D'Angelo: "Avrei dovuto lasciare lo Spezia dopo il play off. Ritorno? Da ultimo dei romantici"
Il tecnico ripercorre la sua avventura sulla panchina ligure e si sofferma anche sull'esplosione di Pio Esposito, oggi attaccante dell'Inter e dell'Italia
Dopo la separazione con lo Spezia, il tecnico Luca D’Angelo torna a parlare dalle colonne de Il Secolo XIX della sua esperienza nel club ligure con cui ha sfiorato al promozione in Serie A e poi assaporato l’amaro sapore della retrocessione in Serie C: “Credo che il vero miracolo sia stato quello del primo anno, la salvezza. Quando arrivai la squadra era scollata, con problemi di spogliatoio. Ricostruimmo pezzo per pezzo, fino alla partita con il Venezia, che ci salvò. - spiega D’Angelo analizzando l’anno successivo – Ci fu subito chimica fin dal ritiro, quella squadra fu la miglior difesa e il quarto miglior attacco. Fece storia a modo suo”.
Sul mancato addio dopo la sconfitta in finale play off
D’Angelo torna poi su quell’estate, dopo la sconfitta in finale play off contro il Venezia, che poteva segnare anche la fine della sua esperienza allo Spezia: “Forse sarebbe stato meglio che le strade si separassero lì. Si, ebbi dubbi di ripetere l’annata, di stimolare ancora i calciatori. In ritiro avvertimmo subito che l’aria era diversa. Non me sentii di lasciare la piazza, altri ragionarono così, sbagliammo. - prosegue il tecnico – L’esonero fu duro, non me lo aspettavo a quel punto, ma capii che stava arrivando. Forse il momento ideale non era quello, ma accettai, senza polemica”.Sul ritorno allo Spezia e le altre proposte rifiutate
D’Angelo poi torna sulle tante proposte ricevute – Avellino, Union Brescia, Salernitana e Sampdoria – dopo l’esonero da parte dei liguri e sul ritorno allo Spezia: “Le opportunità ci furono, ma quando mi venne prospettato il ritorno allo Spezia mi sono lasciato coinvolgere dal sentimento, da ultimo dei romantici. Ho scelto il difficile e pago ancora oggi per questo”.Sull’esplosione di Pio Esposito
“Molti ridendo continuano oggi a dire che il secondo anno era facile fare bene con un attaccante così; - conclude D'Angelo parlando di Pio Esposito - onestamente rischiano di essere gli stessi che invece spesero parole dure verso il ragazzo, che ha fatto fatica subito. Io, ma anche Melissano e Gazzoli, invece, in estate, ci muovemmo subito per trattenerlo, e fu determinante”.Altre notizie
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