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tmw / sampdoria / News Doria
Al seguito dei gemellatiTUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
venerdì 26 dicembre 2014, 14:00News Doria
di Andrea Colucci
per Sampdorianews.net

Al seguito dei gemellati

La rubrica targata Sampdorianews.net dedicata al punto settimanale sulle squadre, le cui tifoserie sono gemellate con quella Sampdoriana, attraverso resoconti, notizie, calciomercato, dichiarazioni e approfondimenti.

Hellas Verona: Verona – Chievo 0-1

Il 2014 finisce con una sconfitta per il Verona, proprio in una delle partite più importanti dell’intera stagione. Quando tutto lasciava pensare a un 0-0 senza vincitori né vinti, è spuntata la testa di Paloschi e il Chievo ha vinto il derby di Verona. Gol che fa discutere perché i replay mostrano che l’attaccante, sul cross di Zukanovic, era in fuorigioco. Sul campo però l’assistente Tasso non aveva la moviola e non ha alzato la bandierina. Al di là dell’episodio chiariamo è giusto dire come il Chievo non abbia “rubato” la vittoria perché è stato più squadra, ci ha messo più anima e più fisico. Successo importante che catapulta i “pandorati” a quota 16 punti, un’incollatura dietro i cugini. L’Hellas ha rifatto un passo indietro. La vittoria di Udine aveva illuso l’ambiente, si pensava che il peggio fosse alle spalle. La sconfitta bruciante nel derby rimette tutti in discussione, in primis Mandorlini. Prima frazione di gioco molto combattuta, ma senza grandi emozioni. Nella ripresa si è capito subito che il Chievo aveva un altro piglio. I biancazzurri, la squadra di Maran indossava maglie tipo Blackburn per l’occasione, erano più aggressivi, più convinti. Prima un potente diagonale di Meggiorini, poi un gran tentativo di Radovanovic da centrocampo: visto Benussi fuori dai pali, il regista ci ha provato con uno spiovente dalla lunghissima distanza, ma il portiere ha recuperato la posizione e ha alzato sopra la traversa. Nel mezzo l’unica vera palla gol dell’Hellas: su angolo di Halfredsson, imperioso stacco di Nené, ma l’incornata dell’attaccante è finita alta. Scollinata la mezz’ora si pensava che il pareggio fosse dietro l’angolo, ma nessuno aveva fatto i conti con Paloschi. Inzuccata in rete e Verona spedito all’inferno. Amarezza. Andrea Mandorlini, tecnico dell'Hellas, esprime soprattutto questa nel post derby perso per 1-0 con un gol in fuorigioco: "Non è stata una bella partita ma era difficile giocare su un campo veramente infame. È stata una gara molto combattuta, agonistica, decisa da un episodio determinato né dal Chievo né dal Verona, ma da un errore grosso come una casa dell'assistente". Mandorlini, poi, rincara la dose: "Non è merito del Chievo, ma di qualcuno che ha voluto rendere la partita difficile per noi. Il pari era il risultato giusto. Solo un episodio poteva aprirla e così è stato - aggiunge Mandorlini ai microfoni di Sky Sport -. Non è stato un bel Verona? Si fa fatica a giocare quando non sai come e quando rimbalza la palla, noi abbiamo fatto la partita che dovevamo fare, ma abbiamo avuto molte situazioni un po' contrarie e non siamo stati fortunati in alcune occasioni". A chi lo critica per le scelte iniziali, in particolare in avanti, Mandorlini ricorda che "l'attaccante più pericoloso è stato Nené, che è stato poco fortunato, ma ha fatto la partita che dovevamo fare. A fine primo tempo abbiamo perso Martic, poi Toni che ha avuto problemi muscolari”.

