Sassuolo dai due volti tra big e piccole ma il giudizio finale non cambierà
Chiudere al nono o al decimo posto cambia il giudizio su una stagione? No! Almeno, non sarà così in casa Sassuolo. I neroverdi, dopo la sconfitta di Cagliari, hanno detto addio alle velleità di ottava posizione in classifica per il terzo anno consecutivo e devono lottare con il Verona per chiudere al nono posto, con uno sguardo dietro alla rincorsa del Torino e dell'Udinese (ma al momento c'è un buon margine). I neroverdi, con ogni probabilità, salvo tracolli in questo finale, chiuderanno nella parte sinistra della classifica: un ottimo traguardo per un club che ha conquistato ancora una volta la permanenza nella massima serie (decimo anno di fila) e parte sempre con l'obiettivo salvezza dichiarato, sperando però di andare oltre.
Bene con le big, male con le altre
Anche quest'anno i neroverdi sono andati oltre la salvezza ma non oltre le più rosee aspettative. Quello del Sassuolo di Dionisi, al suo primo anno in Serie A, rimane un ottimo campionato ma con dei rimpianti. È vero che sono arrivati dei giovani per rimpiazzare degli elementi importanti e che già si erano dimostrati affidabili, ma visto il rendimento con le big (21 punti in 13 partite, terzo posto in classifica negli 'scontri diretti' con le prime 8) i neroverdi possono avere dei rimpianti per quello che poteva essere e non è stato.
Lo step del Sassuolo
La sconfitta di Cagliari è un esempio lampante dell'altalena emiliana: grande con le grandi, piccola con le piccole. In 18 confronti con le squadre che stazionano nella parte destra della classifica, i neroverdi hanno conquistato 22 punti (gli altri 3 punti che mancano al conto finale sono quelli con il Verona), vincendo solo 5 gare (7 i pareggi, 6 le sconfitte). È mancato lo scatto contro le formazioni, sulla carta, alla portata del Sassuolo. Questo lo step che Dionisi e i suoi dovranno fare l'anno prossimo, se vogliono davvero puntare a quel qualcosa in più, quest'anno mai minimamente sfiorato.






