De Silvestri: "E pensare che mio papà non voleva neanche che giocassi a pallone..."
Parole non scontate, quelle di Lorenzo De Silvestri. Pensieri di un ragazzo intelligente, attento e equilibrato, come dimostra anche la sua carriera di "studente", trasversale a quella calcistica. E' stato il difensore romano il protagonista dell'appuntamento di oggi con 'Impariamo alla stadio' insieme ai ai bambini delle scuole genovesi “Marconi”, “Solari” e “Tommaseo”, promosso dalla Samp:
"La partita è un po' come un compito in classe, si lavora tutta la settimana e poi si cerca di dare il meglio possibile. Anche se non sempre si riesce a fare ciò che si desidera. Il calcio deve essere una festa - ha dichiarato il blucerchiato, come riporta Sampdoria.it -, ma non sempre è così. A volte le cose vanno storte. Voi ragazzi però dovete ricordarvi sempre che il calcio è un gioco e come tale va preso. La famiglia? È importantissima, appena posso torno a casa a riabbracciare mia mamma e mio papà. E pensare che mio papà non voleva neanche che giocassi a pallone: ha sempre preferito altri sport.
"Queste iniziative mi piacciono moltissimo: la società è molto attenta ai giovani e alla loro formazione -ha dichiarato poi De Silvestri ai microfoni di Samp Tv-. E utilizza il calcio come mezzo per socializzare. Solo qui alla Samp ho visto un'attenzione simile per iniziative di questo tipo, ma io le trovo davvero utili».


