Lazio, a gennaio mercato bloccato: quarta sanzione in cinque sessioni. Riscatti a rischio?
Una costante che non vuole smentirsi. Il rapporto tra la Lazio e le limitazioni sul mercato è sempre più solido e l'ennesima conferma arriverà dalla sessione di gennaio 2027. La semestrale del bilancio approvata il 30 settembre 2026 non presenta sorprese e la Lazio, ancora una volta, non rientra nei parametri del costo del lavoro allargato previsti dalla FIGC. Cosa significa? Per la quarta volta nelle ultime cinque sessioni di mercato la società biancoceleste avrà delle limitazioni. Il percorso è analogo a quanto successo nell'anno solare del 2025. A gennaio la prima infrazione, che ha portato al mercato a saldo zero. Poi la conferma a giugno, quando "una svista che ci può stare" ha fatto sforare la Lazio di pochi milioni portando al mercato bloccato nell'estate subito dopo il ritorno a Formello di Maurizio Sarri.
Lazio, l'eccezione di gennaio 2026: l'unico mercato attivo per fare plusvalenze
Poi c'è stata l'eccezione che conferma la regola. La Lazio rientra nei parametri a dicembre 2025 e può operare liberamente a gennaio 2026. Un evento festeggiato come la conquista di un grande traguardo gestionale e sportivo. Lo dimostra l'annuncio ufficiale fatto dal club in quei giorni: "Visione chiara, lavoro costante e scelte ponderate: il Club prosegue il proprio percorso con l’obiettivo di costruire valore, nel rispetto della propria identità e dei programmi di crescita". La parte fondamentale del comunicato però è l'ultima: "Un esito atteso, che conferma la solidità e la stabilità della Società. Il futuro si costruisce passo dopo passo". Dopo aver deciso di non vendere a gennaio 2025 per finanziare le operazioni in entrata e di blindare la rosa in estate vista l'impossibilità di sostituire i partenti, la Lazio col mercato libero sceglie di andare, ancora una volta, controcorrente. C'è il mercato libero? Si fanno plusvalenze per finanziare gli acquisti. E allora via Guendouzi e Castellanos per 60 milioni, operazioni importanti che portano liquidità nelle casse biancocelesti. L'assoluta libertà sul mercato può permettere alla Lazio di investire l'intera cifra incassata e, in caso di volontà della proprietà, investire anche più di quanto ottenuto dalle cessioni. La strategia, invece, è in pieno stile "saldo zero". Poco più di 30 milioni spesi per portare a Roma cinque acquisti: Taylor, Ratkov, Przyborek, Motta e il prestito oneroso di Daniel Maldini.
Lazio, si torna alle vecchie abitudini: una stagione di sole limitazioni
Un mercato virtuoso chiuso in attivo per quasi 30 milioni dovrebbe dare solidità alle casse societarie. Specialmente se si riprende quell'ultimo passaggio del famoso comunicato di dicembre 2025: "Un esito atteso, che conferma la solidità e la stabilità della Società". Eppure questo gennaio virtuoso non basta a evitare l'ennesima sanzione, la terza nel giro di un anno e mezzo. La Lazio rientra tra le quattro società che non rispettano l'indice del costo del lavoro allargato. Le altre società sono Monza, Sassuolo e Como, ma tutte e tre hanno la forza economica e la volontà di investire (il Como addirittura con 110 milioni) facendo un aumento di capitale per sbloccare il mercato. La Lazio avrebbe bisogno di poco meno di 20 milioni di euro, cifra che può ottenere anche tramite cessioni entro la fine di giugno. La scelta però è chiara, nessun aumento di capitale e nessuna cessione: si andrà col mercato a saldo zero. Le cessioni arrivano di fatto dieci giorni dopo la deadline del 30 giugno: Gila va al Milan per 30 milioni (15 dei quali al Real Madrid), Provedel all'Inter per 3 milioni e con un piccolo aumento di capitale la Lazio avrebbe avuto libertà di manovra. Avrebbe avuto la libertà di acquistare Frattesi in prestito con obbligo di riscatto, evitando quel blocco della FIGC all'operazione che per 24 ore aveva complicato il ritorno a Roma del centrocampista. Avrebbe potuto acquistare Pinamonti senza dover inserire oltre 8 milioni di bonus per arrivare alla richiesta del Sassuolo. La cosa più importante è che la Lazio avrebbe potuto vivere un'intera stagione senza il timore del mercato bloccato e, soprattutto, senza il rischio di ritrovarsi impossibilitata a riscattare i giocatori presi in prestito.
Lazio, gennaio bloccato: nessun acquisto, cosa succederà con i riscatti?
La novità di questi giorni è che la Lazio avrebbe già informato Gennaro Gattuso del mercato bloccato a gennaio. Ciò significa che la rosa sarà questa, a meno di uscite concordate con l'allenatore, da qui a fine stagione. Ci sono due questioni da sottolineare. La prima è che la Lazio per sistemare i suoi parametri dovrà fare delle cessioni e se dovesse farle (e dovrà farle) non potrà sostituire i giocatori che partiranno. Verrà ceduto uno tra Mandas e Motta? Non potrà arrivare un secondo portiere. Si valuteranno offerte dalla Premier League per Taylor? Con Dele-Bashiru che prenderebbe il suo posto non ci sarebbero mezzali in panchina. Uno tra Cancellieri e Isaksen sarà ceduto? Non ci sarà un esterno destro come alternativa a meno che non venga adattato Noslin, il che lascerebbe Gattuso col solo Pinamonti come centravanti. Si tratterebbe dell'ennesimo autogol all'interno di una stagione iniziata con 13 punti in cinque partite. Di questi 13 punti, nove sono arrivati grazie ai gol di Frattesi e Gudmundsson nelle vittorie contro Bologna, Genoa e Udinese e qui arriva la seconda questione, forse la più preoccupante. Frattesi e Gudmundsson potrebbero diventare di proprietà della Lazio, ma ad oggi non lo sono e per diventarlo dovranno essere riscattati. A prescindere dall'aspetto economico, tutt'altro che secondario, il problema è prima di tutto regolamentare. Come farà una società con il mercato bloccato da gennaio e impossibilitata ad acquistare giocatori a esercitare dei riscatti che dovranno essere effettuati prima dell'inizio della sessione estiva? Su questa riflessione suonano sibilline le parole recenti del presidente Lotito: "Vi pare normale che i calciatori in altre leghe possono essere riscattati in qualsiasi momento dell’anno e noi, che siamo scienziati, non possiamo?". Sarebbe un non problema, se non ci fosse quel blocco del mercato che scatterà da gennaio. Cosa succederà? Alla Lazio sono sereni perché, come è stato sottolineato un anno fa, c'è una certezza a Formello: la "conferma della solidità e della stabilità della Società".
Altre notizie Serie A






