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BARDONECCHIA LIVE - "Coach" Gastaldello ai ragazzi del Samp Camp: "È un onore indossare questa maglia e questa fascia"
venerdì 18 luglio 2014, 23:22News Doria
di Lidia Vivaldi
per Sampdorianews.net

BARDONECCHIA LIVE - "Coach" Gastaldello ai ragazzi del Samp Camp: "È un onore indossare questa maglia e questa fascia"

Segui dal vivo con Sampdorianews.net il ritiro della Samp a Bardonecchia.

Daniele Gastaldello ha incontrato in serata i bambini del Samp Camp, che hanno potuto rivolgere al capitano blucerchiato molte domande e soddisfare la loro curiosità. Il difensore doriano ha vestito per una sera i panni del coach, dispensando i propri consigli ai giovani aspiranti calciatori.

Ecco alcune delle domande a cui Gastaldello ha risposto durante la serata, raccolte da Sampdorianews.net, presente all’hotel Rivè di Bardonecchia.

Cos’hai provato nella risalita in Serie A, e soprattutto nella finale di Varese? “Una grande gioia. Sia nella partita d’andata, con i due gol, ma soprattutto nella gara di Varese, che ha sancito il nostro ritorno in Serie A, ed è stata una serata magnifica. Dopo un paio d’anni turbolenti, con la brutta retrocessione, siamo riusciti a risalire subito, cosa molto importante. È stato bello.”

A che età hai iniziato a giocare a calcio? “Penso di avere iniziato già nella pancia di mia mamma (ride, n.d.r.). In realtà ho iniziato intorno ai cinque anni, al campo del mio paese. È sempre stata la mia grande passione, ho sempre giocato a calcio in giardino e dovunque potevo.”

Cos’hai provato quando hai segnato il tuo primo gol? “Fare gol è una gioia importante, anche perché nel mio ruolo non mi capita spesso. Ogni tanto cerco di spingermi in avanti, soprattutto quando ci sono i calci da fermo e mi capita di segnare: per noi che giochiamo dietro è una doppia soddisfazione.”

L’emozione che hai provato la prima volta che hai indossato la maglia blucerchiata: “Non me la ricordo –scherza il capitano blucerchiato- perché sono passati tanti anni! È stato bello perché venivo da Siena, una realtà molto più piccola della Samp, per cui quando sono arrivato sono rimasto piuttosto impressionato, perché sapevo di arrivare in una società ambiziosa, che ha un passato molto importante. Finora è il club più importante dove ho militato, ed è un onore, soprattutto adesso che rappresento la squadra come capitano, indossare questa maglia e questa fascia.”

È difficile la carriera da calciatore? “Ogni lavoro è difficile, ma penso che noi calciatori possiamo considerarci privilegiati, perché facciamo il mestiere che ci piace, e abbiamo realizzato il nostro sogno. Credo che ognuno di voi ragazzi abbia il sogno di arrivare a giocare nella Sampdoria, a giocare in Serie A , o anche in Nazionale, ma bisogna fare molti sacrifici, perché per arrivare a certi livelli devi cominciare a farne sin da giovane. A diciott’anni non potevo fare tante delle cose che i miei amici facevano, ma sono stato fortunato che la mia carriera calcistica mi abbia portato fino a qui, e quei sacrifici li ho fatti volentieri.”

Che emozione hai provato quando sei diventato calciatore professionista? “Quando fai il calciatore la cosa più bella è confrontarti sempre con quelli più forti. Passando da un settore giovanile a una prima squadra il livello cambia, devi misurarti con calciatori più bravi di te, e lì hai la possibilità di crescere.”

Quanto è cambiata secondo te la Samp dopo l’arrivo di Mihajlovic? “È stato importantissimo. Abbiamo visto che, con l’arrivo del mister, abbiamo avuto dei risultati importanti. Soprattutto ha cambiato la mentalità, che nella nostra squadra era sbagliata. È stato bravo a capire quello che ci serviva, e noi siamo stati bravi a seguirlo al 100%. Un allenatore può darti tanto, ma siamo noi giocatori che dobbiamo scendere in campo.”

Com’è indossare la fascia di capitano? “È una bella responsabilità, perché il capitano è colui che dà l’esempio prima di tutti. Facciamo parte di un gruppo, e nel nostro gruppo ci sono regole che io per primo devo rispettare. Soprattutto quest’anno, ma anche l’anno scorso, con una squadra composta da ragazzi molto giovani, io e i più “vecchi” dobbiamo impegnarci a dare l’esempio e a far capire come si diventa calciatori, come si lavora durante la settimana, e qual è il comportamento da tenere quando si indossa questa maglia.”

In chiusura un consiglio da parte di Gastaldello per i giovani del Camp: “Avete qui i vostri allenatori, ed è importante soprattutto imparare l’educazione e il rispetto, perché forse in questo momento nel calcio manca proprio questo, il rispetto e i veri valori che appartenevano a questo sport. Prima di diventare calciatori bisogna essere uomini, voi non lo siete ancora ma lo diventerete presto, ed è giusto che lo facciate con i giusti valori.”

Ancora qualche battuta ai cronisti presenti all’incontro: “Oggi con il Presidente Ferrero non ho ancora parlato, magari lo faremo adesso al rientro in albergo. Fin dal primo giorno mi è sembrato una persona di grande carica, che trasmette entusiasmo, ed è importante per una squadra come la Sampdoria avere l’entusiasmo e lo spirito giusto per poter fare bene.”

© foto di Lidia Vivaldi