San Marino, capitan Poletti resta
Una serie di richieste anche da società di categoria superiore. Ma Davide Poletti, capitano classe 1981 del San Marino, 13 gol in 50 partite nelle ultime due stagioni, in esclusiva al nostro sito TuttoLegaPro.com vuole fare chiarezza sul suo futuro e mettere a tacere una serie di voci di mercato. L’esterno mancino nativo di Ferrara è diretto: “Giovedì scorso – attacca Poletti – mi sono incontrato col presidente Danilo Pretelli ed abbiamo trovato un’intesa sui premi per la squadra e sul mio futuro. Sono due anni che sono a San Marino e voglio prolungare questa mia permanenza quanto più possibile. Così come è successo per Lapadula e D’Antoni, anche per me, fa piacere che ci siano queste voci. Ma si tratta solo di pettegolezzi. La società sta facendo di tutto per aiutarci e accompagnarci in questa cavalcata ed ora che abbiamo raggiunto il primo posto, vogliamo, tutti insieme, giocare queste sei finali per conquistare il nostro ambito traguardo”.
Duro e chiaro, come in campo Poletti: “Nell’ufficio del presidente – continua a Poletti – ci è stato ribadito che sia io, sia gli altri ragazzi, a cominciare dalla nostra colonna difensiva Alessandro Fogacci, siamo confermati. Siamo andati insieme dal presidente e le cose sono andate così. Nessun segreto o contratti firmati. Non ci sono i moduli e non abbiamo potuto firmare. Tutto qua. Ora da questo momento in poi, vorrei parlare solo di calcio e non mi sembra corretto ribadire e confermare quanto vado dicendo da mesi. Sono il capitano del San Marino. L’intesa c’è, resto qua e amen. Avremmo tempo e spazio per divertirci quest’estate. Domani c’è la Valenzana e tutte queste “menate” (ndr. sorride ma è proprio questa l’espressione del capitano) mi sembrano essere tirate ad arte per distrarci dal nostro comune obiettivo. Anche voi giornalisti, ma non è una critica al vostro sito che anzi è molto corretto e si attiene rigorosamente ai fatti, preferite riempire pagine e pagine su fantomatiche trattative e non pensare al rettangolo di gioco. L’unico che conta, per me, i compagni e la società”.


