Fiorentina, pari che brucia e ambiente spaesato. Il Franchi fischia la carestia di gol
La prima partita del girone di Conference League, quella che segnava il ritorno della Fiorentina nelle fasi salienti di una coppa europea, non è andata come l'ambiente sperava. Dalla partita sulla carta più agevole, la sfida interna ai lettoni dell'RFS Riga, viene fuori un pareggio amaro. Un punto che certifica la grande difficoltà a segnare di una squadra che, come magrissima consolazione, si prende il primo centro in viola di Barak. E dire che Italiano ha impiegato diversi suoi "fedelissimi", da capitan Biraghi a Bonaventura e Amrabat, oltre al già citato ceco ex Hellas e a Dodo, acquisto estivo più caro. La Fiorentina però paga un errore dopo il vantaggio e la sua incapacità di reagire con immediatezza prima, e di centrare la porta con alcuni singoli poi.
Il risultato dice 1-1 e fischi piuttosto ben distinguibili fatti partire dagli spalti semivuoti del Franchi, con l'unica eccezione rappresentata dal festante curvino lettone in tribuna e dagli applausi generali per la squadra ospite. Appare chiara un'evidenza, oltre alla tremenda carestia in zona sotto porta: l'ambiente della Fiorentina in questa fase della stagione è spaesato, la conferenza stampa di Commisso non sembra aver centrato l'obiettivo di ricompattarlo e i brusii e i rumori arrivati in risposta ad una brutta figura, ma anche un'altra prestazione con al massimo un gol all'attivo (nelle 8 partite giocate sinora in stagione, due sole volte ne sono arrivati di più) della propria squadra, restituiscono bene quel tipo di sensazione a proposito dei destini che potrà riservare il futuro prossimo.






