Gavorrano, mister Buso a TLP: "Ci aspetta un ciclo di fuoco"
Il Gavorrano sta attraversando un buon momento, in questo periodo è al sesto posto. Dopo un periodo come tecnico delle giovanili della Fiorentina, Renato Buso è l’allenatore dei maremmani e lo sta facendo con buoni frutti. Il Gavorrano non era partito per un campionato di vertice, ma ora sente di poter puntare ai play-off, ma dipenderà tutto da come andrà il ciclo di fuoco che lo accompagnerà nelle prossime quattro partite. Buso però non potrà essere in panchina per sei turni: è stato infatti squalificato perché secondo il giudice sportivo avrebbe avuto intemperanze con arbitro e guardalinee (il Gavorrano a tal proposito dovrebbe fare ricorso). Intervenuto in esclusiva a TuttoLegaPro.com, il tecnico parla di questo episodio e anche del momento felice della sua squadra.
“I risultati per noi sono positivi, tra l’altro li stiamo ottenendo con una squadra piuttosto giovane - afferma Buso - quindi questo sesto posto ripaga il lavoro nostro e del direttore sportivo. È ovvio che la nostra è una compagine che, essendo giovane, può avere anche degli alti e dei bassi, che sono causati sicuramente dalla giovane età. Comunque i ragazzi hanno dimostrato di poter offrire delle buone prestazioni, tolto naturalmente il passo falso col Milazzo”.
Comunque il suo Gavorrano è in salute anche perché ha perso un’unica partita nel girone di ritorno, quella che appunto citava lei con il Milazzo.
“Sì, sappiamo però che per noi cominciano gli impegni più duri, perché già domenica a Chieti avremo uno scontro diretto, poi avremo Catanzaro, Perugia, la stessa Paganese, insomma, tutte squadre di un certo livello. Potremo capire solo in quel momento se ci meriteremo di stare nella nostra posizione: credo che comunque il Gavorrano come società e come ambizioni iniziali aveva l’obiettivo di rimanere in Lega Pro e probabilmente il risultato cercato è stato ottenuto. È chiaro che quando tu ti trovi nella prima parte del girone di ritorno in zona play-off puoi sognare, ma comunque devi lottare per rimanere in quella zona”.
Mister, lei era subentrato a stagione in corso a un suo collega. Quanto sente di aver trasmesso del suo a questo Gavorrano?
“Sicuramente Pagliuca aveva lasciato un buon gruppo: la squadra l’ho trovata pronta e preparata, quindi c’è merito dell’allenatore precedente. Molti giocatori formavano già l’ossatura a cui mi affido pure io, quindi sento di aver raccolto un’eredità ottima, e sono stato agevolato. I risultati sono arrivati ancora di più, ma è anche stata una crescita costante dei ragazzi, perché stanno dimostrando quella voglia di emergere che deve avere una squadra come la nostra”.
Comunque non è male questo attaccante Giordano Fioretti: 26 volte schierato, 24 gol.
“E’ un ragazzo con doti straordinarie Fioretti. Sta facendo un grande campionato, io comunque l’ho incoraggiato a migliorare, non dal punto di vista dei gol ma dal punto di vista della voglia di calcare palcoscenici più importanti. Fioretti ha tutto per poter giocare a ottimi livelli, è un classe 1985, e sta a lui la sua capacità di migliorare. Ogni tanto si assenta dalla partita e ricompare immediatamente nell’are per fare gol, ma nel calcio superiore deve migliorare in questo senso. Comunque ha grande velocità e grande qualità tecnica”.
Lei è ambientato da anni in Toscana, ma come si trova a Gavorrano?
“Benissimo. È una piazza che può far lavorare, e non è casuale che io abbia scelto Gavorrano: negli ultimi anni questa realtà si è ritagliata nel calcio un ruolo di grande rispetto. Magari c’era qualche possibilità in qualche altra piazza, ma probabilmente non ci sarebbero stati i presupposti per poter lavorare con serietà. A Gavorrano questa possibilità mi è stata data, al di là dei risultati anche per quello che riguarda l’obiettivo e il fatto che la società ti dà carta bianca su tutto. Il calcio secondo me deve essere anche autonomia, e deve anche essere la capacità di seguire l’allenatore”.
Avete una sequenza di quattro partite contro avversari difficili: Chieti, Vigor Lamezia, Paganese e Perugia. Avete per caso già fatto un conto dei punti da fare?
“No, sinceramente no. Nel senso che per me era importante che, dopo il primo tempo non giocato bene a Milazzo, la squadra mi desse una risposta, e contro la Vibonese questa risposta è arrivata in tutto e per tutto, perché ho visto cuore e determinazione. Sicuramente le quattro che affronteremo hanno più qualità di noi, ma siamo pronti e ce la giochiamo con lo stesso spirito messo in campo contro gli altri. Sono curioso anche io di vedere la risposta che offriranno i ragazzi, perché da queste partite si possono vedere la qualità, la personalità e anche la prospettiva”.
Comunque lei in panchina non ci sarà per via delle sei giornate che le sono state inflitte dal giudice sportivo. Cosa è successo?
“Sono sorpreso da quello che è stato scritto. Credo che siamo veramente alla fine del calcio: non ci sono più parole. Evidentemente c’è qualcosa che non va. Non ho insultato nessuno. È una delusione troppo profonda, pensavo che scherzassero. Ho detto al guardalinee di andare dall'altra parte perché dove stava andando c'era la porta del Gavorrano; inoltre non fa parte del mio bagaglio bestemmiare, e anche se fosse stato vero sei giornate sarebbero state troppe. Magari si è fatta confusione, ma lungi da me. Comunque, non è che debbano prendere provvedimenti su di me, dovrebbero prenderne su chi scrive certe cose”.
Mettendo da parte la rabbia, il suo accordo col Gavorrano scade nel giugno 2013, ma la prossima stagione cosa le piacerebbe fare, a prescindere da quello che sarà il risultato alla fine di questo campionato?
“A me piace allenare. Sono stato sempre nel mondo del calcio, e ho fatto parte dello staff della Fiorentina fino al giugno dello scorso anno, poi è successo quello che è successo, e sono stato fermo per due o tre mesi, cosa che non mi era mai successa, quindi era una situazione per me non facile da gestire. La mia passione è quella di allenare e trasmettere ai miei giocatori la mia idea del calcio”.


