Torino, Abate: "L'unione con la gente mi riempie il cuore. Belghali più forte di me..."
Andrea Carlino
Il Torino piega il Monza 3-2 e infila il terzo successo consecutivo in Serie A. A sbloccare il match è Fitz-Jim al 39', ma Varela riequilibra i conti al 47'. Nella ripresa i granata allungano con le reti di Belghali al 61' e Vlasic al 72', prima dello sfortunato autogol di Patterson in pieno recupero che fissa il risultato finale.
Di seguito le dichiarazioni rilasciate ai microfoni di DAZN dall'allenatore granata nel post-partita.
Parto da un dato abbastanza eclatante: erano sette anni e mezzo che il Torino non vinceva tre partite di fila in campionato. Questo è anche frutto del vostro lavoro e di una svolta arrivata probabilmente dopo la partita di Coppa Italia contro il Monza. Vorrei che ci raccontasse quanto è felice della performance di oggi, oltre a commentare questo dato piuttosto rilevante per i tifosi del Toro.
"Fa piacere questo dato, ma a me fa ancora più piacere la prestazione dei ragazzi di questa sera, perché hanno fatto veramente una buona partita. Sono solo un po' arrabbiato per i due gol subiti, nei quali possiamo sicuramente fare meglio".
Vado proprio su un dato: il Torino nelle prime sette partite aveva fatto nove gol e sette di questi erano stati realizzati dagli attaccanti. Oggi invece, a testimonianza del lavoro del gruppo che hai a disposizione, hanno segnato Vlasic, Belghali e Fitz-Jim, giocatori che vengono da dietro. Hai soluzioni diverse all'interno della partita e una rosa completa anche nelle individualità.
"Sono d'accordo, però tanto passa dalla voglia di voler fare la partita, di voler gestire la palla e di portare più uomini nella metà campo avversaria. È un percorso, piano piano stiamo creando questa mentalità e non dobbiamo smettere di pedalare nel quotidiano cercando il miglioramento continuo, senza sentirci appagati. Ci vuole grandissima umiltà. Ho dei ragazzi che sono come te, Jack: grandi lavoratori che spingono tutti i giorni, e per me è una fortuna avere dei ragazzi così".
Mister, giocherebbe nella sua squadra Giaccherini?
"Jack lo vorrebbero tutti gli allenatori, con me giocherebbe sempre".
La porto su un'immagine in particolare: quella finale della sua squadra sotto la Curva Maratona, con quel tripudio di alchimia e sensazioni positive per uno stadio che a febbraio cominciava a essere vuoto. Lei, che è nel mondo Torino da due-tre mesi, cosa prova a vedere queste immagini e cosa c'è nella sua testa nel vedere quello che è riuscito a fare in così poco tempo in un ambiente che era slegato, quasi rotto?
"Vedere queste immagini mi riempie il cuore. Il merito è solo dei ragazzi, perché lavorano con grande serietà: era uno dei nostri obiettivi ricreare quell'alchimia e quella connessione con la nostra gente, che sta apprezzando il fatto che questo gruppo gioca con il cuore. Non era facile, dopo l'arrivo di dodici o tredici nuovi giocatori anche stranieri, creare un legame e unirsi, ma nel calcio io credo tanto a questo aspetto. Al di là dell'aspetto tecnico-tattico, alla fine è un gioco di squadra dove ci vogliono sempre il cuore e l'anima nei novanta minuti".
Lei parla spesso di squadra e di gruppo, però non si può non parlare di questo ragazzo, Rafik Belghali, che ha segnato un gol strepitoso. Non ricordo Abate segnare da esterno dei gol del genere: cosa gli sta insegnando della sua esperienza per favorire la crescita a vista d'occhio di questo esterno?
"Ieri l'ho detto in conferenza, che Belghali è più forte di me, quindi avevo detto bene: sicuramente io questi gol non li facevo. È un ragazzo che ha qualità negli ultimi trenta metri, adesso piano piano sta mettendo dentro concetti difensivi e sta migliorando molto nello smarcamento e nella ricezione palla. È un ragazzo umile che lavora, ma così come tanti altri: questo è un gruppo per bene".