Parma: Napoli – Parma 2-0

Il Napoli vince agevolmente contro un Parma che ha offerto poca resistenza in virtù delle tante assenze, di una situazione societaria ancora da chiarire e di un atteggiamento poco propositivo. Donadoni preferisce in avvio De Ceglie a Rispoli e Galloppa a Lodi. Mediana più di quantità con Acquah e Mauri. L'ex della partita opta per il 4-4-2, allargando spesso Palladino a destra con Cassano punta centrale. Ad aprire le danze é un destro alto di Callejon dopo una punizione sulla trequarti battuta in fretta dal Napoli. I ritmi però sono blandi, complice anche la disposizione in campo molto accorta del Parma, che pensa innanzitutto a non lasciare spazi, ma che quando può prova a mettere il muso nella metà campo del Napoli. Come spesso accade in questi casi, la partita si sblocca al primo tiro in porta. Cross mancino di Maggio, bucano tutti e Zapata vince il duello di forza con Paletta e poi realizza il suo quarto gol in campionato con un destro potente da distanza ravvicinata. Per il colombiano è la quinta rete stagionale. Dieci minuti di nulla e poi nuova scossa alla partita: traversone di Ghoulam, Gobbi si fa superare dal pallone e da Callejon per poi atterrarlo con un tocco che per Di Bello è da rigore. Mertens va sul dischetto e si sblocca in campionato, nonostante Mirante intuisca e sfiori la conclusione del belga. Il Parma, già ultimo ed in crisi societaria, si scioglie alle prime difficoltà (che si intuiscono pure da due velleitarie conclusioni di Cassano) e così Britos di testa sfiora il tris prima che il tempo si chiuda. La ripresa inizia con il Parma che inserisce Rispoli per De Ceglie. Donadoni sposta Palladino a sinistra, ma la prima emozione la regala ancora Zapata rubando palla a Galloppa: la volata del colombiano è stoppata da Mirante in uscita disperata. Zapata é un incubo per Paletta ed al 12' in diagonale impegna Mirante, che poco prima aveva bloccato un tiro di Ghoulam dalla distanza. La superiorità del Napoli è palese e Callejon spara a lato di poco al 16' facendosi ancora beffe di Gobbi. Stessa scena al 21', ma stavolta é Mirante ad opporsi allo spagnolo. Gli azzurri non sprecano energie preziose in vista di lunedì e calano la concentrazione, così Lodi rischia di riaprirla cogliendo il palo a Rafael battuto con una deliziosa conclusione mancina. Poi quasi più nulla fino al triplice fischio finale.

Questione Società – Settimana scorsa è arrivata la fumata bianca per il passaggio di proprietà della società da Ghirardi ad una cordata russo-cipriota ancora non ben identificata, rappresentata nella conferenza stampa di presentazione dall’avvocato Fabio Giordano: “Sarò presidente tecnico per tre mesi. Poi diventerò vicepresidente. Pietro Doca, è stato spaventato da tutti voi (giornalisti, ndr) e ha voluto fare un passo indietro. Il suo ruolo sarebbe dovuto essere quello di fiduciario della holding. Il nuovo amministratore sarà il senior del mio studio legale". Poi parla di chi ha comprato il Parma: "Si tratta di una cordata composta al 60% da un gruppo cipriota e per il 40% da un gruppo russo. È un holding molto importante il cui core business è l'estrazione petrolifera. Entro fine gennaio, al massimo ai primi di marzo, si faranno conoscere. La società, che si chiama Dastraso holding limited, ha sede a Cipro e non è inserita nella black list. Ha un fatturato di circa due miliardi. Oggi è stato venduto il 66,55% della società. In questa operazione ho fatto il legale. La mia figura è stata scelta da entrambe le parti in causa. Avrò il ruolo di traghettatore. Voglio smentire ciò che è stato detto nei giorni scorsi: il gruppo Ghirardi è un gruppo solido. La cessione è arrivata su spinta della città. La holding straniera ha deciso di dare fiducia a Pietro Leonardi. Sarà il direttore generale. La nostra volontà è quella di rimanere in Serie A. Non posso negare che ci siano grandi difficoltà". Una battuta sulla possibile presenza di Taci all'interno della holding: "È una persona che stimo. Non mi sento, ora, di dire che sia un azionista della cordata che ha comprato il Parma. L'interesse per il Parma è dovuto a diversi motivi: la bellezza della città, il blasone della squadra e l'educazione della tifoseria. Parma è una piazza interessante. Quanto andremo a spendere? La cifra esatta non la conosco. So solo che bisognerà sistemare i conti. Noi non vogliamo andare in serie B. Il nostro obiettivo è rimanere nella massima categoria".

