L'Aperitivo di TLP: Daniele Tacchini (Carpi) - Emanuele D'Anna (Benevento)
Anche questa settimana torna puntuale l'appuntamento con lo spazio denominato "L'Aperitivo di TLP". Nato quasi in sordina, sta cominciando a guadagnarsi il vostro consenso e noi non possiamo che essere soddisfatti di ciò. Prima di passare alla presentazione dei nostri nuovi ospiti, vi diamo una breve infarinatura su ciò che tratta questo spazio, per le persone che per la prima volta si imbattono in questa pagina del nostro portale, TuttoLegaPro.com appunto.
Ogni settimana scegliamo due personaggi del mondo della Lega Pro e a loro rivolgiamo 5 domande, uguali per entrambi. Non saranno sempre quesiti riguardanti l'attualità calcistica, ma cercheremo di spaziare su molti temi, spesso anche pungenti e scomodi, per dare un'immagine diversa di uomini, che spesso sono ingessati dentro un ruolo che li rende quasi prigionieri di un sistema sempre uguale. Noi, in questo contesto cerchiamo di uscire fuori dagli schemi e non sempre le risposte sono così scontate. Anzi. E proprio da questo spirito "oltre" che abbiamo scelto questo titolo per la nostra rubrica.
Al bar, davanti ad un aperitivo si è solito sciogliersi e chiacchierare di argomenti che durante la settimana, immersi come si è nei pensieri del calcio, non osi nemmeno pensare. Noi vogliamo proprio ricreare questo clima, uscendo appunto, fuori dalle domande canoniche.
Gli ospiti di questo nuovo appuntamento sono agli antipodi, come sempre capita in questo spazio. Daniele Tacchini, allenatore del Carpi ed Emanuele D'Anna, capitano del Benevento. Il motivo di questa scelta è molto semplice e ci viene in aiuto Adriano Celentano, il quale qualche anno fa divise il mondo tra "rock" e "lento".
I biancorossi romagnoli, dopo aver chiuso il 2012 in testa alla classifica, hanno iniziato il nuovo anno con un rendimento deficitario (un solo punto in cinque partite), mentre i sanniti grazie all'arrivo del nuovo allenatore Gudio Carboni, hanno impresso un ruolino di marcia completamente diverso al loro campionato e infilato tre vittorie di seguito. Inoltre D'Anna, domenica scorsa (10 febbraio) ha anche collezionato la sua centesima presenza con la casacca giallorossa, motivo in più per farlo partecipare a questo spazio. Per le risposte del capitano del Benevento, intendiamo qui ringraziare la collega Sonia Iacoviello per la collaborazione alla riuscita dell'intervista al giocatore.
1) Meglio il viaggio o l'arrivo?
Tacchini (Carpi): "Meglio il viaggio. Ti aiuta a pensare a cosa potresti trovare una volta che il tragitto si è concluso. Mentre l'arrivo è una conclusione e ti perdi tutto il sapore del percorso".
D'Anna (Benevento): "Senza dubbio l’arrivo. Il viaggio in alcuni casi è sinonimo di tensione, per cui preferisco pensare ad un arrivo sicuro rispetto ad un percorso magari imprevedibile".
2) Credi più nel pessimismo della ragione o nell'ottimismo della volontà?
Tacchini: "Sono un'ottimista di natura, quindi credo più all'ottimismo della volontà. Penso che la vita sia un dono e va trattata con rispetto. E poi come dice il detto: la volontà muove il mondo".
D'Anna: "Mi ritengo una persona ottimista e di conseguenza nel momento in cui devo affrontare le difficoltà, cerco sempre di guardare avanti in modo positivo".
3) Venisse approvata dal prossimo parlamento una legge sull'eutanasia, saresti d'accordo?
Tacchini: "Per principio sarei scettico, perché in certe situazioni devi trovarti dentro per poterti fare un pensiero ed è difficile comprendere a fondo il problema, proprio perché da esterno non è semplice fare un analisi completa".
D'Anna: "Dipende dalla situazione, a volte ci sono casi davvero estremi, dove si è consapevoli che non ci sarà mai nessuna via di uscita. Credo ad ogni modo che bisogna imparare a rispettare la volontà di chi la chiede in piena coscienza, ma in ogni caso è senz’altro una decisione difficile da prendere".
4) Marcello Lippi una volta, riguardo all'omosessualità nel calcio disse: "Se qualche calciatore mi confessasse di essere gay, gli direi di vivere a pieno questa realtà e, con intelligenza, di non farsi condizionare e di non modificare i suoi atteggiamenti con i compagni. Per finire, gli suggerirei di essere ligio alla sua professione e di fare ciò che vuole nella sua vita privata".
Se sapessi di avere un compagno - nel caso di mister Tacchini, un proprio giocatore in rosa - omosessuale in squadra, come vivresti la situazione?
Tacchini: "Penso che un giocatore nel suo privato debba poter fare ciò che ritiene più opportuno, mentre io nel ruolo che ricopro devo giudicare il professionista per quello che fa sul campo. L'importante lui svolga il suo compito con il massimo impegno come sempre. La situazione - venendo alla sua domanda - la vivrei con la massima serenità, non ci vedo nulla di problematico".
D'Anna: "L’omosessualità può fare scalpore nel mondo del calcio, soprattutto perché è un ambiente prettamente maschile, ma credo che solo in Italia ancora non si è pronti ad affrontare certe situazioni. A parte tutto, sono d’accordissimo con il tecnico Lippi, perché ognuno deve vivere come vuole, in piena libertà, soprattutto per quanto riguarda la vita privata".
5) Nell'epoca delle tv e delle moviole, dell'eccesso, della sovraesposizione e della pornografia mediatica, secondo te è ancora possibile raccontare il calcio come una favola?
Tacchini: "Il calcio è un gioco e come tale sarebbe bello rimanesse, ma non possiamo negare che questo sport ha mosso interessi economici enormi che ne hanno deturpato in parte la bellezza e la favola che è nella sua domanda. Per fortuna, quelli che hanno fatto la storia del calcio sono persone che lo hanno vissuto come un sogno. Mi ritengo una persona sognatrice e voglio ancora vederci la favola dietro ogni storia che questo sport riesce a trasmettere".
D'Anna: "E' sicuramente un'epoca estrema, ma basta non lasciarsi travolgere più di tanto. Bisogna avere sempre dei valori nella vita e soprattutto tanto rispetto verso gli altri. Per quanto mi riguarda posso solo dire in tutta tranquillità che il calcio, quello vero, esiste ed è bello, e lo dico perchè lo vivo con tutto me stesso, è il mio mondo. C'è da dire che forse tanti giovani pensano che sia solo una "favola" bella, ma è giusto che sia così, l'importante però è come si vive. Per continuare ad essere un mondo migliore però, bisogna avere sempre intenzioni serie e positive".


