CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Armonia e sincronismo
Alla fine si può dire che Giampaolo può essere soddisfatto. Probabilmente il suo perfezionismo non gli consentirà di ammetterlo, e soprattutto di sbandierarlo ai quattro venti, ma il pacchetto difensivo visto ieri a Marassi ha certamente convinto.
A parte qualche piccola sbavatura, che può essere definita fisiologica in un insieme che sta rapidamente crescendo (e di cui parleremo), gli spettatori del Ferraris hanno assistito alla rappresentazione messa in scena da un reparto che si è sempre mosso in modo organico.
Il tema di fondo è stato il sincronismo con il quale i quattro interpreti hanno coordinato le proprie azioni. Si è trattato di un movimento unico dei quattro uomini, i quali anche senza guardarsi hanno effettuato gli stessi gesti. Un pacchetto allineato che avanzava compatto e arretrava in contemporanea.
Si è anche visto lo schema conduttore. Nel momento in cui gli avversari impegnavano la fascia destra, Strinic avanzava in pressing, e gli altri tre si allineavano a ridosso della corsia interessata. Salvo ripetere l'operazione a sinistra, con Sala più avanzato. In quei momenti lo schieramento pare quello classico di una difesa a tre. Ma con il quarto uomo impegnato a contrastare il portatore di palla.
Ora si capisce perché Giampaolo ha tanto insistito sui temi difensivi. Una dislocazione come quella adottata dal reparto arretrato blucerchiato copre veramente tutte le zone salienti, ma necessita di un'attenzione fuori dal comune. Perché la minima distrazione lascerebbe il campo libero agli inserimenti avversari. E allora sarebbero dolori.
Nello specifico della partita contro il Chievo la linea difensiva ha retto l'urto degli ospiti. Anche se in qualche caso si è notato uno sfilacciamento tra i centrali. Con Ferrari che si teneva un po' largo, spingendo proprio all'estremo della fascia anche Strinic.
Rimediata questa piccola pecca i problemi sono notevolmente diminuiti e la partita ha preso il suo corso.


