Roma, l’all in sulla Champions e le incognite dei rinnovi a partire da Mou
D’altronde di questi tempi si sa, il lavoro è precario e l’indeterminato appare sempre più come un miraggio. Nel calcio, poi, non è mai esistito, perché tutto è sempre stato strettamente legato ai risultati, ma a vedere la Roma la precarietà sembra una condizione con la quale la società dovrà convivere da qui alla fine dell’anno. Basti pensare al caso più eclatante, quello del tecnico Josè Mourinho, al suo terzo anno di contratto in giallorosso. L’ultimo, documenti alla mano. E di conferme o rinnovi per ora non se ne parla, ne internamente, tantomeno ufficialmente. Pinto nella sua conferenza di martedì ha chiuso la pratica con “sono temi importanti che verranno trattati con le giuste persone e con i tempi giusti”. Un modo elegante di rimandare e capire se l’all in di quest’estate porterà o meno i suoi frutti.
Perché, come detto, giunti alla terza stagione di Mourinho a Roma, gli acquisti di Paredes, Renato Sanches e Lukaku hanno il preciso obiettivo dell’instant team. Ma lo Special One non è il solo a scadenza, lo è anche Pinto, “ma il mio rinnovo è l’ultimo dei problemi”, sono state le parole del gm. Così come al 30 giugno 2024 potrebbe salutare anche il segretario Lombardo, arrivato dalla Juventus, oltre che tutto lo staff tecnico e diversi giocatori come Lukaku, Renato Sanches, Azmoun, Spinazzola, Rui Patricio, Boer e Kristensen). E questo senza contare gli 8 elementi (Belotti, Dybala, El Shaarawy, Bove, Karsdorp, Kumbulla, Zalewski e Smalling). Uno più di altri, però, di questi ultimi giocatori interessa alla Roma e ai suoi tifosi: Paulo Dybala. Pinto ha rimarcato l’ottimo rapporto con il giocatore e l’entourage, ma anche questo è un discorso che prima o poi andrà affrontato…






