Solo De Laurentiis non vuol parlare d'esonero per Allegri. Ma il calendario è rischiosissimo
Aurelio De Laurentiis non vuol sentir parlare d'esonero, difende quella che a tutti gli effetti è stata la Sua scelta, maiuscola. Separarsi da Antonio Conte e scegliere, nell'ampio novero degli allenatori disponibili e pure disposti a sposare una grande piazza come Napoli, Massimiliano Allegri. E' stato il suo all-in sul nuovo corso azzurro, tanto da considerare il livornese il grande acquisto dell'estate: altro che giocatori, altro che innesti. La rosa era all'altezza, era Conte che l'aveva spremuta, e che aveva lasciato la barca e ADL nulla aveva fatto per trattenerlo con strenua volontà. Puntare su un gestore, su un amministratore di talento era la scelta giusta. O così credeva.
Saranno decisive le prossime due?
Bravo Venezia, e bravo Davide Nicola, ça va sans dire, ma il Napoli dei milioni e dei campioni è stato troppo brutto per esser vero. Eppure avanti così, per De Laurentiis, ma per quanto? Il calendario non farà prigionieri, perché domani c'è il Bodo-Glimt, spauracchio dell'Inter in Champions League, una squadra che nella Coppa che conta e figuriamoci in casa, trova una dimensione e una serenità altissima, degna del miglior Davide del continente. Poi la Roma, e Gian Piero Gasperini, dunque i più in forma del Belpaese.
Calendario durissimo fino alla sosta
Saranno decisive? Probabile e possibile. Anche perché dopo nell'ordine, prima della sosta, il calendario è velenosissimo. C'è il Monza, a Monza, se sarà ancora di Ivan Juric ovviamente, squadra di lotta e governo e abbiamo visto com'è andata col Venezia. Poi, saluti: Juventus e Luciano Spalletti a Torino. Il Porto di Farioli in Portogallo. Poi la Lazio l'8 novembre, quella in forma, in formissima, di Rino Gattuso. Ma se così dovesse proseguire, rischia d'esser troppo tardi...
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