Lazio, il riscatto di Belahyane: da oggetto misterioso a perno del centrocampo di Gattuso
Carpe diem, spiegato alla perfezione. A cogliere l'attimo in casa Lazio è stato senza dubbio Reda Belahyane, ritrovatosi in campo quasi per caso dopo un anno e mezzo vissuto da vero e proprio oggetto misterioso. La lungodegenza di Cataldi e l'infortunio di Rovella hanno scoperto la cabina di regia biancoceleste e l'ex Verona ha avuto il merito di farsi trovare pronto. Arrivato nel gennaio del 2025, di fatto Belahyane non ha mai visto il campo né con Baroni prima, né con Maurizio Sarri poi. Oscurato dalla coppia Rovella-Guendouzi nei primi mesi con il tecnico che lo aveva avuto a Verona, un pesce fuor d'acqua nel centrocampo a tre Sarrista. Intensità e aggressività le sue caratteristiche, inadatte a una mediana più pensante come quella ricercata dal Comandante.
Lazio, Belahyane ha colto l'attimo. Mediano tuttofare per Gattuso
Ha saputo sfruttare la sua occasione Reda Belahyane adattandosi a fare ciò che richiede Gattuso. Non essendo un regista, Belahyane ha cercato di dare equilibrio in maniera diversa. Prima giocando quasi da "braccetto" di destra in marcatura uomo su uomo su Cissé contro il Milan, poi abbassandosi in costruzione da centrale aggiunto a Venezia. Quasi più difensore che centrocampista, ha dato geometrie alla squadra più con i movimenti che con la regia. Un equilibratore diverso da Rovella e Cataldi ma che, di fatto, si è trasformato in una soluzione in più per Gattuso. In queste tre settimane di sosta il tecnico calabrese conta di mettere in condizione Cataldi e spera di riabbracciare Rovella. Intanto si gode Belahyane, il desaparecido che ha saputo cogliere l'attimo e rispondere presente nel momento d'emergenza.