Ternana:  Pro Vercelli – Ternana 2-1

Obiettivo riscatto fallito per la Ternana a Vercelli. Al ‘Piola’ i rossoverdi perdono 2-1 subendo la rimonta dei biancocrociati in seguito all’iniziale vantaggio delle ‘Fere’ firmato da Ceravolo, al quinto gol in campionato. Squadra di Tesser in difficoltà specialmente nei due avvii di tempo e punita dal calcio di rigore decretato da Ghersini a cinque minuti dal termine. Ternana che perde dopo essere andata in vantaggio per la seconda volta in stagione dopo la sconfitta interna con il Trapani. Mercoledì si torna in campo per l’ultima dell’anno al ‘Liberati’ contro il Modena. All’inizio del match, i padroni di casa premono sull’acceleratore chiudendo la Ternana nella propria metà campo. L’azione si sviluppa principalmente sulla corsia sinistra, con Scaglia e Scavone molto bravi a trovare spazio per crossare verso il centro dell’area: la difesa rossoverde gestisce bene la situazione, concedendo appena una conclusione di Castiglia dai venti metri. L’unico tentativo dell’undici di Tesser nei venti minuti iniziali è di Gavazzi, ma il suo tiro deviato è facile preda di Russo. Tanti errori in fase d’impostazione per le ‘Fere’. L’intensità della Pro Vercelli mette in difficoltà costante la formazione di Tesser e al 26’ serve un grande Brignoli per evitare il vantaggio dei padroni di casa: il portiere rossoverde respinge d’istinto una conclusione ravvicinata del difensore Cosenza. La Ternana non perde tempo e replica con Ceravolo, abile a liberare il mancino al limite dell’area: Russo para con i pugni, sul prosieguo Avenatti calcia alto. Poco dopo, i due attaccanti si scambiano di ruolo e le ‘Fere’ passano al 42′: filtrante dell’uruguaiano per Ceravolo che, da posizione defilata in area di rigore, calcia di destro in diagonale. La palla passa sotto le gambe di Russo e si infila in rete. L’attaccante locrese torna al gol dopo un digiuno di 475 minuti e consente alla Ternana di chiudere il primo in vantaggio. Avvio di ripresa molto sofferente per la Ternana. La Pro Vercelli, come avvenuto nel primo tempo, schiaccia subito i rossoverdi mettendo tanta pressione e aggressività sul campo. Il pareggio non tarda ad arrivare: Cosenza, marcato male da Avenatti, approfitta di una punizione di Scaglia dalla sinistra e di testa – sesta rete incassata da gioco aereo – batte Brignoli. I rossoverdi accusano il colpo e rischiano di subire ancora, ma un attento Brignoli nega la gioia del gol a Castiglia e al capitano dei piemontesi. ‘Fere’ tutte racchiuse negli ultimi trenta metri della propria metà campo.La spinta dei padroni di casa si esaurisce dal quarto d’ora in poi, permettendo alla Ternana di rifiatare. La partita sembra indirizzata verso il pareggio, quando a cinque dal termine Vitale aggancia Statella – taglio in area del giocatore biancocrociato su un servizio dalla mediana – in area: Ghersini non ha dubbi e decreta il calcio di rigore, che Marchi trasforma portando avanti la Pro Vercelli. Tesser opera subito il terzo cambio mettendo sul terreno di gioco Falletti al posto di Popescu. Il trequartista uruguaiano si incunea subito con efficacia tra le linee della Pro Vercelli. E arrivano due buone occasioni per lui: tiri dalla distanza che sfiorano il palo alla sinistra di Russo, in entrambe le circostanze la sfera termina sul fondo. Gli ultimi assalti rossoverdi non portano risultati, seconda sconfitta consecutiva per la Ternana. Stop che fa male, quello al Piola di Vercelli. Così Attilio Tesser ai microfoni di Radio Galileo nel postpartita: "Stavolta si fa fatica a decifrare l'episodio arbitrale, il problema non è il rigore, ma la brutta prestazione della squadra. Visto l'andamento tecnico della partita, non dico che non mi aspettavo la sconfitta, ma speravo di portare punti a casa: il gol scaturito da contropiede, sicuramente, mi ha sorpreso. La partita è stata strana, nei primi minuti gli abbiamo concesso noi le occasioni che hanno avuto: poi si è riequilibrato l'incontro, e noi, senza eccellere, abbiamo fatto meglio. Una volta in vantaggio, in trasferta, solitamente nessuno ci aveva mai ripreso: avevo avvertito i ragazzi che sarebbero ripartiti a duemila nell'intervallo, abbiamo preso quel gol da palla inattiva e poi ci siamo smarriti. Prendere il secondo gol in quel modo, in contropiede e su quel passaggio in diagonale, è inaccettabile. Falletti? E' entrato bene, nel finale un paio di sue accelerazioni ci hanno portato vicini al pareggio. Sul gol di Cosenza il vercellese è stato bravo a sfruttare il salto fuori tempo di Avenatti, ma sapevamo della loro forza sui calci piazzati. Meccariello? Ha uno di quei problemi molto fastidiosi che potrebbe tenerlo fuori anche mercoledì. Noi dobbiamo guardare solo in casa nostra, a prescindere dai risultati penalizzanti dagli altri campi: due settimane fa eravamo tutti contenti per il momento, adesso pensare agli altri non ci interessa. Gavazzi oggi in difficoltà, penso sia un problema più di testa che di gambe: dobbiamo ritrovare la serenità giusta, non mi è piaciuto come abbiamo digerito la sconfitta di sabato col Lanciano e ci sono state un paio di sedute di allenamento che non mi hanno lasciato soddisfatto. Possiamo, però, rifarci subito".

