La notte di Napoli riporta la Juve coi piedi per terra: lezione di Spalletti ad Allegri
La Juventus sperava di tonrare da Napoli col sorriso sulle labbra e invece rientra in quel di Torino con le ossa rotte. Un K.O. tecnico di dimensioni storiche (i bianconeri non subivano 5 gol in Serie A dal 1993, dato Opta) e una differenza gigantesca sotto ogni punto di vista. Il divario in classifica prende una piega che appare francamente irrecuperabile, ma è la differenza vista fra le due squadra nel 5-1 del Maradona a simboleggiare l’inferiorità della squadra di Allegri rispetto a quella di Spalletti.
Lectio magistralis di Spalletti ad Allegri: crollo totale.
“Spalletti è il più bravo a insegnare”, parlava così del tecnico degli azzurri Massimiliano Allegri alla vigilia. E chissà che ieri sera qualcosa non l’abbia imparato anche il tecnico della Juventus totalmente in balìa di quanto preparato dal Napoli che, eccezion fatta per una decina di minuti a metà primo tempo, ha controllato i bianconeri in lungo e in largo. Una lectio magistralis quella a cui ha "partecipato" la Vecchia Signora che non ha capito molto di quanto accaduto sul rettangolo verde del Maradona ma ha perlopiù assistito, inerme, alla débâcle che lentamente si è consumata. E segue quest’onda anche Danilo, capitano e leader: “Non è stato un qualcosa di mentale, non è quello. Ne abbiamo parlato tanto e abbiamo dimostrato che il problema non è quello. Dobbiamo soffermarci sulla parte calcistica. Dovevamo capire che il Napoli è una squadra molto forte in campo aperto e comportarci di conseguenza”.
La Juventus torna coi piedi per terra: stop alla striscia di vittorie.
Così dopo otto partite si interrompe la striscia di vittorie consecutive della Juventus, si interrompe l’imbattibilità della porta di Szczesny e vedremo se le certezze costruite dai bianconeri in queste settimane resteranno tali anche dopo questa pessima serata che ridimensiona le ambizioni di tutti. Era l’ultima partita da presidente di Andrea Agnelli che indubbiamente sperava di chiudere diversamente la più che decennale esperienza da numero uno bianconero. L’ultimo ricordo sarà una notte di Napoli in cui la sua Juventus si è dimostrata impotente di fronte alla forza degli avversari.






