Vialli: "La Samp ti entra dentro, Zenga personalità giusta per far parte di questo ambiente"
Oggi la Sampdoria ha riabbracciato una delle leggende del suo recente e glorioso passato: Gianluca Vialli. I suoi goal, le sue capriole le sue prodezze hanno portato i colori blucerchiati in vetta al calcio italiano e internazionale, impossibile dimenticare.
SampTV ha approfittato della sua presenza oggi a Bogliasco per intervistarlo e sentire il suo parere sulla Sampdoria di oggi, tra l'altro guidata dal suo grande amico Zenga, senza dimenticare gli anni passati a Genova da calciatore.
"E' veramente un piacere essere qua. Non ci sono venuto spesso negli ultimi 22/23 anni, vedo che le cose continuano a cambiare, campi, spogliatoi, e ciò vuol dire che la società sta crescendo anche a livello di calcio giovanile. Ci sono tanti ricordi poi che vengono a galla".
La Sampdoria è una cosa che ti entra dentro ed è difficile andarsene, poi chiaro la vita poi ti porta a dovertene andare magari però per chi ha la possibilità di rimanere... infatti vedo che c'è gente che è nata cresciuta vive e morirà qua alla Sampdoria e credo che sia una cosa molto bella questa. C'è un grande senso di appartenenza un grande amore verso la società al di là dei risultati e dei cicli più o meno di successo che ci sono stati: la Sampdoria comunque ti entra nel DNA.
Per arrivare ho fatto l'Aurelia e mi ricordo che la percorrevo quando giocavo qui uscendo di casa con solo la tuta e addirittura senza calze anche d'inverno approfittando del bel clima di Nervi e Bogliasco. Era impossibile non aver voglia di allenarti essendo circondato da questi posti meravigliosi e far calcio qui è sempre stato un privilegio, mi ispiravano molto".
Sull'indimenticabile Presidente Mantovani: "Il grande vantaggio che Mantovani interpretava questo ruolo in modo anche educativo. Il suo rapporto con la tifoseria - riporta Sampdorianews.net - era di grande rispetto e da parte sua c'era anche il tentativo di educare appunto la tifoseria a un certo tipo di comportamenti e atteggiamenti. Era molto contagioso questo modo di fare e infatti anche noi giocatori avevamo un ottimo rapporto con i tifosi e non c'era nessun tipo di violenza. Era bellissimo segnare sotto la curva gioire coi tifosi ci sentivamo molto partecipi della squadra di cui tutti noi eravamo tifosi andavamo addirittura a letto col pigiama della Sampdoria".
Su Walter Zenga: "Walter è un fratello per me.Il primo goal nella mia carriera professionistica l'ho fatto a lui in un Cremonese-Sambenedettese 3-1 e lui naturalmente protestò perchè credeva che fosse stato un goal irregolare. Poi quando andò all'Inter iniziammo a frequentarci perchè facevamo parte della grande nazionale U-21 di Azeglio Vicini.
C'è stato il primo periodo che non riuscivo mai a segnargli poi quando mi sbloccai gliene facevo sempre 2 o 3. Comunque è stato uno dei portieri più forti del calcio italiano e mondiale e sono molto contento che stia dimostrando anche tutto il suo valore come tecnico. Molti inizialmente non lo prendevano molto sul serio ma lui invece è un grande appassionato, ha grandi conoscenze e ha anche un grande feeling con l'ambiente sampdoriano e lui ha la personalità giusta per far parte di questo ambiente.
La Samp sta facendo un ottimo campionato credo anche al di sopra delle aspettative però bisogna stare con la testa sul pezzo perchè in un campionato così equilbrato se perdi 3 partite ti ritrovi in zona retrocessione. Credo che Walter con la squadra stia facendo un buon lavoro e mi auguro che le cose possano continuare nel modo migliore e poi vedremo cosa succederà".


