Napoli-Milan 1-1, le pagelle: Kvara tradisce nella notte più importante. Leao e Maignan decisivi
NAPOLI (pagelle a cura di Pierpaolo Matrone)
Meret 7- Qualcuno l'ha criticato per la mancata parata su Bennacer all'andata? Lui le cancella con il rigore parato a Giroud e un intervento di piede prodigioso subito dopo, in barba a chi diceva che era determinante nei big match.
Di Lorenzo 6 - Nella notte più importante sembra che finanche a lui tremino le gambe finanche a lui, come quando si fa sverniciare da Leao sul gol. Poi almeno guadagna un penalty e dà sempre il suo apporto davanti.
Rrahmani 5 - Indietreggia troppo e si fa saltare, comee Di Lorenzo, da Leao sul gol. Non è l'unica sbavatura di una partita stregata anche per lui. Dal 74' Ostigard s.v.
Juan Jesus 5.5 - Non accorcia su Giroud, gli resta staccato e quest'ultimo fa l'1-0. In difficoltà sulle ripartenze del Milan, aiuta nella costruzione.
Mario Rui 5 - Il piede non è caldo, anzi sbaglia la misura di più di un lancio, ma è l'entrata davvero troppo irruenta su Leao in area la macchia più grave della sua partita. Che dura mezzora, prima dell'infortunio. Dal 34' Mathias Olivera 6 - Paradossalmente è lui il più pericoloso del Napoli. Accompagna sempre l'azione e col colpo di testa va due volte vicino al gol.
Ndombele 4.5 - Torna titolare tre mesi dopo l'ultima volta, è la sua chance, ma la cestina con una prestazione indolente, nonostante l'importanza della sfida: la fotografia è la palla parsa che fa partire il contropiede dell'1-0 Milan. Dal 63' Elmas 5.5 - Dovrebbe dare nuova verve al centrocampo, invece non incide minimamente.
Lobotka 5.5 - Fa fatica, avendo sempre la marcatura e non potendosi mai girare e ragionare. La 'piolata' è Bennacer a uomo per oscurarlo e ci riesce.
Zielinski 5 - Un paio di conclusioni da fuori, peraltro deboli, poi sparisce dal campo. Senza Anguissa è chiamato anche a compiti d'impostazione, ma non velocizza mai la manovra. Dal 75' Raspadori 6 - Ha il merito di trovare Osimhen con un cross morbido per l'1-1, ma è l'unica azione importante del suo spezzone.
Politano 6.5 - Nei primi minuti è quello più in palla degli attaccanti, sicuramente il più intraprendente. Due mancini da fuori sibilano a centimetri dal palo, poi alla mezzora uno dei tanti contrasti con Theo gli provoca una distorsione alla caviglia. Dal 34' Lozano 5,5 - Sgasa quando può, ma spara sempre a salve e dà sicuramente meno qualità rispetto al suo predecessore.
Osimhen 6.5 - Che non sia il meglio, che debba gestirsi, lo si nota subito perché non ci mette (può mettere) l'esuberanza fisica che lo contraddistingue. E lo conferma per tutti i 90 minuti, perché non riesce ad arrivare mai prima dei centrali avversari. Dopo il 90', poi, trova il colpo di testa vincente, dimostrando che può graffiare anche quando non è in condizione.
Kvaratskhelia 4.5 - Nella notte più importante il Napoli viene tradito dal suo calciatore più importante. Prova tante volte il dribbling, un paio di volte passa ma se questo fosse pugilato il confronto con Calabria lo perderebbe. E quello a distanza con Leao lo stravince quest'ultimo: uno apparecchia il gol, l'altro sbaglia il rigore che avrebbe riaperto la qualificazione.
Allenatore Luciano Spalletti 5 - Gli si può dare l'attenuante delle assenze, ma non può assolutamente bastare. In tre gol in sedici giorni contro il Milan segna soltanto al penultimo dei 270 minuti e non riesce mai a trovare il modo di scardinare l'organizzazione difensiva rossonera: Pioli vince ancora la sfida nella sfida.
MILAN (pagelle a cura di Gaetano Mocciaro)
Maignan 8 - Lo chiamano Magic Mike non a caso. Il rigore neutralizzato a Kvaratskhelia nei minuti finali indirizza la storia in favore del Milan. Semplicemente gigantesco nell'occasione. Il francese è l'esempio di quanto un portiere faccia la differenza.
Calabria 7 - Anche stasera partitone del capitano. Come sei giorni prima non molla Kvaratskhelia, gli sta addosso, lo anticipa e fa ripartire l'azione. Stoico.
Kjaer 7 - Quando si dice l'esperienza. Una stagione complicata per il danese che era salito in cattedra già nella notte di gala col Tottenham. Perfetto e pulito all'andata, si ripete anche stasera. Con una nota di merito in più: stavolta c'era Osimhen.
Tomori 6 - La sua partita è quasi perfetta, ma rischia di essere macchiata inesorabilmente da un mani che costa un rigore. Fortuna che c'è Maignan. Per il resto l'inglese si è distinto per la grande attenzione e la bravura nel gioco aereo.
Théo Hernandez 5.5 - Il duello con Politano lo stava perdendo. Non riesce a passare la metà campo, è costretto a rincorrere il numero 21.
Tonali 6.5 - Meno preciso del solito in fase d'appoggio ma di grande importanza in fase di contenimento.
Krunic 6.5 - Un grande cuore in campo. Sempre presente in copertura, aiuta raddoppiando e arginando gli attacchi napoletani. Per l'equilibrio della squadra si dimostra un giocatore sempre più importante.
Brahim Diaz 6.5 - Il Milan soffre il forcing del Napoli, lui è tra i primi ad avviare le ripartenze, sfruttando estro e velocità. Non pesca il jolly come all'andata, stavolta ci pensa Leao. Dal 59' Messias 5.5 - Incide poco.
Bennacer 6.5 - Tesse e cuce, parte trequartista ma si abbassa spesso e volentieri e pressare Lobotka e dare man forte al centrocampo
Leao 9 - Fa due cose nel primo tempo, tutte fondamentali: si procura un rigore e si inventa un coast to coast da vedere e rivedere che porta al gol di Giroud. Hombre del partido. Dall'84' Saelemaekers sv.
Giroud 6 - Il 6 marzo decise al "Maradona" una partita crocevia per la stagione di entrambe, col Milan che si avvierà a vincere lo Scudetto. Stavolta sembra una serata maledetta, calcia male un rigore e si fa ipnotizzare pochi minuti più tardi da Meret. Si rifà segnando il più facile dei gol, il cui merito è al 90% di Leao. Ma ha il merito di esserci sempre e comunque. E incidere ancora una volta nelle partite che contano. Dal 68' Origi sv
Allenatore Stefano Pioli 8 - Il Milan è la kryptonite del Napoli, lui prepara la partita perfettamente. La squadra fa esattamente la gare che doveva fare dimostrando di esaltarsi nelle grandi notte europee. Il suo giovane gruppo sta diventando grande e c'è la sua grande firma.






