Lucchini: "Sampdoria punto più alto della mia carriera. Giampaolo preparatissimo"
Indimenticato difensore della Sampdoria che approdò in finale di Coppa Italia ed in Champions League, Stefano Lucchini si è concesso ai microfoni di Samp TV per un'intervista dal sapore amarcord e con un occhio al futuro:
"La Sampdoria per me ha rappresentato il punto più alto della carriera, perché ha coinciso coi sogni di una vita: giocare in Champions e la Nazionale. La trattativa che mi portò in blucerchiato fu particolare: a Febbraio avevo trovato l'accordo con l'Atalanta, poi in un attimo è arrivata una proposta della Sampdoria, inferiore a quella dei bergamaschi, ma il fascino dell'ambiente mi ha fatto decidere per la Samp.
Il mio esordio è stato con il gol al Cherno More Varna: avevo un dolore forte alla caviglia, ma il Mister mi disse di tenere duro e prima della fine del primo tempo feci gol.
Mazzarri per me è stato importantissimo, mi ha dato tanto: abbiamo giocato un ottimo calcio, raggiungendo la finale di Coppa Italia con un gruppo solido.
La stagione 2009/2010, partì bene per la squadra, ma alla prima ero squalificato e dato che continuammo a vincere, Del Neri confermò la formazione fino allo stop di Firenze. Nel momento di difficoltà giocai anche terzino, ma dopo un risultato positivo, cominciammo quella splendida cavalcata che portò al quarto posto. Sapevamo cosa fare e non avevamo paura di nessuno. Arrivai tardi alla festa, perché dovevo effettuare il test anti doping, ma vuoi per l'adrenalina del momento, non riuscivo a fare quel che andava fatto: quindi arrivai al pullman scoperto un po' in ritardo. Non mi sarei mai immaginato così tanto gente lì per noi.
La mia ultima stagione è coincisa con la retrocessione, che nessun o di noi si aspettava. Partimmo col preliminare di Champions, che avremmo potuto superare, dandoci così più fiducia. In campionato partimmo bene, poi però purtroppo è successo il problema di Antonio col Presidente, fu ceduto Pazzini e non vi furono rimpiazzi adeguati. Pensammo, sbagliando, che saremmo comunque potuti venirne fuori facilmente. Poi secondo me le scelte della società sull'allenatore non furono giuste.
A Genova ho tantissimi amici e la cosa più bella quando torno è incontrare la gente, i tifosi, il rapporto con loro. Il mio unico rammarico, è essere andato via in un momento difficile senza aver dato a questa gente quello che si meritava.
Alla Sampdoria auguro il massimo, i più alti obiettivi e spero possa migliorare il risultato del 2009/2010: ha una garanzia che è un allenatore preparatissimo e bravissimo".


