Milan, Amorim: "Ho parlato con i senatori". E precisa la frase sulla rosa inadeguata
Ruben Amorim, allenatore del Milan, è presente in conferenza stampa, a partire dalle ore 14:00, alla vigilia di Milan-Lecce, sfida valida per la quarta giornata di Serie A e in programma domani alle 20:45 a San Siro. Segui in diretta le dichiarazioni del tecnico rossonero con il live testuale su TMW.
14:00 | Inizia la conferenza: parla Amorim.
Amorim comincia con un suo personale massaggio per Sandro Mazzola.
"A nome del nostro club e di tutti i presenti, porgo le nostre condoglianze alla famiglia, all'Inter e a tutto il Paese. Il mondo del calcio ha perso una grande figura, una leggenda. Ma questa è la vita: è stato lo stesso con Franco Baresi. Dobbiamo onorare queste grandi leggende aiutando il nostro calcio e portando avanti l'eredità di queste grandi personalità".
Oggi San Siro compie 100 anni e domani andranno onorati...
"Siamo onorati di fare parte della storia di San Siro. Non parlerei di impegno o dedizione, perché credo che quelli non ci manchino, ma vogliamo vincere e giocare bene. Vogliamo contribuire a onorare questo stadio e i nostri tifosi: è un momento importante per loro e per noi, e il nostro unico obiettivo è giocare bene e vincere le partite".
Come sono stati i giorni post Benfica?
"Quando perdi, non sei la stessa persona. Se rimani lo stesso quando perdi, c'è qualcosa che non va in te. Quando sei competitivo, ti piace vincere. Ma la squadra è pronta per la prossima partita. Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo cambiare la prossima gara, e siamo concentrati su questo. Parlo sempre con i giocatori, anche quando perdiamo, perché c'è molto da migliorare. Quindi guardiamo alla prossima partita: saremo pronti".
Perché il Milan è senza gol nel primo tempo?
"È solo una questione di episodi, perché se guardiamo la partita contro il Torino, avevamo la gara in pugno. Se ricordate, contro il Venezia abbiamo avuto due occasioni limpide, una delle quali con Ramos. A volte va così. La maggior parte delle volte gli avversari sono molto organizzati nei primi 45 minuti, poi si nota come, grazie ai cambi, riusciamo ad avere un impatto maggiore sulla partita. Quindi le cose cambieranno in futuro. Ovviamente, per me il punto non è solo non essere riusciti a segnare, ma il fatto che non dobbiamo concedere gol: specialmente nel primo tempo, avremmo dovuto controllare meglio la partita".
Perché ha mandato in campo quella formazione contro il Benfica?
"Anche il Benfica ha cambiato tanti giocatori. Noi abbiamo cambiato perché avevamo bisogno di fare rotazione. Non credo che abbiamo perso la partita a causa di chi ha giocato nel primo tempo. Abbiamo avuto le occasioni più nitide, più possesso palla, più tocchi in area di rigore, ma a volte semplicemente non si riesce a segnare. Il Benfica, invece, ha fatto gol sulle occasioni che ha avuto. È una di quelle situazioni e, guardando la partita, penso sia stata ancora una volta una questione di prestazione di squadra, piuttosto che dei singoli giocatori scesi in campo".
Quanto è distante la tua squadra dall'idea di calcio che hai?
"Nella maggior parte delle partite siamo stati dominanti. Non stiamo giocando benissimo in ogni singolo momento della gara, ma la cosa importante adesso è tornare a vincere contro il Lecce: questo è l'aspetto principale. Per quanto riguarda il nostro modo di giocare, vogliamo imporre il nostro gioco, ma stiamo ancora costruendo la nostra organizzazione, specialmente nella fase di possesso palla. La sfida contro il Lecce rappresenta un'ottima opportunità per cercare di fare meglio".
Cosa vi siete detti con Ibrahimovic?
"È stata semplicemente una visita di Zlatan, ne abbiamo già parlato la settimana scorsa. Si tratta soltanto della visita di una persona legata al club, niente di più. Il nostro unico focus è sulle partite. Io faccio ciò che devo fare per aiutare i miei giocatori a vincere. La nostra concentrazione è tutta rivolta al Lecce: quello è stato un semplice episodio, estraneo al nostro compito principale, che resta quello di vincere la prossima partita. Con Cardinale colloqui soliti, cose normali".
Conferma che questa squadra non sia (in parte) adatta alla tua idea di calcio e che potrebbe cambiare qualcosa, come ha detto a Capello dopo il Benfica?
