THE STROKE OF GENIUS: Quel controllo sublime...
Nei primi 40' stradominati dalla Sampdoria potremmo soffermarci su numerose giocate, tocchi di fino, verticalizzazioni al bacio e triangolazioni nello stretto meritevoli di attenzione, ma probabilmente il 13' concentra il meglio del calcio visto stasera al Ferraris.
Fernando conquista il possesso palla in cabina di regia, non perde un attimo a verticalizzare il gioco servendo con un lancio al bacio un Luis Muriel che aveva già bruciato Letizia nello sprint iniziale. Il controllo di palla in corsa del colombiano è semplicemente sublime, la sfera gli rimane attaccata al piede, è dotato di così elevata tecnica che il controllo in corsa si trasforma in un assist a se stesso, in una frazione di secondo entra in area, il malcapitato terzino sinistro emiliano lo atterra e il direttore di gara non può non fischiare il penalty.
In una sola azione si può leggere il curriculum dell'ex friulano; classe sopraffina, una potenza fisica devastante, una tecnica invidiabile, ma non solo. In quell'accelerazione è possibile notare i miglioramenti che un buon attaccante potenzialmente un campione deve compiere per diventare un top player; la voglia di aggredire lo spazio in non possesso, la foga e la determinazione nell'eludere il ritorno dell'avversario, l'aver acquisito la consapevolezza di poter risultare davvero decisivo se fisicamente e mentalmente riesce a voltare definitivamente pagina rispetto all'ultima versione proposta ad Udine.
Dinamico, propositivo, utile per il collettivo, perchè un punto di riferimento offensivo statico, o pigro non va più di moda nemmeno se si possiedono mezzi tecnici sopra la media, fuori dal comune. Luis Muriel l'ha compreso da tempo, ha iniziato un percorso di crescita fisica e mentale dalla gestione di Sinisa Mihajlovic, con Walter Zenga sta proseguendo sulla retta via. Si ritrova il proprio destino tra le mani, è padrone assoluto del presente e futuro. Saper lasciare il segno e risultare decisivo sono qualità insite nel suo dna, Luis deve soltanto sfruttarle al massimo, sarà poi il campo a dargli i giusti riconoscimenti.


