Sassuolo, Aquilani si presenta: "Felice e onorato di essere qui. Sul mercato linea condivisa"
Le dichiarazioni di Alberto Aquilani, nuovo allenatore del Sassuolo, nella conferenza stampa di presentazione con i neroverdi
12.00 - Alberto Aquilani, nuovo allenatore del Sassuolo, verrà presentato quest'oggi alla stampa. Il tecnico parlerà dalla sala stampa del Mapei Football Center al fianco del direttore sportivo Francesco Palmieri. Start conferenza previsto ore 12.
12.06 - Inizia la conferenza stampa.
12.07 - Inizia il presidente Carlo Rossi: "È un piacere poter presentare insieme a Veronica Squinzi Alberto Aquilani, un allenatore che ha già fatto parte della famiglia neroverde. Averlo qui rappresenta quanto Sassuolo apprezzi le sue qualità umane e non solo tecniche. Ritrovarlo con noi è motivo di grande soddisfazione e mi auguro che si possano scrivere pagine importanti con Alberto, nel solco della tradizione del Sassuolo. Il club ha sempre creduto negli allenatori nel corso della storia, questo ha permesso a molti allenatori di utilizzare il nostro club come trampolino di lancio e siamo convinti che lui abbia le qualità per proseguire questo percorso".
12.09 - Parola a Veronica Squinzi: "Ci tenevo ad essere presente per dare il benvenuto al nuovo allenatore. Il Sassuolo è parte integrante del gruppo Mapei e per noi rappresenta molto di più di una società sportiva, si parla di passione e di valori che da sempre portiamo avanti con responsabilità e senso di appartenenza. Il club sta vivendo una nuova era, una nuova fase della propria storia e desidero ringraziare moltissimo Giovanni Carnevali per lo straordinario lavoro di questi 13 anni e il percorso che ha portato avanti con grande determinazione ha veramente fatto cambiare la storia di questo club e di questa società. Desidero ringraziare Fabio Grosso che ci ha riportato in A dopo un solo anno. Io e mio fratello Marco, che è attualmente vicepresidente del club, abbiamo voluto assumere dei ruoli direttamente perché vogliamo essere ancora più vicini e garantire la continuità che non è mai venuta meno in tutti questi anni, prima con i miei genitori, ora con me e mio fratello e tutta la famiglia, siamo vicini alla società e continueremo a farlo. Siamo consapevoli che per crescere è importante investire nelle competenze e ci stiamo concentrando per completare la struttura organizzativa e stiamo lavorando per ampliare questi spazi con l'acquisto di nuovi terreni che è avvenuta questa settimana. Abbiamo da sempre la voglia di fare bene e di migliorare, la volontà di crescere è un valore fondamentale che appartiene al nostro gruppo Mapei e deve esserlo anche per il Sassuolo e continuerà a essere lo spirito che guida il club. Con questo spirito apriamo un nuovo capitolo con il nuovo allenatore. Per Alberto è un ritorno, con un ruolo diverso, ma con lo stesso spirito che aveva quando giocava. Ha rappresentato in questi anni una precisa idea che si sposa con il Sassuolo. Siamo convinti che sia la persona giusta per guidare questa squadra e per proseguire un percorso che metta al centro il gioco e la valorizzazione del talento. Rivolto a nome di tutti noi ad Alberto il più caloroso benvenuto".
12.14 - Parla il ds Palmieri: "Per me è il dodicesimo anno qui a Sassuolo e penso di star invecchiando bene. Il Sassuolo ha dimostrato di fare le cose bene, è sempre stato attento alla crescita di giocatori, allenatori e dirigenti. Presentiamo oggi Alberto Aquilani, un allenatore grandissimo con grandissime idee, innovative, è un ragazzo speciale, ha una gran voglia di far bene e noi tutti cercheremo di fare le cose per bene con l'intento di fare una buona squadra in primis per restare nella massima serie perché lo scivolone di qualche anno fa è stato duro da digerire. Siamo stati bravi a ripartire con grande forza, grazie anche a una grandissima proprietà e speriamo di continuare con i nostri valori".
12.16 - Parola ad Alberto Aquilani: "Sono felice e onorato di essere qui, è un posto che ho conosciuto da calciatore dove ho potuto apprezzare tutte queste qualità che sono state elencate, qualità rare oggi nel mondo del calcio. Arrivo da un ruolo differente e spero che restino gli aggettivi che hanno utilizzato. Ringrazio il presidente e il direttore per l'opportunità incredibile che mi è stata data".
12.16 - Parola ad Alberto Aquilani: "Sono felice e onorato di essere qui, è un posto che ho conosciuto da calciatore dove ho potuto apprezzare tutte queste qualità che sono state elencate, qualità rare oggi nel mondo del calcio. Arrivo da un ruolo differente e spero che restino gli aggettivi che hanno utilizzato. Ringrazio il presidente e il direttore per l'opportunità incredibile che mi è stata data".
Cosa trovi di diverso? E cosa porti a Sassuolo?
"Già dove siamo adesso, un centro sportivo che all'epoca non c'era, e nonostante non fosse quello un centro sportivo all'avanguardia si lavorava bene perché ci sono sempre state persone che ti facevano lavorare bene e quello credo sia rimasto, in più vedo un centro sportivo di livello. Trovo questo, qualche anno in più e qualche capello bianco in più. Io porto entusiasmo, il desiderio. L'ambizione di allenare in Serie A lo porto da quando sono piccolo perché qualsiasi persona che si affaccia a fare calcio sogna di fare la Serie A e per me oggi è motivo d'orgoglio. Ho delle idee da proporre ma non ho un mio calcio, ho delle idee chiare che mi piacerebbe trasferire a tutti i componenti del club, alla squadra, ai tifosi. Il calcio oggi è in evoluzione, va avanti, ti deve porre curiosità giornaliera e questo si lega a un gruppo coeso che si crea in maniera forte perché se si condivide poi l'idea si possono avere più risultati. Modulo? Questa squadra è abituata a giocare a 4, io non vengo e dico voglio giocare a 3, sicuramente i principi di gioco sono chiari e in base a quello che sarà decideremo".