Bari: Bari – Latina 1-0

Seconda vittoria consecutiva per il Bari che tra le mura del San Nicola piega il Latina. A decidere la gara è ancora una volta un gol di Joseph Minala, proprio come lo scorso sabato a Cittadella. Bari in crescita rispetto alle precedenti uscite: la squadra di Nicola ha controllato agevolmente la gara anche quando il punteggio era fermo sullo 0-0 rischiando poco, e dopo il vantaggio, è stata in grado di soffrire fino all'ultimo interminabile minuto di recupero. Balzo in classifica con il Bari che si porta a quota 25 a -2 dalla zona playoff. Neanche il tempo di partire che Romizi si becca il primo giallo dell'incontro. Il centrocampista cerca di rifarsi subito con una conclusione dalla lunga distanza ma Di Gennaro respinge coi pugni. Al 13' è Salviato a provarci con una punizione dal limite, ancora Di Gennaro in corner. Il Bari crea diverse occasioni da gol ma non riesce a graffiare la difesa del Latina. Alla mezz'ora ci prova Caputo con un colpo di testa ma il suo pallone non inquadra lo specchio della porta. Sugli sviluppi dell'azione successiva si fa vedere per la prima volta il Latina con una conclusione di Pettinari deviata in angolo da Donnarumma. Il primo tempo si conclude a reti bianche con un Bari decisamente più propositivo degli ospiti. La ripresa si apre con un brivido per il Bari: traversone di Crimi da destra, la palla attraversa tutta l'area di rigore e soltanto il provvidenziale intervento di Salviato impedisce a Paolucci di tirare in porta. Al 56' viene ammonito Defendi, giallo pesante perché, diffidato, salterà la prossima partita contro il Brescia. Il Bari va vicinissimo al vantaggio con un colpo di testa di Minala, tra i migliori in campo, ma la palla si infrange all'incrocio dei pali. Il centrocampista del Bari però, ritarda l'appuntamento col gol solo di qualche minuto: al 64' De Luca mette in mezzo un pallone da sinistra e il camerunense insacca con il destro e porta in vantaggio il Bari. I biancorossi volano sulle ali dell'entusiasmo, Defendi ha una buona chance ma Di Gennaro è attento. Il Latina prova a dare peso al proprio attacco inserendo anche Sforzini. Nel Bari molti giocatori hanno i crampi, Candussio concede 6 minuti di recupero ma i biancorossi resistono: nel finale viene espulso Nicola per aver superato i limiti dell'area tecnica. Poco importa: il Bari può festeggiare la seconda vittoria consecutiva dopo un periodo cupo e guardare con maggiore fiducia alle prossime due gare contro Brescia e Spezia. Ciccio Caputo, più carico che mai. Il capitano del Bari, nella conferenza stampa andata in scena lunedì pomeriggio, ha tracciato un bilancio sulle ultime partite dei biancorossi: “Abbiamo reagito alla grande ad un periodo poco brillante dal punto di vista dei risultati. Giorno dopo giorno cresce l’intesa con Mister Nicola che ci aiuta ad assimilare i suoi dettami. E’ emersa la compattezza e la determinazione di questo gruppo. Elementi che vorrei vedere anche nella sfida di Brescia, così da poter ottenere il massimo prima della sosta. La vittoria contro il Latina ci ha dato certamente ulteriore fiducia”. Caputo si è soffermato anche sul suo momento e sul rapporto con i tifosi, dai quali ha ricevuto qualche fischio: “Fanno parte di questa professione ma a dire il vero mi spronano a dare di più. Ho fatto sette gol e sono sicuro che ne arriveranno ancora. Un nuovo attaccante a gennaio? Chi arriva deve capire cos’è il Bari e la serietà del progetto dando sempre il massimo”.

