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Lazio, il martirio dei tifosi continua: la gioia per il primato, ma solo fuori dall'Olimpico

Lorenzo Beccarisi
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Lorenzo Beccarisi
Oggi alle 10:51Serie A
19.10.2026 10:51Serie A
I tifosi della Lazio si godono il primato tra i pub della capitale e i settori ospiti degli stadi di Serie A. All'Olimpico, però, non ci tornano
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

La Lazio di Gennaro Gattuso vola sulle ali dell'entusiasmo e sogna in grande dopo l'impresa di ieri all'Allianz Stadium contro la Juventus. La miglior partenza della storia dei biancocelesti con 19 punti nelle prime sette giornate rappresenta la più grande sorpresa di questi primi due mesi di Serie A, specialmente dopo l'eliminazione in Coppa Italia col Mantova. Gattuso ha saputo toccare le corde giuste nonostante la situazione delicata in casa Lazio, dal mercato fatto "con pochi soldi" alla contestazione dei tifosi verso la società. Contestazione che non si ferma, come più volte hanno sottolineato i sostenitori biancocelesti che vivono una situazione mai vista in precedenza. Da una parte una squadra che vola in classifica e guarda tutte dall'alto fianco a fianco con l'Inter campione d'Italia. Dall'altra un rapporto ormai logoro con la società e difficilmente recuperabile.

Lazio, come nasce la protesta dei tifosi: i risultati non cambiano la loro posizione

Non sono mai stati i risultati sportivi al centro della protesta dei tifosi della Lazio. La mancanza di prospettive future, le continue frasi di scherno e offesa da parte della proprietà nei confronti dei tifosi e la sensazione che questa proprietà non abbia la forza per competere nel medio-lungo periodo. Lo sciopero del tifo laziale è iniziato lo scorso gennaio e ha fatto il giro del mondo: dall'America all'Australia, l'Olimpico deserto ha fatto molto più rumore di qualche striscione o coro cantato nei mesi precedenti. E questo è il vero obiettivo dei tifosi laziali: porre l'accento su una situazione che, dal loro punto di vista, ha superato il limite. Dall'altra parte la società non si è mossa, da gennaio ad oggi c'è stato qualche timido approccio ma nulla di concreto. "La squadra ha bisogno di voi tifosi. È una questione da risolvere" disse il direttore sportivo Angelo Fabiani al termine del mercato estivo. "È una situazione da prendere di petto" aggiunse, ma da quel momento non c'è stata alcuna "presa di petto" o mossa da parte della società per provare a mediare. Anzi, il presidente Lotito ci ha tenuto a sottolineare come la contestazione sia, a suo modo di vedere, ingiustificata e incomprensibile: "Per me parlano i fatti. Quello che sta succedendo contro di me è fuori ogni logica".

Lazio, la protesta continua: primato condiviso tra settori ospiti e pub

La posizione dei tifosi della Lazio non cambia, anzi il primato in classifica forse accentua la questione. La domanda da porsi non è "cosa vogliono di più i tifosi della Lazio, non basta il primo posto?", quesito portato avanti anche nei giorni scorsi da chi analizza superficialmente la questione. Piuttosto bisogna domandarsi "come mai i tifosi rinunciano allo stadio anche con la Lazio al primo posto?". E se questa sarà la domanda, allora forse qualcuno potrà capire quello che sta vivendo il tifo laziale. Le risposte i tifosi le stanno dando tutte le domeniche, vissute tra pub della Capitale e settori ospiti esauriti in tutte e quattro le trasferte stagionali. La risposta è arrivata prima di Lazio-Milan, con la "scorta" di migliaia di motorini che da Formello hanno accompagnato il pullman della squadra fino a Ponte Milvio. Non oltre, non dentro l'Olimpico, perché lì si è deciso che non si entra. A "casa loro" i tifosi della Lazio hanno scelto di non esserci, rinunciano al loro posto pur di mandare un segnale al mondo esterno. E quale miglior segnale di una contestazione così visibile come uno stadio deserto e così sorprendente all'apparenza visto il primato in classifica. Non sono sei vittorie e un pareggio a garantire prospettive future in un 2026 che si chiude con un mercato estivo vissuto con la spada di Damocle del saldo zero e un 2027 che, salvo sorprese, si aprirà col mercato di gennaio bloccato. Non sono i 19 punti conquistati da Gattuso e dalla sua squadra a ricucire lo strappo provocato dalle offese e le mancanze di rispetto da parte della proprietà denunciate dai tifosi. Non basta il primato in classifica a metà ottobre a certificare la competitività della proprietà e probabilmente non basterebbe neanche una singola stagione. I tifosi, che condividono tra loro questo primato tra i pub della Capitale e i settori ospiti in giro per l'Italia, torneranno "a casa loro" il 12 dicembre per il derby, ma fino ad allora sarà ancora sciopero. Per la presenza allo stadio appuntamento fissato a martedì 27 per Sassuolo-Lazio, con Reggio Emilia che sarà la nuova tappa per l'ennesimo esodo biancoceleste.

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Immagine editoriale di Enzo Bucchioni
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