SAMPDORIA GONFIA LA RETE - La solitudine dei numeri primi
Prima sconfitta stagionale per la Sampdoria di Marco Giampaolo, che a Udine si complica la vita con errori individuali che la costringono all'inferiorità numerica per oltre un tempo. Se i friulani calano il poker – siglando ben tre reti su calcio di rigore – l'attacco blucerchiato per la prima volta si ritrova senza reti all'attivo.
Difficile per gli attaccanti blucerchiati essere decisivi se serviti col contagocce e costretti a ripiegare più di quanto normalmente richiesto nel tentativo di riequilibrare l'assetto a causa dell'inferiorità numerica. Accade così che Fabio Quagliarella si ritrovi isolato per la maggior parte del minutaggio, così come Duvan Zapata venga servito quasi esclusivamente spalle alla porta. La coppia d'attacco blucerchiata di fronte alla squadra di Delneri difetta nell'intesa e i movimenti del colombiano non sempre coincidono con le intenzioni di servirlo del partenopeo. Feeling da rivedere, dunque, ma del resto si tratta di una partita disputata dalla maggior parte dei giocatori al di sotto delle proprie potenzialità, tanto che gli stessi attaccanti doriani hanno mostrato incertezze in quelli che sono normalmente i loro punti di forza: il numero 27 ha sbagliato diversi controlli (cosa che accade di rado ad un giocatore tecnicamente dotato come lui) e il numero 91 non è riuscito a far salire la squadra, difettando nella protezione del pallone (a differenza delle precedenti partite, in cui è riuscito a far valere al meglio la propria fisicità).
Nel tentativo di dare nuova linfa al reparto avanzato e di riaprire una partita ormai compromessa, mister Marco Giampaolo negli ultimi venti minuti ha rivoluzionato l'attacco, proponendo la coppia Caprari-Kownacki. I due sono entrati in partita con impegno, cercando di portare dinamismo, ma la loro prestazione è difficilmente giudicabile in un contesto ormai alterato numericamente e dal punto di vista del risultato, con squadre lunghe e reparti che hanno perso compattezza e lucidità. E' presto quindi per dare un giudizio obiettivo sul giovane talento polacco, che aspettiamo di vedere messo alla prova in situazioni meno complicate.
Un famoso romanzo intitolato “La solitudine dei numeri primi” indicava due persone che, come i numeri primi in matematica appunto, fossero divisibili soltanto per uno o per se stessi e quindi si ritrovassero a condurre un'esistenza solitaria. Analogamente, gli attaccanti blucerchiati nella trasferta di Udine si sono trasformati in “numeri primi”, soffrendo di solitudine e isolamento a causa dell'inferiorità numerica che ha impedito loro di comunicare al meglio con il centrocampo e di provare a riaprire la gara.


