Amoruso: "Bari in C? Rosa insufficiente. La società non ha voluto investire"
Lorenzo Amoruso, ex difensore cresciuto nel Bari e con più di 60 presenze tra il 1993 e il 1995, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com in merito alla retrocessione in Serie C dei Galletti.
Qual è stato, secondo te, il momento decisivo che ha portato il Bari alla retrocessione?
"Non c'è stato un momento, è stata tutta la stagione così. Già dall'estate scorsa si notava che era una squadra insufficiente non solo per i playoff ma anche per la salvezza. Infatti a gennaio ne sono stati cambiati tanti, forse anche inferiori a livello di qualità. La società non ha voluto investire".
La società ha commesso errori nella costruzione della rosa? Quali?
"Ci sono stati errori infiniti. L'allenatore all'inizio andava anche bene, ma se lo prendi con determinate caratteristiche, devi anche mettergli a disposizione una rosa adeguata, altrimenti diventa complicato. Questo è stato il problema. Gli errori sono stati molteplici".
C’è stato un giocatore o un reparto che ha deluso più degli altri?
"Il singolo non avrebbe fatto la differenza. Erano giocatori mediocri, squadra mediocre e società mediocre. Un singolo non avrebbe risolto i problemi. Non ci si è capito proprio nulla".
Cosa deve cambiare immediatamente per riportare il Bari competitivo?
"Tutto. Il problema è capire cosa la società ha intenzione di fare. La società ha lasciato il Bari senza dare una caratteristica ben delineata. Non ci sono stati investimenti. A Bari non c'è nulla. Ci si chiede anche perché i De Laurentiis hanno preso il Bari".
Secondo te, il Bari può tornare rapidamente in Serie B oppure servirà una ricostruzione lunga?
"Tornare in B sarà complicato, soprattutto se non ci saranno gli innesti giusti. E molto dipenderà dalla proprietà. La C è difficile e complicata, con nomi importanti. Occorre una squadra con giocatori che abbiano voglia. Tutto deve partire dalla società, altrimenti la risalita sarà difficile".
A chi attribuisce la colpa: alla proprietà? E a chi chiede la cessione cosa rispondi?
"Le colpe vanno redistribuite. È chiaro che la società ha più colpe, ma tutti hanno la propria percentuale".
Dopo una stagione così fallimentare, chi si assume davvero la responsabilità della retrocessione?
"Chi ha gli attributi, chi ha personalità. Ma la vedo difficile che qualcuno se l'assuma. Io auguro al Bari e alla città che possa arrivare una nuova proprietà".
La società ha mai creduto davvero nel progetto Bari?
"Non c'è mai stato un progetto, anzi ci si chiede perché è stato preso. Parlare di progetto è impossibile. C'è tanta amarezza e tanto dolore calcisticamente parlando. La città ha sempre risposto e aiutato la squadra. Bari è attaccata ai colori ma non c'è stato rispetto".
Ritiene che alcuni giocatori abbiano mollato mentalmente nei momenti decisivi?
"Esistono le categorie e quelli che aveva il Bari non erano di categoria superiore ma forse neppure di Serie B. La classifica non mente: i valori sono quelli e i giocatori non erano idonei".






