Atalanta, con Sarri si ritorna alla difesa a 4. La situazione tra compiti e mercato
L’Atalanta con Sarri ritornerà dopo tanto tempo alla difesa a 4, e il focus intorno alla retroguardia è tanto particolare quanto importante per capire come la società intenderà muoversi. Tanti difensori, un nuovo modus operandi e un blocco che non sarà privo di cambiamenti (e anche di sorprese in base a determinate scelte di mercato).
Difesa a 4 dopo 10 anni di Gasperini: ritorno alle origini
Un cambiamento importante quello della linea a 4. L’ultima Atalanta a utilizzarla in maniera costante fu quella di Edy Reja l’anno prima del ciclo Gasperini: un 4-3-3 che poi, dopo gennaio, si trasformò in un 4-2-3-1 collaudato, prima di lasciare spazio a una difesa a 3 che avrebbe caratterizzato sempre di più la Dea. Un mix di impostazioni, giocatori grintosi e anche qualche svarione per via della troppa propositività, comunque compensata a dovere da un attacco che andava ai 100 all’ora. Da considerare che di un passaggio a 4 si parlava già ai tempi di Gasperini per avere maggior equilibrio, e l’arrivo di Sarri ha ora ipotecato questo “ritorno alle origini”.
Per Sarri una difesa a zona: solidità e ordine
Se con Gasperini la difesa a 3 era una retroguardia a uomo, quella di Sarri sarà prettamente a zona: linea comunque alta per aiutare la fase offensiva, ma al tempo stesso con un grande senso della posizione. Conterà molto il lavoro dei due centrali, divisi tra compiti di costruzione e, ovviamente, di rottura degli attacchi avversari tra velocità, fisicità e soprattutto grinta durante gli interventi anche sulla diagonale. Maggior equilibrio e cinismo, di fronte ai quali i difensori atalantini dovranno resettare il modus operandi di questi anni, in cui erano abituati a un sistema dove i braccetti facevano i centrocampisti aggiunti e c’era meno rigidità dietro.
Atalanta, chi sarà adatto alla difesa a 4?
Sei difensori centrali per due posti sono tanti e sarà necessario per Sarri fare delle valutazioni, dato che in rosa i centrali dovranno essere al massimo quattro. Facendo delle ipotesi sulle caratteristiche tecniche, il primo bilancio è il seguente: Hien sulla carta dovrebbe essere un titolare inamovibile; Scalvini è bravo a costruire, ma mostra dei limiti quando ha compiti puramente da centrale bloccato; Kossounou è stato testato con la Costa d’Avorio nella difesa a 4, offrendo prestazioni alterne; Kolasinac è in stand-by sul futuro, e l’ultima volta che è stato impiegato in una difesa a 4 è stato nel famoso 1-6 contro il Bayern; Ahanor con grande probabilità verrà provato come terzino sinistro; Djimsiti potrebbe essere un ottimo vice.
Tuttavia, la Dea si sta muovendo anche in entrata, dove spicca il nome di Gila : difensore della Lazio che con Sarri è stato perno della retroguardia biancoceleste (che costa almeno 25 milioni di euro). La difesa sarà comunque un tema su cui si avranno certezze solo a partire dal ritiro precampionato e dalle prossime amichevoli.