Olympique Marsiglia: OM – Lille 2-1

Il valore è simbolico, ma in tutti i sensi. Il titolo di campione d’inverno va al Marsiglia di Marcelo Bielsa. Simbolico perché non assicura in alcun modo il trionfo finale. Ma simbolico anche per un campionato che ha ritrovato uno sfidante all’altezza per il Psg milionario, beffato però da un rivale rigenerato dal Loco. Calcio spettacolo, certo, ma anche calcio vero, fatto di padronanza tattica, ad esaltare la tecnica dei singoli, a servizio del gruppo, del gioco di squadra. Certificato con la vittoria per 2-1 sul Lilla. Netto e meritato. Anche perché il primo tempo del Marsiglia è totale fruttando dieci calci d’angolo. Più della metà nei primi dieci minuti a testimoniare l’aggressività permanente della banda di Bielsa che assilla gli avversari su qualsiasi pallone, in qualsiasi parte del campo. Un calcio fatto di gestione feroce del gioco, che passa dalle fasce come dalle zone centrali, variando il ritmo tra accelerazioni e contenimento a preparare l’ondata successiva. E il Lilla si arrocca, graziato solamente dalla mancanza di realismo delle punte Batshuayi, Gignac e Thauvin a turno cercano lo spiraglio giusto, però alzando e sbandando la mira. Anche da distanza ravvicinata. Così il vantaggio, paradossalmente, nasce su autorete di Roux a deviare sul primo palo, colpevolmente scoperto, il vizioso calcio d’angolo da destra di Thauvin. Nella ripresa, al Lilla basta l’unico vero svarione di copertura del Marsiglia per pareggiare. Gol che per dinamica tattica ricorda quello incassato dal Monaco (1-0) con un appoggio spalle alla porta di Sidibé che coglie impreparati i centrocampisti, offrendo la stoccata vincente a Gueye (16’). Gol che risveglia la rabbia marsigliese. E il raddoppio al 24’ è una giocata di fino del giovane Batshuayi, titolare per l'assenza di Payet, mandato in vacanza anticipata perché poco coinvolto nell'ultimo allenamento. Il belga riceve così da Thauvin da sinistra, controlla, protegge il pallone a centro area per girarsi e piazzare il destro al primo incrocio. Un gol che permette al Marsiglia di guardare il futuro con serenità, prima però c’è tutto il girone di ritorno da divorare per tentare di negare l’ennesimo trionfo a un Psg in crisi di identità e costretto ancora a inseguire. Uno dei leader incontrastati della squadra, Andrè Pierre Gignac, indica la squadra da seguire ai compagni per le restanti 19 partite: “Sappiamo cosa dobbiamo fare, dobbiamo fare lo stesso numero di punti del girone d’andata e anche di più, non sarà facile ma noi ci proveremo”. Marsiglia a più tre sul Psg, ma a più 2 dal redivivo Lione capace nel posticipo serale della 19a giornata della Ligue 1 di dilagare in casa del Bordeaux vincendo addirittura per 5-0.

