Aversa Normanna, Spezzaferri a TLP: "La Lega Pro al sabato? Buona idea"
Da circa dieci anni Giovanni Spezzaferri è il presidente dell'Aversa Normanna e con lui al timone di comando, la città di Aversa ha raggiunto il suo massimo splendore arrivando nel professionismo per la prima volta nel campionato 2007/08, dopo una splendida cavalcata (quell'anno vinse anche lo scudetto dei dilettanti) nel campionato di Serie D, posizionandosi davanti al Barletta. In tempi di crisi economica, per una città così vicina a Napoli, avere una squadra che gioca nei Pro è un motivo di vanto. I costi di gestione di un club a questi livelli sono elevati, ma la passione che contraddistingue il massimo dirigente normanno, fa si che la sua società sia sempre tra le più puntuali nei pagamenti dei propri tesserati.
Imprenditore nel campo dell'edilizia, si mostra come persona molto gentile, Spezzaferri ha il calcio nel sangue e vive le vicende della sua piccola realtà con il trasporto di un padre nei confronti di un figlio. In questa intervista esclusiva concessa a TuttoLegaPro.com, il numero uno granata si concede con piacere e mostrando un'umiltà spesso poco avvezza a questi livelli.
Presidente, partiamo dall'attualità: Nicola Romaniello.
"Purtroppo si era arrivati ad un punto in cui non potevamo più rinviare e c'era bisogno di dare una scossa alla squadra e all'ambiente, così abbiamo deciso, a malincuore, di separare le nostre strade. Nicola (Romaniello, ndr) è un aversano doc e la decisione l'abbiamo presa di comune accordo con lui, anche a causa di suoi problemi personali".
Al suo posto c'è il ritorno del "figliol prodigo" Raffaele Sergio.
"E' vero (sorride, ndr), con mister Sergio ci siamo sempre lasciati e ritrovati con enorme soddisfazione da parte di entrambi. Nell'anno della storica promozione nei Pro abbiamo incrociato le nostre strade e lui, dopo aver sostituito Boccolini ci portò dritti alla Lega Pro. L'anno dopo dovette tornare in corsa, al posto di Cioffi e ci salvammo alla grande. Con il mister c'è sempre stata enorme stima".
Passiamo a Gragnaniello. Ci sono state voci di un suo addio a gennaio.
"Non se ne parla nemmeno. Purtroppo di questi tempi, con l'avvicinarsi di gennaio e la riapertura del mercato iniziano a girare voci strane, compreso il fatto che il nostro estremo difensore graverebbe di molto sul nostro budget. Niente di più falso, poichè il suo ingaggio rientra ampiamente nel nostro capitolo spese. Vi posso assicurare che Gragnaniello è il nostro portiere, anzi le dirò di più: tra i pali e in attacco siamo coperti".
Ad esempio sugli under?
"Si in questo caso non posso che confermare quello che mi chiede. Sugli esterni ci muoveremo sicuramente, sul mercato degli under in primis, anche a causa dell'infortunio di lungo corso occorso ad Avagliano, poi ultimamente ha avuto un problema anche Iovene. Adesso quello che ci preme maggiormente è concludere con profitto queste ultime due partite (oggi contro l'Hinterreggio al "Bisceglia", sabato 22 dicembre al "Fattori" contro L'Aquila), poi ci siederemo al tavolo con l'allenatore e vedremo di cosa abbiamo bisogno".
Lei ha preso la società granata circa dieci anni fa, portandola dalla Promozione al professionismo. Di sicuro la figura di Giovanni Spezzaferri rimarrà alla storia del club normanno. Cosa prova?
"Sicuramente tutto ciò è motivo di enorme soddisfazione e mi inorgoglisce non poco. Di questi tempi investire nel calcio non è il massimo della vita, ma la passione che mi lega alla mia città fa si che si possa portare avanti questa quinta stagione tra i professionisti. Abbiamo fatto un lungo tragitto ma ancora non abbiamo terminato: c'è da conquistare la salvezza adesso".
Senta presidente, l'Aversa Normanna si distingue per le sue iniziative volte ad avvicinare la città alla propria squadra. Ce ne vuol parlare?
"In un momento particolarmente difficile, a causa della crisi economica che morde in maniera molto dura, noi abbiamo pensato che invece di attendere le persone perchè vengano allo stadio, di andare controcorrente e di avvicinarci a loro. In vari modi, con iniziative volte alla sensibilizzazione delle stesse e puntando a fargli scegliere la squadra della propria città. Aversa conta un bacino di utenza, comprendendo l'hinterland, di quasi duecentomila persone. Noi dobbiamo cercare di spostarne una parte verso il nostro brand".
Le ultime iniziative volte a debellare la violenza negli stadi, hanno portato, tra le tante, all'adozione della Tessera del tifoso. Questo strumento invece di fidelizzare i tifosi, li sta allontando sempre più dagli stadi e in Lega Pro questo problema si vive maggiormente, con impianti sportivi desolatamente vuoti. Lei è consigliere di Lega uscente, quindi le vogliamo chiedere quali iniziative ha o intende presentare per cercare di riavvicinare le persone al calcio di Lega Pro?
"Io ho presentato un'idea riguardo al fatto di giocare la domenica pomeriggio alle ore 18. Dobbiamo entrare nell'ottica che la serie A ci sta completamente prosciugando gli spettatori. Noi paghiamo ancora di più questo problema, avendo la città di Napoli a due passi".
TuttoLegaPro.com ha presentato in varie occasioni l'idea di far giocare la Lega Pro il sabato pomeriggio, proprio per evitare la concomitanza con la massima serie. Sempre in questo ambito, siamo andati anche oltre, pensando a qualcosa di clamoroso e inedito per l'Italia, con la creazione di un "90° minuto Lega Pro" già il sabato sera. Lei crede che sia solo un'utopia di noi innamorati di questo mondo?
"Non credo sa!? L'idea in sé non è male. Di sicuro la Lega Pro, questo è innegabile, negli ultimi anni grazie all'impegno di Macalli, al vicepresidente Pitrolo e il Direttore generale Ghirelli, ha fatti grossi passi avanti in questo senso. E' anche vero che ancora c'è molta strada da fare e vogliamo cercare di essere la punta di diamante di un calcio italiano che sta vivendo un momento di difficoltà anche a livello di immagine".
Se dovesse essere rieletto, lei se la sente di perorare la causa della Lega Pro al sabato come proposto da TLP?
"Confermo che prenderò questo impegno, perchè questa idea mi piace e spero di riuscire a portarla a compimento".


