Borea: "Quando arrivò alla Samp, Boskov chiese subito di far rispettare un certo stile e comportamento in tutte le situazioni"
Paolo Borea, direttore sportivo della Sampdoria ai tempi di Vujadin Boskov, ha raccontato la propria esperienza legata al tecnico serbo, ai microfoni di Samp Tv durante la trasmissione Finestra su Bogliasco:
"Era prima di tutto un uomo intelligente, oltre che furbo e colto. Per capire il suo personaggio bisogna pensare che lui veniva dal Real Madrid, laureato in Storia e Filosofia e con studi anche in Psicologia; e da questo si inquadra tutto. Quando arrivò alla Samp, chiese subito di far rispettare un certo stile e comportamento in tutte le situazioni. Era un cittadino di mondo, - riporta Sampdorianews.net - con una mentalità vincente. Noi eravamo giovani di nascita e di vittorie, per non dire neonati. Ha insegnato a fare i ritiri precampionato in Europa, e a misurarsi con squadre europee nei tornei estivi, abituandoci piano piano a quello che poi sarebbe diventato l'habitat naturale della Sampdoria.
Il primo anno, il raduno lo facemmo in sede in via XX Settembre, contrariamente a quanto si faceva di solito incontrandoci a Bogliasco per il primo allenamento. I vari giocatori in quell'occasione vedevano e si presentavano per la prima volta con il nuovo allenatore. Ricordo quando arrivò Mannini, in calzoncini corti, maglietta e occhiali da sole, e Boskov venne da me a dirmi "vedi Paolo, al Real Madrid mai un giocatore avrebbe potuto venire così in sede, ma in giacca e cravatta": questo fu il suo debutto, ed anche da una piccola cosa come questa fece subito capire come la pensava. Ci insegnò a diventare una grande squadra ed una grande società, giocando sempre per la vittoria anche contro Juve, Milan e Inter. Noi in Italia ed in Europa volevamo sempre vincere. Il grande apporto di Boskov era quello di darci la consapevolezza di quanto eravamo forti".


