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Barros Schelotto si racconta: "Per i miei L.A. Galaxy sogno Higuain e Pastore"

ESCLUSIVA TMW - Barros Schelotto si racconta: "Per i miei L.A. Galaxy sogno Higuain e Pastore"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lunedì 03 agosto 2020 13:21Serie A
di Giacomo Iacobellis

Una leggenda al Boca Juniors, prima da giocatore e poi da allenatore. Una panchina italiana soltanto accarezzata, nel 2016, a Palermo. Una nuova vita negli Stati Uniti, alla guida dei Los Angeles Galaxy, dal gennaio 2019. Questo, e molto altro ancora, è Guillermo Barros Schelotto, tecnico argentino classe '73 che ha lavorato - tra i tanti - col giovane talento della Juventus Rodrigo Bentancur o col campione del Milan Zlatan Ibrahimovic, e che oggi sogna invece di abbracciare i suoi connazionali Gonzalo Higuain e Javier Pastore in MLS. TuttoMercatoWeb.com lo ha raggiunto in esclusiva proprio negli USA, per una lunga chiacchierata tra passato, presente e ambizioni future del Mellizo .

Barros Schelotto, partiamo inevitabilmente dall'attualità: quando riparte la MLS?
"Le cose qui vanno più o meno come nel resto del mondo. L'idea iniziale è tornare a giocare a fine agosto, con la partenza della regular season, ma vanno ancora valutati tanti aspetti. Nel baseball, per esempio, hanno già dovuto posticipare alcuni incontri e, se ciò dovesse succedere anche nel calcio, eventuali recuperi complicherebbero non poco il discorso play-off".

In attesa del calcio giocato, è il mercato a farla da padrone: cosa c'è di vero sulle voci che riguardano Higuain e Pastore?
"Mi piacerebbe molto averli qui, parliamo di due campioni di altissimo livello. Oggi però siamo lontani da questa possibilità, perché abbiamo già tre calciatori designati (con uno stipendio maggiore rispetto al salary cap, ndr), quali Cristian Pavón, Chicharito Hernandez e Jonathan Dos Santos. Per il momento non abbiamo quindi spazio per loro, nonostante Higuain e Pastore siano indubbiamente profili molto graditi...".

Uno dei suoi top player, fino a qualche mese fa, era invece Zlatan Ibrahimovic. La sorprende vederlo ancora protagonista, in Serie A, a 38 anni suonati?
"Sinceramente no, non mi sorprende affatto. Già con me a Los Angeles Zlatan aveva segnato oltre 30 gol, dimostrando di non aver alcun limite legato all'età. Io gliel'ho sempre detto che per me viene da un altro pianeta, il possibile rinnovo di contratto col Milan ne è solo l'ennesima certificazione. Ho un bel ricordo di lui, sia dentro che fuori dal campo. Ibra è un vincente nato, un fenomeno che alza il rendimento di tutti i suoi compagni e per me è stato davvero stimolante allenarlo".

Dall'esperienza alla gioventù: al Boca Juniors è stato proprio lei a lanciare Rodrigo Bentancur, sempre più in ascesa alla Juventus.
"Ricordo benissimo Rodrigo, al Boca si intravedevano già le sue grandissime capacità e sono contento che sia riuscito ad affermarsi anche alla Juventus. È un centrocampista totale, un box to box come pochi in circolazione, forte, giovane e duttile tatticamente, che fa già parte della colonna portante dei bianconeri. Bentancur è sempre stato d'altronde un grande professionista, una bella persona e un ragazzo molto responsabile".

E pensare che la Juve non lo ha pagato neanche 10 milioni di euro nel 2017....
"La Juventus ha fatto un vero affare di mercato, perché per quella cifra si è assicurata un titolare per almeno dieci anni. Non è certo un caso il fatto che a Bentancur siano interessati tanti altri top club, in primis il Barcellona".

In bianconero c'è pure un argentino che quest'anno ha fatto faville: Paulo Dybala.
"Mi piace da morire. Paulo è il partner perfetto per Cristiano Ronaldo, sono convinto che la loro intesa sul campo crescerà sempre di più. Con loro due la Juve è messa davvero bene là davanti".

Ha avuto modo di seguire questo finale di Serie A?
"Sì, seguo sempre la Serie A. Premetto che è difficile analizzare un campionato terminato in queste speciali condizioni, giocando ogni tre giorni e senza la possibilità di preparare le partite nel migliore dei modi. Ha fatto la differenza chi è riuscito ad adattarsi più rapidamente a un contesto del tutto nuovo, con la Juventus che ha sfruttato la sua qualità ed esperienza. Voglio spendere però due parole, in particolare, su Atalanta e Sassuolo: entrambe hanno imposto il loro stile di gioco con coraggio e consapevolezza, persino contro le big. Mi sono piaciute e voglio fare dunque un plauso sia a mister Gasperini che a mister De Zerbi".

L'Atalanta può giocarsela anche in Champions secondo lei?
"In queste final 8 può succedere di tutto. Le squadre francesi hanno giocato pochissimo negli ultimi mesi, mentre quelle italiane, spagnole e inglesi partono un po' più avvantaggiate perché hanno appena terminato i loro rispettivi campionati. Mi piacerebbe davvero se l'Atalanta, o anche il Napoli, riuscissero a vincere la Champions. Sarebbe qualcosa di nuovo, di storico, di unico".

Dopo averlo sfiorato da giocatore, non ha mai nascosto il suo sogno di allenare gli azzurri.
"Purtroppo ancora non ne ho mai avuto la possibilità, ma il Napoli per ogni argentino è ovviamente un sogno nel cassetto. Sarebbe bellissimo ripercorrere le orme di Diego Armando Maradona, nella sua città e nel suo stadio, ma lo sarebbe anche allenare in Serie A più in generale".

Nel 2016 ci è andato vicinissimo....
"L'esperienza al Palermo è durata sfortunatamente poco meno di un mese, mi dispiace molto. All'epoca la UEFA non riconosceva la validità del mio patentino da allenatore, ma adesso è tutto risolto. L'Italia mi piace molto, così come il calcio italiano, e dopo che avrò passato un altro po' di tempo qui in MLS sarà sicuramente un mio obiettivo tornarci".

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