistica per scontare la mia squalifica. Quindi poi una volta che ho dato la parola alla squadra del mio paese non me la sono sentita a lasciarli in difficoltà. Dopo due gradi di giudizio in cui vengono confermate dieci giornate poi tutto viene ribaltato all'ultimo... È qualcosa di difficile da aspettarsi".
Sui cambiamenti nella sua vita
“Non è cambiata, si è modificato il percorso che immaginavo potessi fare visto la sentenza in essere che è stata annullata il 29 luglio. Quella mi ha compromesso la stagione calcistica".Su quanto è successo
"Gli esoneri fanno parte della carriera di ogni allenatore, ma ciò che mi è successo ti porta a non avere la possibilità di allenare in B o in C, da un’altra parte. Io speravo che non uscisse la squalifica nemmeno la prima volta. A quel punto presi la squalifica non a mesi ma a partite, è stato il dispiacere più grande. Forse potevano avere un occhio di riguardo, perché la Samp mi ha esonerato il 9 marzo, mentre il 10 avevo la sentenza. Se avessero aspettato io avrei preso una squalifica a mesi e realisticamente mi potevo organizzare per la stagione successiva. Questo è il mio cruccio, il rammarico più grande".La squalifica
"Con questa spada di Damocle fai fatica ad avere un club di B o C. La sconti facendo un tesseramento da collaboratore o da vice allenatore. Io ho scelto di aiutare la Sampdoria a ottobre, quando ho firmato come vice di Gregucci, rinunciando a un’offerta di tanti tanti soldi per fare il Mondiale con l’Iran da vice allenatore, avevo fatto una scelta di cuore più che di carriera".Sulla Sampdoria
"Gli esoneri sono una conseguenza, quando sono arrivato eravamo penultimi, con una squadra che l’anno prima era retrocessa, poi ripescata e salvata ai playoff. C’erano tante difficoltà, fino a dicembre eravamo riusciti - con la squadra che c’era - a rimanere attaccarti al treno playout. Con il mercato facemmo 12 punti, eravamo a 3-4 lunghezze dai playoff. Perdemmo contro Mantova e Bari e ci riportarono giù in classifica. Lì si incrinarono i rapporti, vedute diverse, però sono cose che possono accadere. La Sampdoria nelle ultimi due anni ha cambiato sette allenatori. Io da vice sapevo che c’erano difficoltà, ho lavorato tanti anni lì con Marco Giampaolo come collaboratore, ho ritrovato un ambiente completamente differente. Poi se vivi una nuova società capisci il motivo per cui l’anno precedente hanno avuto tanti problemi. Il dispiacere è che dopo dodici punti in sei partite aver perso quelle due gare che potevano portarci ai playoff, questo fa parte del calcio".Su una possibile chiamata
"Un professionista in generale prende in considerazione tutto. Questa situazione non mi ha permesso di partecipare al master quest’anno, devo attendere la fine del prossimo, se ne riparlerà a luglio. Potrei allenare in C, in questo momento se dovessero chiamarmi farò le mie valutazioni, ma non mi pongo assolutamente il problema. Ho fatto una scelta e voglio rispettarla. Voglio lavorare indipendentemente da quella che è la categoria. Da Budapest e Tirana con Mourinho, dalle finali… alla Sampdoria, poi all’Eccellenza, non credo che sia mai successa una cosa del genere". "A 38 anni ho una carriera davanti, vedrò. Il mio auspicio è che cambino un po’ le regole da quel punto di vista. Se dopo dieci anni da giocatore, fai dieci da vice e collaboratore e hai difficoltà a entrare per fare l'ultimo corso... In più c'è stata la squalifica data in due gradi di giudizio e poi tolta... Senza stare a colpevolizzare o giudicare nessuno, la giustizia ha fatto il suo corso. Magari sarebbe stato meglio fare prima l’ultimo grado, fosse stato i primi di luglio poteva esserci diverse opportunità".Sulla telefonata di Mourinho
"L'ho Mourinho, gli è arrivata la notizia, era contento per il fatto che mi avessero tolto la squalifica. Sulla mia scelta mi ha detto che “L’importante è che tu sia contento, quest’anno ti diverti e poi torni dove meriti”. Io penso al fatto che mi ha fatto tanto piacere, abbiamo un bel rapporto. Voglio fare bene qui, c’è una proprietà nuova e tanto entusiasmo. L’Acireale ha fatto anche la Serie C, sto aiutando la proprietà a cercare di realizzare un progetto ambizioso per portarlo di nuovo fra i professionisti. Poi nel calcio puoi stare sei mesi, un anno e due anni”.Sulla nuova avventura
“L’impatto è stato molto bello, ovviamente hanno apprezzato la mia umiltà di calarmi in un ambiente totalmente sconosciuto dal punto di vista lavorativo. Nessuno se lo aspettava, anche se io lavoravo già da venti giorni insieme al direttore per convincere i giocatori a scendere di categoria. Io ragionavo sul fatto di avere una squalifica. Quando mi è stata tolta ci sono stati due-tre giorni di preoccupazione, io mi ero preso 48 ore per fare la scelta più opportuna e giusta. Adesso mi trovo bene, preferisco lavorare in un ambiente che conosco, dove ho dei bei rapporti, cercando di fare qualcosa di bello. Il mio futuro valuterò in base a ciò che mi prospetterà".Altre notizie
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