Forlì, mister Bardi a TLP: "Sarà un'altra stagione divertente sia per il pubblico che per i giocatori"
Il Forlì torna a calcare il palcoscenico della Lega Pro dopo cinque anni di assenza. Grandi artefici della rinascita dei galli con caveja è il binomio diesse Sandro Cangini e mister Attilio Bardi, forlivense doc (nativo di San Piero in Bagno), che siede sulla panchina biancorossa da tre stagioni e si appresta ad ingranare la quarta. Dopo le ottime prove ed il buon gioco proposto in Coppa Italia contro Bellaria e Giacomense domani al "Morgagni", per il primo impegno di campionato, i romagnoli se la vedranno con una nobile decaduta di tutto rispetto qual'è il Mantova di Sauro Frutti. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva l'allenatore dei "Galletti" per le ultime news a poche ore dall'esordio in campionato.
Tempo fa disse che un tecnico completo dovrebbe adottare una fase offensiva come quella proposta da Zeman e una difensiva come Fabio Capello o Josè Mourinho... Lei che allenatore è?
"Mi piace Zeman e propongo un calcio offensivo, ma senza tralasciare la fase difensiva: il mio gioco è inteso come un collettivo dove la parte offensiva dipende da una buona fase difensiva. Certo è che un allenatore sarebbe il top se fosse un vero mix tra Zeman e Capello".
Quale schema di gioco adotterà nel Suo ritorno in Lega Pro?
"Da dieci anni propongo un 3-4-3, ma sia chiaro che non sono un integralista del modulo. Con il ds Cangini cerchiamo giocatori che ben si adattano a questo schema. Per ora abbiamo raccolto diverse soddisfazioni: vedere giocare le mie squadre in genere è divertente, le dirò, anche per i giocatori".
Lei ha già allenato in questa categoria il Boca San Lazzaro e il Rovigo qualche anno fa, che ricordi ha di quelle stagioni non tanto felici?
"La Lega Pro è sempre stata una categoria molto impegnativa, ai tempi però non c'era l' "obbligo" dei giovani. Furono stagioni difficili per diversi motivi: con il Boca San Lazzaro ebbi molte discrepanze con la società riguardo cessioni e acquisti, mentre a Rovigo subentrai in corsa e sa... Non è mai una cosa facile".
Quest'estate ha ricevuto proposte di lavoro da altri club?
"Sì, qualche club di Lega Pro mi ha cercato, ma sono troppo legato a Forlì e a questa squadra. Ho voluto fortemente rimanere: la società è seria e qui si può lavorare al meglio".
Passiamo al Suo Forlì.... Che rosa ha a diposizione?
"Era già una buona rosa di partenza che abbiamo integrato con giovani di valore quali ad esempio Arrigoni e Filippi del Cesena. Poi sono arrivati, con più esperienza, uomini come Sabato e Ginestra. Inoltre puntiamo anche su giocatori che abbiamo prelevato dall'Interregionale quali Alex Buonaventura e Oggiano e su nostri giovani come Bergamaschi e Sampaolesi".
Cosa ne pensa dei tanti giovani che il format Lega Pro "impone"?
"Il mio parere è che le società devono puntare su giovani di qualità, ma non ci deve essere l'obbligo di schierarli, come accade in Serie D dove se non lo fai perdi la gara a tavolino. E' un problema anche in Lega Pro dove per arrivare ai contributi, su cui molte società vivono, non si ha l'obbligo, ma bisogna metterli in campo per forza. Il mio parere è che il giovane deve essere cresciuto gradualmente, altrimenti è tutta una forzatura".
Da un giorno si è chiuso il calciomercato... Avete confermato buona parte della rosa che ha vinto la Serie D, sono arrivati tasselli d'esperienza e giovani interessanti... Soddisfatto del mercato?
"Sì, soddisfatto. Abbiamo scelto pedine importanti per la nostra filosofia e non mi riferisco solo all'aspetto tecnico-tattico".
Qual è il vostro obiettivo stagionale?
"Abbiamo il compito di fare bene domenica dopo domenica con voglia e determinazione. Dobbiamo essere propositivi e creare un gruppo forte e coeso per raggiungere la salvezza il prima possibile, poi se venisse qualcosa in più tanto meglio".
Qual è il Suo pensiero sul vostro girone?
"E' un raggruppamento equilibrato e non facile, con tante squadre importanti".
Quali sono le squadre più attrezzate per il salto di categoria?
"Credo che Venezia e Rimini siano le più accreditate per vincere il campionato. I lagunari perchè, avendo un budget elevato, non sfrutteranno la regola degli Under e punteranno su un gruppo di gente esperta che conosce bene la categoria, mentre i romagnoli vengono da una buona stagione e, avendo cambiato poco e aggiunto quel che gli mancava, potranno dare veramente fastidio".
Domani l'esordio sarà con il Mantova... Ci può dire qualcosa sui virgiliani?
"Sono una bella squadra con giocatori di categoria, poi è la prima di campionato e a maggior ragione dovremo essere ancora più attenti".


