La Juventus si muove sui minorenni (anche under16). La Next Gen accelera la crescita
La Juventus punta forte sui campioni che verranno. Un'inversione netta di tendenza rispetto a quanto fatto negli ultimi anni di Agnelli. Una rivoluzione scelta anche dal direttore tecnico Giuntoli. Scouting in primis, ma anche Next Gen. Perché è questa la forza dei bianconeri: l'arrivo di Adzic a giugno sarà solo l'inizio di una nidiata differente. Questo per un semplice motivo: prendere Soule, Yildiz, Iling Jr oppure Huijsen, prelevandoli in anticipo e quando costano "relativamente" poco, porta delle plusvalenze praticamente sicure. Un qualcosa fatto dall'Atalanta negli anni passati con Kulusevski o Diallo, che continua ora con i Vlahovic e i Diao.
Ma la Juventus ha in mente una strategia chiara. Prendere Barido, numero dieci dell'Argentina del futuro, è solo il primo passo. Ora invece sarà il turno di Ruud Nijstad, il nuovo Huijsen, che crescerà prima in Primavera, poi nella Next Gen e poi entrerà nel giro della prima squadra. Iper pagati come sedicenni, probabilmente, ma non come futuri campioni. Questa è la nuova frontiera della Juventus: prenderli giovanissimi, lanciarli altrettanto presto, farli diventare campioni con la maglia della Juventus. Qualcuno sacrificarlo.
È questa la mossa per accorciare il gap con le altre big europee? Probabilmente sì. La Juventus ha capito che può essere un Porto o un Benfica dal punto di vista economico, un Bayern Monaco da quello tecnico. Cioè creare un meccanismo virtuoso per avere sempre delle plusvalenze e nuovi campioni che poi verranno iper pagati. Un po' come Pogba più di dieci anni fa. La Juventus ha altri 2008 nel mirino per il prossimo futuro: non hanno ancora un contratto professionistico e costano poco perché si paga solo l'addestramento tecnico.






