Bologna, la spina dorsale non c’è più: obiettivo ricostruire un’identità
Il Bologna che lunedì si appresterà a debuttare al Dall’Ara contro la Lazio nella gara d’esordio della Serie A 2026/27 non dovrà soltanto vedersela con il cambio di allenatore ma dovrà ricostruire una parte importante della propria identità. Nel giro di poche settimane, infatti, il club rossoblù ha salutato tre giocatori che negli ultimi anni erano diventati molto più che semplici titolari: Jhon Lucumí, Remo Freuler e Santiago Castro. Tre uomini diversi per ruolo, caratteristiche ed età, ma accomunati da un elemento: la continuità.
E c’è un dato che rende ancora più evidente la portata della rivoluzione. Negli ultimi due anni il Bologna aveva ormai abituato a considerare fisiologica la partenza di due dei propri pezzi pregiati ogni estate. Nel 2024 erano stati Riccardo Calafiori e Joshua Zirkzee a lasciare Casteldebole, direzione Arsenal e Manchester United. Nel 2025 era toccato a Sam Beukema e Dan Ndoye, ceduti rispettivamente al Napoli e al Nottingham Forest. Quattro giocatori diventati protagonisti della crescita rossoblù e poi trasformati in importanti plusvalenze.
Questa volta, però, il conto è ancora più pesante. Perché alle due cessioni di Lucumí e Castro si aggiunge il mancato rinnovo di Remo Freuler. Formalmente non si tratta di una cessione, ma per il campo l’effetto è lo stesso: Tedesco perde tre titolari, tre giocatori che nella passata stagione hanno messo insieme quasi 7.000 minuti in Serie A.
Lucumí, il riferimento della difesa
L’addio di Jhon Lucumí è quello che modifica maggiormente la struttura della linea difensiva. Il colombiano è stato per quattro stagioni un punto fermo della retroguardia rossoblù, garantendo continuità, fisicità e qualità nell’impostazione dal basso.
La sua partenza obbliga Tedesco a trovare un nuovo equilibrio davanti a Skorupski. Non soltanto un sostituto numerico, ma un giocatore capace di raccogliere una parte delle responsabilità che Lucumí aveva assunto nel corso degli anni.
Freuler, il cervello davanti alla difesa
Se Lucumí rappresentava una certezza dietro, Remo Freuler era il giocatore che dava ordine qualche metro più avanti. Lo svizzero è stato uno degli uomini simbolo del Bologna degli ultimi anni: esperienza, intelligenza tattica, capacità di lettura e soprattutto continuità. Il suo mancato rinnovo rappresenta quindi un’uscita pesante, anche se diversa dalle altre.
Castro, un punto di riferimento offensivo che non c’è più
Poi c’è Santiago Castro. L’argentino rappresentava un discorso ancora diverso: non un veterano da sostituire, ma un attaccante sul quale il Bologna aveva investito e costruito parte del proprio futuro.
La sua partenza priva Tedesco di un punto di riferimento offensivo, oltre che di un giocatore capace di legare il reparto avanzato alla squadra. È anche per questo che il suo addio pesa in maniera particolare: non si perde soltanto un centravanti, ma uno dei giocatori sui quali il club aveva immaginato il proprio domani.
È qui che il confronto con le ultime estati diventa significativo. Il Bologna ha dimostrato di saper assorbire le partenze: dopo Calafiori e Zirkzee, la squadra ha comunque raggiunto la Coppa Italia; dopo Beukema e Ndoye, ha continuato a rinnovarsi attraverso il mercato raggiungendo i quarti di Europa League. Ma questa volta la situazione presenta una differenza sostanziale. Non sono semplicemente partiti tre giocatori importanti: sono venuti meno un centrale difensivo, un regista e un attaccante. Tre ruoli diversi, tre funzioni diverse, tre pezzi della stessa struttura.
Lucumí, Freuler e Castro hanno rappresentato una vera e propria spina dorsale del Bologna. E ora quella spina dorsale non c’è più. Il compito di Tedesco e della società sarà allora più complesso rispetto alle precedenti estati: non basterà individuare tre sostituti (El Azzouzi e Moto non hanno le caratteristiche di Freuler, Dovbyk e Piccoli sono diversi da Castro ed Heggem ha altre doti rispetto a Lucumì). Bisognerà ricostruire una squadra capace di ritrovare nuovi equilibri, nuovi automatismi e nuovi punti di riferimento.