"L'idea è che entrambe le cose possono essere vere, perché la mia idea di gioco non ha nulla a che vedere con il modulo. L'unica ragione per cui la gente si focalizza sul modulo è perché gioco con una disposizione tattica utilizzata di frequente; specialmente in Italia ci sono molte squadre con la difesa a tre, diversamente da altri Paesi: è solo per questo. La mia idea di fare calcio non si basa sullo schieramento, ma sui principi. Quindi, le due cose possono coesistere. Ciò che ho detto è che, quando un nuovo allenatore arriva in un club, è impossibile avere a disposizione le caratteristiche specifiche per ogni singola situazione. Ho detto questo, ed è tutto vero allo stesso tempo. Poi, il mister Fabio Capello mi ha chiesto se dovessimo smettere di pensare all'attacco, dato che non stavamo creando molte occasioni nitide nonostante il possesso palla, e concentrarci sulla difesa. La mia opinione in quel momento è stata che dovevamo difendere meglio, specialmente quando avevamo noi la palla. Di conseguenza, tutte queste affermazioni sono valide contemporaneamente. Credo di essere sempre molto chiaro riguardo alla mia posizione ed è difficile che io dica una cosa un giorno e il contrario quello successivo. Tutti gli argomenti che ho portato quel giorno possono coesistere ed essere veri nello stesso momento".
Moreira e Chukwueze, Cisse e Pulisic possono giocare assieme?
"Possono giocare insieme. Tutti possono giocare insieme. Ci sono molte cose che accadono durante la nostra settimana che conoscete e che rientrano nella norma, ma ce ne sono anche molte altre che non conoscete e che io devo gestire. A volte compio le mie scelte basandomi su tutto ciò che è successo nel corso della settimana, ma loro possono giocare insieme. È probabile che domani vedrete alcuni di questi ragazzi in campo insieme".
Cosa vuole vedere nel recupero palla?
"Stiamo cambiando completamente il nostro modo di pressare e la zona in cui vogliamo recuperare il pallone. A volte il contesto varia, non si limita a un solo momento: si passa dal temporeggiare al pressare nella metà campo avversaria, spesso a uomo. In alcune partite siamo andati meglio. Quando c'è più turnover, a volte risulta più difficile; quando i giocatori sono più freschi, è più semplice, mentre quando subentra la stanchezza, l'uno contro uno diventa più complesso. Va a momenti nel corso della gara, ma credo che la squadra si stia adattando bene e piuttosto velocemente all'idea di recuperare palla molto rapidamente. Ribadisco però che dobbiamo migliorare, non solo i reparti arretrati ma anche gli attaccanti. Dobbiamo perfezionare i tempi d'inserimento, capire quando pressare e tutti questi aspetti, ma credo sia un processo del tutto normale".
Com'è il suo rapporto con i senatori dello spogliatoio?
"Io sono sempre chiaro con tutti. Beh, poi è ovvio che quando uno non gioca ci rimanga male. Ma io sono molto chiaro su ogni aspetto e ciò che i calciatori cercano è l'onestà. Questo è l'elemento fondamentale per loro. A volte si può non essere d'accordo con l'allenatore, ma quando sei onesto e diretto con i giocatori, loro riescono a capire. E poi, guardate il nostro calendario dopo la sosta per le nazionali: giocheremo due partite in due giorni e dobbiamo essere pronti. Inoltre, durante la settimana noto diversi aspetti: abbiamo qualche problema, a volte di natura fisica. Conosco i carichi di lavoro a cui sono sottoposti e i loro trascorsi, e cerco di gestire la situazione al meglio. Credo comunque che in questo momento rientri tutto nella norma e che loro abbiano compreso la necessità, ogni tanto, di fare del turnover".
Gli esperimenti sono finiti?
"Qual è il miglior undici per te? Dimmeli tutti".
La conversazione prosegue tra l'allenatore e il giornalista, che propone la sua formazione con Diego Moreira a sinistra e Rabiot-Modric in mezzo. Cuomo risponde: "Gila, De Winter, Pavlovic. Chukwueze, Modric, Rabiot, Moreira. Pulisic, Cisse. Ramos".
Amorim controbatte.
"Chukwueze ha giocato tre gare. Se ha un problema chi metti?". Il giornalista ancora: "Saelemaekers". Amorim: "A destra? Aperto? Per giocare uno contro uno? E a centrocampo?"
Poi Amorim si sofferma su Modric.
"Io ho difeso Modric qui. Voi avete parlato del suo ritmo di gioco. È per questo che ogni settimana vedrete una formazione titolare diversa: dovete gestire tre gare a settimana. E poi bisogna gestire le sostituzioni. Adesso volete schierare questi giocatori, ma se poi vorreste spingere nei minuti finali, cosa fate? Ciò che sto cercando di spiegare è che l'opinione pubblica cambia solo perché Musah sta giocando molto bene. Siete d'accordo? Chi è stato tra voi a dire la settimana scorsa che il miglior undici titolare visto finora era quello del secondo tempo contro la Lazio? Giusto? C'era Modric in quella formazione? No. Quindi, potremmo andare avanti a parlare di questo tutto il giorno. Io cercherò di vincere ogni singola partita. Nessuno qui dentro vuole vincere più di me, e sto cercando di trasmettere tutto questo. Dovete capire che non penso solo al breve termine: sto ragionando a lungo termine, perché questo è il bene del club, non il mio interesse personale. Ed è ciò che farò. Domani sceglierò la migliore formazione titolare tenendo conto di dover spingere nella ripresa se ce ne dovesse essere bisogno. Sto cercando di bilanciare ogni cosa per vincere le partite, e farò del mio meglio per aiutare i miei giocatori e la squadra. E scusatemi per questo sfogo. Però vi dico che non siete così distanti dalla formazione titolare di domani".