Fc Porto: Porto  - Setubal 4-0

Il Porto riprende la sua marcia, dopo la bruciante sconfitta di domenica scorsa contro i rivali storici del Benfica che ha portato quest’ultimi di avantaggiarsi di ben sei lunghezze rispetto sui ragazzi di Lopetegui. Allo stadio “Dragao” nella 14a  giornata della Liga Sagres il Setubal non ha potuto nulla contro la forza e la superiorità dei biancoblù. La partita si sblocca quasi subito al minuto 21, quando Danilo viene atterrato in area di rigore dal terzino ospite Ricardo Dani. Quaresma dal dischetto non sbaglia firmando il vantaggio interno, prima rete in campionato per l’ex interista. Al 26’ arriva il raddoppio: cross dalla destra dello spagnolo Tello e deviazione volante del colombiano Jackson Martinez (11 reti per lui in campionato). La partita finisce praticamente qui, con un Porto libero di controllare ritmo e tempi di gioco a piacimento. Sul finire di gare il match si riaccende col punteggio che si dilata. A due minuti dal 90’ Brahimi raccoglie una corta respinta del portiere avversario Batista sul sinistro di Quintero depositando in rete, al 91’ Batista respinge ancora corto travolgendo successivamente nell’area piccola lo scatenato Brahimi: cartellino rosso per il portiere e nuovo rigore per i padroni di casa. Sul dischetto si presenta Danilo che con una conclusione potente fissa il punteggio sul 4-0 finale. Il distacco in classifica dal Benfica rimane comunque di sei punti, visto che nel loro match le “Aquile” hanno sconfitto di misura il Gil Vicente grazie ad una rete dell’argentino Gaitan. Fronte mercato: attraverso un comunicato, il Porto ha reso noto di aver riscattato l'altra metà del cartellino di Juan Quintero dal Pescara. Nell'estate 2013 la società portoghese sborsò cinque milioni di euro per acquisire il 50% del cartellino del centrocampista classe '93 e oggi ne ha versati al club di patron Sebastiani altri 4.5 per rilevarne l'altra metà. In uscita il nome caldo è sempre uno: il Paris Saint-Germain lo ha messo nel mirino, ma Yacine Brahimi (24) prova a fermare le voci legate al suo futuro. L'esterno offensivo algerino, attraverso i microfoni di El Heddaf TV, ha infatti dichiarato: "Non so nulla, io sono felice al Porto. Sono concentrato sul mio club e darò tutto per la mia società, al momento non c'è bisogno di commentare i rumors".