Yelena Boskov: "Quando Vujadin non poteva cambiare il giocatore, rafforzava la parte che riteneva potesse essere più utile”
Nella seconda parte della trasmissione “Il derby del lunedì”, in onda sull'emittente genovese Telenord, la signora Yelena Boskov ha ritratto il marito Vujadin attraverso aneddoti e ricordi:
“Non sapeva odiare, non ho mai sentito una brutta espressione nei confronti di qualcuno di diversa fede calcistica. Vujadin proveniva da una famiglia molto povera, in cui bisognava rispettarsi e dove si viveva con poco. Non ha mai dimenticato le sue origini e la gente che non ha molto, diceva Io ho avuto la fortuna di avere, loro non hanno mai avuto questa fortuna”.
“Parlavamo poco di politica e molto di calcio. Lui è stato, uso un'espressione forte, “buttato fuori” dalla Federazione serba quando era ct della Federcalcio e del Vojvodina, perché con il suo modo di fare non andava d'accordo con tutti. Rimase senza lavoro fino alla chiamata dall'Olanda, gli dissero che avrebbe avuto una squadra con pochi mezzi, ma accettò subito”.
Sul rapporto di Boskov con la città di Genova: “A lui è sempre piaciuta Genova, quando ha lavorato in Spagna sulla strada del ritorno la indicava sempre. Amava andare forte in macchina, diceva di mettere le cinture che avremmo volato. Anch'io amo Genova, e la casa di Nervi, voglio rimanere qui finché posso”.
Sul segreto del gruppo vincente della Sampd'oro: “Penso fosse il fatto che Vujadin desse la possibilità a tutti i giocatori di dire cosa pensavano, anche se poi decideva lui. Sapeva chi poteva cambiare e chi no e quando non poteva cambiare il giocatore, rafforzava la parte che riteneva potesse essere più utile”.
Sugli interessi di Boskov: “Leggeva molti libri serbi, parlava bene il tedesco, ma era un perfezionista e per pronunciarlo bene ascoltava dei dischi. Non voleva essere solo un allenatore di calcio”.
Sulla figlia Aleksandra: “E' stato un papà bellissimo, teneva molto alla sua istruzione. Guadagnava poco in Svizzera, ma sua figlia era in uno dei migliori collegi e oggi parla molto bene le lingue ed è una brava ragazza, che ha sposato un italiano conosciuto proprio in Svizzera”.
Sul loro amore: “A Belgrado c'era la partita Jugoslavia-Svizzera e io, che all'epoca frequentavo la scuola per diventare attrice a Novi Sad, avevo dei parenti là, per questo andai allo stadio con loro, anche se all'epoca di calcio non sapevo nulla. Non lo vidi bene, ma mi rimase impresso il sangue sul suo viso dopo uno scontro di gioco al sopracciglio. Quell'immagine mi fece impressione- riporta Sampdorianews.net. Passò del tempo e lui si interessò a me. Facevo già degli spettacoli teatrali e scendendo dalla sala prove lo vidi che mi aspettava insieme al direttore tecnico del teatro. Lì ci siamo conosciuti e mi ha accompagnata a casa, mentre mi raccontava che la Stella Rossa lo voleva e non sapeva cosa fare.
Mi disse che qualche volta avrebbe fischiato sotto la mia finestra e se mi andava potevo scendere. Dopo tre anni ci siamo sposati”.
Che persona è stata Vujadin Boskov? “E' stato una brava persona, molto retta, che rispettava gli altri e qualche volta era anche un po' capriccioso”.


