Perinetti sulla Juventus: "Comolli? Come un alieno sulla terra. Carnevali merita fiducia"
Giorgio Perinetti promuove Giovanni Malagò, ma non nasconde la complessità del momento attraversato dal calcio italiano. Intervenuto a Fuori di Juve, su Radio Bianconera, il dirigente ha spiegato: “Prima delle elezioni ho sempre risposto che, essendoci due figure di alto spessore come lui e Abete, bisognava pensare più al programma che alle persone. Oggi che è stato eletto Malagò, penso che sia un uomo che ha lo sport nelle vene”.
Perinetti ha sottolineato anche il rapporto personale con la famiglia Malagò: “Ho lavorato col padre, vicepresidente della Roma, quindi l’ho sempre frequentato. Nello sport ha dimostrato qualità eccelse. Il calcio è più insidioso, ma in questo momento siamo all’anno zero”. Poi il nodo politico: “Ha detto una cosa saggia: se Gravina col 98% del consenso non è riuscito a fare nulla, il compito è gravoso. Serve l’aiuto della politica, che deve tutelare il calcio”. Prima il confronto con Abodi, poi le scelte su ct e direttore tecnico: “Ha un compito gravoso, ma ha le capacità per affrontare questi problemi”.
Sul futuro commissario tecnico, Perinetti non boccia nessuno: “Conte è un amico come Mancini. Sono due che sono già stati in quella posizione, hanno tutti e due fatto bene. Mancini ha vinto un Europeo, Conte non lo ha vinto e sappiamo perché. È uno di grande impatto, che sa veramente come muoversi”.
Spazio anche alla Juventus e a Giovanni Carnevali: “Penso che Comolli fosse un alieno venuto sulla terra. Con i suoi metodi ha fatto bene da altre parti, ma non alla Juve. Carnevali si è fatto esperienza, è cresciuto gradualmente arrivando nel club più importante d’Italia. Si merita la fiducia”.
Sul mercato, Perinetti parte da Dusan Vlahovic: “Farei tutto il possibile per tenerlo, ma non cose che stravolgono la società. Il problema è Vlahovic e le sue impuntature”. Su Sorloth e Kolo Muani, invece, il discorso si allarga: “Il calcio italiano non può permettersi operazioni importanti, vedi Palestra al Chelsea. Valorizziamo i giocatori e poi vanno via per forza”. Chiusura su Bremer: “È un ottimo giocatore, ma bisogna capire cosa può portarti. E vale per tutti gli altri”.






