ESCLUSIVA TLP - Calcagno (A.I.C.): "D'accordo con la riforma. Basta con l'obbligatorietà. Garantiremo il vero professionismo"
Garantire un futuro alla Lega Pro e ai suoi calciatori. Questa la missione che Lega e Assocalciatori stanno portando avanti attraverso la riforma dei campionati. A confermarlo e ad approfondire la questione in esclusiva a TuttoLegaPro.com è Umberto Calcagno, vice-presidente vicario dell'A.I.C. Ex giocatore, tra le altre, di Barletta, Giulianova e Rimini, vanta anche uno scudetto con la Sampdoria nella stagione 1990/91.
Il primo punto affrontato riguarda l'alto numero di giovani presenti nella Terza Serie, spesso "approfittando" dei contributi sugli under. "Abbiam sempre parlato di una generazione di ragazzi che in questi anni hanno giocato in Lega Pro senza avere un futuro da professionisti. Credo che il direttore Ghirelli, nella sua intervista sulla riforma dei campionati (LEGGI QUI), parli proprio di questi ragazzi che probabilmente non sarebbero mai arrivati in questa categoria se le regole fossero state diverse. Noi non contestiamo che la Lega Pro sia formativa per le nuove generazioni di calciatori ma non eravamo d'accordo con le regole che vedevano la loro obbligatorietà sui campi. Con la Lega siamo riusciti a trovare l'accordo per l'abolizione di tali norme e questo porterà un aumento della qualità di chi scende in campo, consentendo a chi ha più talento di poter giocare, al di là di determinate classi di età".
Sempre Ghirelli ha ammonito i calciatori a trovarsi un altro lavoro se dopo i 23 anni saranno ancora in Lega Pro. Ecco come la pensa Calcagno. "A nostro modo di vedere, con il ritorno completo alla meritocrazia, non ci saranno, come in passato, forme di discriminazione verso gli over23. Le parole di Ghirelli sono probabilmente legate alla congiuntura economica: è molto difficile ipotizzare oggi una carriera di quindici anni tutta in Lega Pro, come capitata a me e ad altri della mia generazione".
La speranza è la riforma dei campionati, nata grazie all'accordo tra Lega e A.I.C. "Abbiam concordato con la Lega la nascita di una sola divisione perché la Lega Pro, più di altre, ha sofferto la crisi economica. E' un modo per rilanciarla, dando la possibilità di accedere direttamente alla Serie B. Posso dire che da un anno e mezzo andiamo molto d'accordo con la Lega per quanto riguarda le prospettive future, dalla firma dell'accordo collettivo in poi. Con le nuove norme di ammissione ai campionati e i controlli sui budget avremo società più sane. La nuova Lega Pro avrà meno squadre ma migliori sotto questo profilo. La verità è che oggi molti calciatori che pensano di essere professionisti non lo sono perché si trovano in società che non pagano gli stipendi già da inizio campionato, strutture organizzative non degne di stare in un panorama professionistico. Miriamo a diventare più simili alla Serie B che non alla Serie D".
A proposito di Serie D secondo molti esperti le due categorie sembrano essersi capovolte. "Credo che l'Interregionale oggi abbia grande risalto perché molte nobili decadute ripartono da lì per poi tentare di nuovo la scalata. La Lega Pro deve sicuramente recuperare grandi piazze ma sempre ricordando, ed è un discorso già partito da tempo con le licenze nazionali, che le società dovranno essere perfette dal punto di vista economico. Le 60 squadre creeranno un grande interesse, non ci sarà più il pericolo di vedere team che iniziano la stagione sapendo di non poterla finire. Dobbiamo smetterla di permettere a queste società di poter inquinare i nostri campionati. A questo servono le nuove norme. Questo non significa che le i piccoli centri non potranno far parte della nuova Lega Pro. Se saranno solidi e pronti per la categoria anche il loro contributo sarà prezioso".
In chiusura il vice-presidente dà la sua previsione sul futuro. "Il prossimo anno sarà molto difficile per tutti ma già fra due stagioni vedremo i benefici con campionati interessanti e ben organizzati. I dati dicono che la qualità in questi anni è scesa. Il nostro obiettivo sarà quello di risollevarla. Non so dire quante squadre tra quelle che oggi compongono la Lega Pro sopravviveranno: avere fidejussioni a 600 mila euro e parametri patrimoniali che verranno aumentati nel triennio del 60 %, metteranno a dura prova le società. Anche i ripescaggi serviranno a trovare team seri pronti a partecipare alla nuova Lega Pro. Non so come andrà a finire ma qualsiasi cosa accada avremo reso un buon servizio a società e calciatori: i controlli garantiranno maggiore tranquillità".