Ha sentito De Rossi e Fabregas?
"Sono due persone che stimo, c'è stima reciproca con Fabregas che conosco da poco e con Daniele ci sono cresciuto. Mi fa piacere trovare davanti a me questo tipo di figure per confrontarmi con questo livello e speriamo che avremo la meglio noi. Ho un buon rapporto con loro e ci siamo sentiti".
Cosa ti interesserebbe avere dal mercato?
"C'è una linea condivisa. Tutto parte da un concetto che vuole proporre in campo. Si devono cercare dei giocatori con caratteristiche per esprimere quelle idee. C'è da fare perché in alcune posizioni siamo carenti, poi il mercato ha dei tempi e io sicuramente ho delle idee chiare su cosa questa squadra può avere bisogno".
Il finale di Catanzaro l'ha fortificata?
"Quella cosa penso che mi rimarrà dentro per sempre, non è stata solo una partita, si sono unite varie emozioni che va al di là del percorso sportivo. È stato un percorso meraviglioso, immagino che tanti possano guardare solo il cappello finale che è quella partita ma per arrivare a giocarci quella partita c'è stato tanto, un percorso fatto anche di aspetti umani e che io mi porto dietro. Io avevo la voglia di regalare un sogno a un popolo che si merita qualcosa di più e competere con grandi squadre è stata la soddisfazione più grande. Per loro era sfuggito un sogno, di fare la A, e il mio pensiero andava a loro. Quello rimane lì e quello che sta iniziando adesso resta una nuova pagina".
Perché hai scelto Sassuolo? Quale allenatore ti ha segnato di più la strada?
"Sassuolo è stata una scelta naturale. Ho avuto modo di parlare con altri club e io mi sento vicino al Sassuolo e alla famiglia Squinzi come pensiero e quando credi in determinate cose il lavoro può risultare più semplice, è stato tutto abbastanza naturale. Ho avuto tantissimi allenatori, in epoche differenti, me la fanno sempre questa domanda e cambio sempre un pezzo perché il mio modo di guardare gli allenatori e un allenatore è stato Roberto De Zerbi, lo stimo, abbiamo condiviso qualcosa, nelle sue squadre ho sempre riconosciuto qualcosa che mi stimolasse".
Ha sentito Grosso? Cosa lascia?
"Non ho sentito Fabio. Mi rendo conto che lascia un'eredità importante. Quando arriva un nuovo tecnico si riparte da zero o quasi perché ogni allenatore porta la sua metodologia ma quello che ha fatto lui lascia grandi cose".
Fra un anno qual è la frase che vorrebbe sentirsi dire del suo Sassuolo?
"Mi auguro che la scelta fatta sia quella giusta, poi ci vuole la palla che rotola e va in porta, il risultato condiziona tutto, è sempre il lavoro che condiziona tutto e mi auguro che ".
Lei ha parlato con Carnevali iniziando la trattativa? Come ha preso il suo addio?
Io ho iniziato a parlare con Carnevali e per me è stata una novità quando lui è andato alla Juve e questo non toglie di una virgola al mio pensiero. Posso fare una battuta che mi ha fatto il direttore Palmieri e mi ha detto 'ti devi preoccupare solo se vanno via gli Squinzi'. Sappiamo tutti quello che ha fatto Carnevali, ho un rapporto con lui, ci siamo sentiti diverse volte con lui anche nel mio post da calciatore, credo sia giusto però guardare avanti, si apre una nuova era e dobbiamo andare avanti".
A Palmieri: come cambia il suo lavoro senza una figura centralizzante come quella di Carnevali?
"Con Giovanni mi lega un rapporto di amicizia, sappiamo cosa ha fatto, penso che lui riconoscesse il valore dei suoi collaboratori anche se per scelta mi piace stare dietro le quinte. Lui ha fatto un lavoro straordinario ma penso che la proprietà abbia sempre trasmesso il messaggio corretto di avere una squadra di lavoro importante per fare il massimo per cercare di fare un buon lavoro. Come ha detto Alberto la mia sugli Squinzi è stata una battuta ma raccoglie una grande verità e speriamo non si avveri mai, per il resto noi siamo dei dipendenti e dobbiamo dare il massimo per cercare di portare a termine la nostra missione. Grande merito a Giovanni, per quello che ha fatto, siamo consapevoli che si deve andare avanti con le stesse idee e la stessa voglia perché ci sono tante figure che saranno in grado di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati".
Lei è d'accordo con il cooling break?
"Può avere dei pro e dei contro, una pausa ci può stare ma forse dura un po' troppo. Può avere dei pro perché può diventare un time out come nel basket ma può spezzare il ritmo, quindi se dura un po' meno è anche meglio".
Ci sono dei giocatori sui quali ha posto un paletto?
"So cosa può servire a questa squadra, il mercato a volte non è prevedibile. La storia del Sassuolo dice che quando vende i giocatori va sempre a ritrovare calciatori molto forti, ovvio che ci sono delle caratteristiche di giocatori presenti in rosa e sono importanti e mi auguro possano rimanere ma il mercato purtroppo è così ma so di avere alle spalle una proprietà che si faranno trovare pronti".
12.36 - Termina la conferenza.
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