La Juve cade anche a Monza. Di Maria shock e squadra totalmente in confusione
Nessuna reazione, nessun cambio di ritmo, nessuna risposta. La Juventus crolla anche in quel Monza sotto i colpi di una squadra che, fino a ieri, aveva collezionato un punto in sei uscite. E sono proprio i numeri a certificare quella che è una vera e propria crisi spalancatasi nel mondo bianconero: due vittorie in nove partite, soli dieci punti in campionato in sette gare. Il tutto condito anche dalla follia di quell’Angel Di Maria che doveva essere il calciatore a cui aggrapparsi che ha “abbandonato la nave” nel finale di primo tempo.
Di Maria shock: gomitata e rosso diretto.
Doveva essere lui il grande punto di riferimento nel pomeriggio di Monza al ritorno in campo da titolare dopo il primo tempo giocato a Firenze un paio di settimane fa. Anche a Monza però la sua partita si è fermata dopo una quarantina di minuti, ma questa volta di problemi fisici neanche l’ombra ma solamente un gesto folle da parte del Fideo. Una reazione scomposta, inaccettabile, trasformata nel gesto di una gomitata sul petto di Izzo: cartellino rosso e doccia anticipata con i compagni lasciati in inferiorità numerica in un momento così delicato. Un gesto bruttissimo, un segnale, per tutti, altrettanto preoccupante.
In campo la solita Juve: confusa, senza idee e ancora sconfitta.
Poi c’è la prestazione, che si gioca il più alto livello di preoccupazione assieme al gesto dell’argentino. Ci si aspettava una reazione dopo una pesante sconfitta come quella rimediata mercoledì contro il Benfica: ecco, nulla di tutto ciò. Una squadra piatta, senza picchi e le assenze non possono essere sempre la scusante di una situazione che va ben oltre assenti e presenti. Una gara fatta pressoché per tutti i novanta minuti dal Monza, con i bianconeri a giocare di rimessa e sperare in qualche invenzione che, ormai, non arriva più da qualche tempo. Nella ripresa una dormita di Gatti ha spalancato gli spazi a Gytkjær che ha battuto Perin, regalando la prima vittoria al Monza mettendo la propria firma sulla crisi della Juventus.






