Roma, 90 milioni in gioco: la verità arriverà al fischio d’inizio
La Roma a solo 13 ore dal primo appuntamento stagionale per la sfida contro il Cagliari è senza dubbio una tra le tante squadre a vivere un momento caratterizzato da molte incognite.
Era scontato che la conferenza stampa di Daniele De Rossi, la prima della stagione 2024-25, vertesse sulla situazione Dybala e futuro: su quali fossero le motivazioni della presunta rottura, sul perché dare via il miglior giocatore della rosa o sulla sua convocazione per la prossima gara.
Eppure questo turbinio di domande sul 21 giallorosso ha tolto spazio ad una considerazione. Come ha preparato realmente la sfida contro i sardi Daniele De Rossi?
Sappiamo che il tecnico della squadra capitolina non ama parlare prima delle partite perché non vuole regalare indicazioni agli avversari sul posizionamento della squadra o sulle condizioni dei suoi giocatori, ma forse qualche indizio in più avrebbe permesso uno studio più approfondito del match agli addetti ai lavori e agli appassionati.
Ad oggi infatti presupponiamo che, vedendo le caratteristiche dei singoli e guardando le amichevoli disputate finora, si possa giocare con un 4-3-3 o un 4-3-2-1. Oltre al modulo però si sa, o meglio si presuppone, poco altro.
Ci si aspetta tanto da Dovbyk l’attaccante ucraino giunto a Roma il 2 agosto per quasi 40 milioni, così come da Le Fèe che come riportato da DDR in conferenza, con troppe ‘consegne’ perde di vista la palla e non da ultimo anche Soulè il cui nome dà speranza di estro e velocità.
Gli oltre 90 milioni spesi sul mercato hanno il sapore di una squadra che ha intenzione di lottare e di farsi valere in tutte le competizioni che dovrà affrontare, ma come la Roma ben sa, non sempre la spesa effettuata ripaga con le prestazioni dei singoli.
In aggiunta, la questione cruciale di oggi riguarda quanto realmente questi nuovi innesti in attacco, a centrocampo e in difesa si siano integrati col gruppo e abbiano interiorizzato i preconcetti del mister. Quanto ad oggi uno Svilar, Celik, Mancini, N'Dicka, Angelino, Le Fee, Cristante, Pellegrini, Soulé, Dovbyk o un El Shaarawy abbiano trovato il giusto feeling tra di loro. In sostanza a che punto la preparazione sia arrivata, se siano o meno pronti per giocarsi il tutto per tutto già dalla prima giornata.
Ma il calcio non si gioca solo sulla carta, né si decide ai microfoni delle conferenze stampa. Domani, all'Unipol Domus, sarà il campo a parlare, e solo allora sapremo se questa Roma è davvero pronta a iniziare la stagione con il piede giusto.
La squadra ha speso, ha investito, ma ora deve farsi valere contro qualsiasi avversario. La prima prova è vicina, e le domande rimarranno tali solo fino al fischio d'inizio.