In cosa consiste il giocare bene per lei?
"Contro la Juventus ci abbiamo provato, ma quel giorno loro sono stati superiori a noi nei dettagli, nonostante avessimo avuto più possesso palla rispetto agli altri. Contro la Lazio è stata una partita completamente diversa tra il primo e il secondo tempo, ma non vedrete mai la nostra squadra stare a guardare la gara. A volte possiamo pressare non nel migliore dei modi, ma l'intenzione c'è sempre. Guardando la sfida con il Benfica, tra le due squadre quella che ha aspettato di più l'errore dell'avversario è stata il Benfica, non noi. Noi abbiamo cercato di pressare e questo ci ha creato qualche problema in più, proprio perché loro erano molto compatti. Quindi non credo che ci sia stato un calo: magari cambia l'avversario o tentiamo giocate diverse in base a chi affrontiamo, motivo per cui non riusciamo a creare così tante occasioni. Se però analizzate le partite, che sia la Lazio o la Juventus, persino in quelle occasioni abbiamo avuto maggior possesso palla. Siamo sempre noi la squadra che prova a controllare e a dominare il gioco: l'intenzione c'è sempre, poi sulla fluidità di manovra siamo un po' altalenanti. Tutto qui, ma l'atteggiamento non cambia. E se guardate quale squadra fa più tocchi in area di rigore... alla fine non importa a nessuno, a dire il vero nemmeno a me. Certo, io un'idea me la sono fatta, ma abbiamo avuto più tocchi in area, più tiri, dieci calci d'angolo a uno e il 60% di possesso palla. È stata forse la partita in cui siamo stati più vicini alla loro area: specialmente nel secondo tempo loro difendevano a ridosso del limite, e serve tempo per creare occasioni quando trovi dieci giocatori stipati in un quarto di campo. Eppure stiamo dominando le partite. Se c'è stata una squadra che ha cercato di pressare il portiere e di aggredire ogni pallone, quella siamo stati noi. Forse dobbiamo ancora imparare, dobbiamo migliorare anche in questo per trovare il giusto equilibrio ed essere capaci di cambiare registro quando serve. Ci stiamo lavorando e stiamo cercando di trovare le soluzioni adatte".
Il Milan ha pochi 'killer pass'?
"Dobbiamo creare di più, creare occasioni più nitide per Ramos. Penso che dobbiamo aiutarlo. Non voglio dire che Ramos debba lavorare un po' meno per preservare le gambe, non voglio usare questa scusa. Credo piuttosto che si debba passare più tempo nei pressi dell'area avversaria e, quando dico passare più tempo, mi riferisco agli allenamenti: ci stiamo lavorando molto. Dobbiamo affinare le intese anche tra i giocatori stessi, quindi penso che il problema fosse questo. Se però ricordate l'ultima partita contro il Benfica, c'è stato un passaggio di Pulisic per Cisse che lui non ha letto; un passaggio di Pulisic per Pavlovic che ha controllato male la palla; due passaggi per Adrien Rabiot, uno dei quali controllato verso il difensore invece di puntare la porta spalancata. A volte si tratta semplicemente di piccoli dettagli. Nelle gare precedenti la mia preoccupazione principale era che toccavamo pochissimi palloni in area di rigore, ed è il fattore più critico dato che il 98% dei gol si segna da lì: se la palla non la porti in area, non si va da nessuna parte. Contro il Benfica, invece, ci siamo arrivati molto più spesso, ma dobbiamo migliorare l'ultimo passaggio; e a volte non è nemmeno una questione di passaggio, ma di come ci si orienta con il primo controllo all'interno dell'area. Poi ci sono state la grande occasione per De Winter in area e quella per Pulisic. Il Benfica, invece, ha trovato un tiro da fuori con tutti i nostri uomini posizionati dietro la linea della palla. E se vi ricordate il loro gol, avevamo quattro difensori su un solo uomo dentro l'area: a volte il calcio è difficile da spiegare. C'erano tre difensori, credo ci fosse anche Musah, e l'esterno del Benfica ha segnato. Ero molto arrabbiato per la prestazione, non ero per niente soddisfatto, ma so che ci sono situazioni che dobbiamo lavorare".
Ultima precisazione di Amorim.
"Non scrivete che critico i calciatori. Sto solo raccontando come sono andate le cose. Sto solo cercando di portarvi un esempio. Il calcio è questo e per me la cosa più importante è il recupero palla, e in questo stanno facendo bene. L'impegno che ci stanno mettendo è quello giusto. Perciò, ragazzi, vi prego, non scrivete che sto criticando qualcuno, perché non è assolutamente questo il caso".






