Teramo, il ds Di Giuseppe a TLP: "La nostra rosa è futuribile. Faremo bene anche tra i Pro"
Al comando in solitario del girone F di Serie D dalla quinta giornata fin al termine del torneo, miglior attacco con 85 reti e miglior difesa del raggruppamento con 27 gol al passivo, con ancora una gara da disputare, questo è il Teramo di Cappellacci che si è ampiamente meritato il ritorno in Lega Pro, categoria abbandonata quattro anni fa. Era infatti il luglio del 2008 quando il Teramo fallì e fu quindi radiato dai campionati Professionistici. I "Diavoli d'Abruzzo" furono costretti a ripartire dalla Promozione regionale e da lì iniziò la scalata culminata domenica 29 Aprile con la matematica riconquista del Professionismo. In questa stagione dopo un girone d'andata strabiliante con ben 16 risultati utili consecutivi e toccati anche i 12 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, nel finale ai biancorossi è venuto il cosiddetto "braccino", complici qualche pareggio e sconfitta inaspettata. Si è dovuto attendere solo la penultima giornata per stappare lo champagne.
Tuttolegapro.com ha contattato in esclusiva il direttore sportivo dei teramani, Marcello Di Giuseppe, per tracciare un bilancio sulla stagione che va felicemente concludendosi e sui progetti futuri.
"Il torneo di Serie D lo ritengo il più difficile, dato che solo la prima è automaticamente promossa e i Playoff portano vantaggi solo fino ad un certo punto: l'allontanamento dalla vetta può creare malumori e problemi, difficili da digerire, quando il progetto iniziale è importante. Il nostro era un girone molto competitivo con piazze e società blasonate come Ancona e Sambenedettese, ma anche Civitanovese, Atletico Trivento e Jesi".
Numeri da prima della classe, quale il segreto di questa splendida annata?
"Dall'inizio della stagione c'era la voglia di fare bene. Tutte le componenti hanno funzionato nella giusta maniera, ma grandi meriti vanno al Presidente che, dopo la delusione della stagione passata, ha messo in campo notevoli sforzi economici. Abbiamo avuto molto coraggio, fondamentale è stato cambiare radicalmente la rosa dello scorso campionato, eccetto Arcamone, unico calciatore sopra i trent'anni, e Borrelli.La nostra è una squadra composta da giocatori futuribili che ci ha permesso di vincere la Serie D, ma ci da buone basi anche per la Lega Pro".
Centrato l'obiettivo ora inzierete a programmare il futuro.. Sarà Roberto Cappellacci il mister anche per la prossima stagione?
"C'è stato un pour parler. Sia io che Roberto (Cappellacci, ndr) non abbiamo ancora messo nero su bianco, ma credo ci sia la volontà per continuare. C'è da sedersi a tavolino per sposare il progetto. A livello di staff tecnico le prossime settimane saranno fondamentali. Per quel che riguarda la rosa attendiamo input dalla Lega Pro, dato che si vocifera che la riforma dei campionati, prevista per il 2013, possa essere anticipata".
Ci può segnalare qualche avversario che l'ha favorevolmente colpita?
"Guarda ti do tre-quattro nomi... Come giovani: Massimiliano Trillini, un '92, della Civitanovese e il portoghese del '91, un nostro ex, Costa Ferreira dell'Ancona. Un pò più scafato, Napolano, centrocampista classe '88 della Samb".


