1^ Divisione, la neve non copre i mali del Como
"Aspettiamo che la neve riprenda a scendere e martedì riprenderemo il lavoro" la chiosa finale, pacata e quasi rassicurante, di un dirigente del Como intervenuto ad una radio locale per commentare una pesante sconfitta interna degli azzurri contro un Feralpisalò ben organizzato da Remondina. E invece no. Perchè bastano 120 minuti dal fischio di chiusura dell'arbitro Sig. Serra per consegnare la squadra lariana ad una nuova conduzione tecnica, con un comunicato-lampo sul sito della società. Via Paolucci, ci provi Colella a salvare la squadra.
Senza Marchi in difesa il tecnico locale ridisegna per l'ennesima volta il pacchetto arretrato, con il redivivo Benvenga sulla destra e il ri-lancio di Ambrosini al centro a far coppia con Migliorini. Il derby dell'esperienza a centrocampo viene vinto da Giampà su Ardito, mentre senza sorprese è l'attacco, con Schenetti, Tremolada e A.Donnarumma a supporto di Mendicino. Mister Remondina -di cui si ricordano ancora in provincia gli echi della trionfale cavalcata della Canzese in serie D nella stagione 2004-05- rimpiazza lo squalificato Tantardini con Caputo, mentre il duello per la maglia numero 9 tra Montini e Miracoli viene vinto dal primo.
Siamo già a fine febbraio ma ancora nevica forte intorno al Lario, con Brunate e Bisbino nascosti dalle nuvole. Siamo solo a febbraio ma è già spareggio salvezza tra Como e Feralpisalò, appaiati a quota 25 punti. I primi partono con ritmo apprezzabile che fruttano alcune conclusioni interessanti, come un diagonale di Daniele Donnarumma al 2' e una deviazione di Branduani in corner su conclusione di Mendicino al 16'. L'impressione netta che si coglie dagli spalti è però quella di un Como troppo leggero in questo pantano, troppo lezioso sulla trequarti e troppo confuso davanti al portiere ospite. La proprietà di palleggio, del resto, non ha pagato nel corso della settimana in un match (e in uno stadio) di ben altro valore: figurarsi se può servire e portare risultato a questo Como che lascia intravedere del potenziale ma che, per un motivo o per l'altro, resta troppo frequentemente a mani vuote. Così, segnalato l'infortunio di Malgrati al 36', le squadre vanno negli spogliatoi insieme ai rimpianti lariani. Volere non è potere.
Uno-due. Destro-sinistro. Serratissimo -e dolorosissimo- il doppio vantaggio ospite pochi minuti dopo la ripresa delle ostilità. Puntuale come una bolletta telefonica ecco le ingenuità difensive comasche: al 50' Berardocco coglie una seconda palla (di Daniele Donnarumma) e infila da fuori Perucchini che, nella circostanza, non può fare granchè. Cinque minuti più tardi ecco il gol su calcio d'angolo di Magli, bravo a svettare di testa e a fissare lo 0-2. Che Magli fosse un buon difensore centrale il pubblico del "Sinigaglia" lo aveva apprezzato nella stagione 2010-11, non che fosse un grillo in area avversaria. Anche questo, forse, spiega una delle due ombre che da un po' tolgono brillantezza al progetto azzurro: la difesa, spesso decimata, a volte data per guarita (Migliorini ad ogni modo sembra l'acquisto "di riparazione" più azzeccato), troppo spesso protagonista di errori di approssimazione. L'altra ombra, sempre nota, è una quantità troppo bassa di palloni lavorati e realmente giocabili dalle punte. Ne aggiungiamo, oggi, una terza, e qui Paolucci non c'entra: la possibilità che qualcuno non stia onorando nei migliore dei modi una maglia che -fino a prova contraria- ha una dignità e una storia che va ben oltre le annate sfortunate di un singolo atleta. E, se la storia è una materia indigesta, resta comunque la responsabilità di portare il proprio mattone nel lavoro di tante persone all'interno dei quadri societari che, a vario livello, stanno cercando di portare la squadra vicina alla città con tante iniziative interessanti. Senza dimenticare il pubblico, la cui passione va sempre oltre il prezzo del biglietto: oggi, in relazione alla temperatura polare, sembrano davvero tanti i 772 inguaribili lariani.
Meglio concludere con una nota positiva. Sempre apprezzabili le squadre di Remondina, sempre in pole-position nei conclavi lariani sulla guida tecnica ma alla fine mai realmente al timone della barca azzurra. Squadra compatta, umile e brava nelle ripartenze. Sì, questo Feralpi ha le carte in regola per una salvezza tranquilla.
COMO-FERALPISALÒ 0-2
COMO (4-2-3-1): Perucchini; Benvenga (dal 81' Gammone), Ambrosini, Migliorini, D. Donnarumma; Giampà, Verachi (dal 60' Verachi); Schenetti (dal 60' Cia), Tremolada, A. Donnarumma; Mendicino. A disp.: Micai, Schiavino, Ardito, Scialpi. All.: Paolucci
FERALPISALÒ (4-3-3): Branduani; Caputo, Leonarduzzi, Malgrati (dal 34' Magli), Cortellini; Fabbris, Castagnetti, Berardocco; Bracaletti, Montini (dal 81' Miracoli), Montella (dal 65' Savoia). A disp. Gallinetta, Ilari, Finocchio, Tarana. All.: Remondina
ARBITRO: Sig. Serra della sezione di Torino coadiuvato dai Sigg. Mariani e Berti.
MARCATORE: 50' Berardocco (F), 56' Magli (F)
NOTE: pomeriggio molto freddo con nevicate nel primo tempo e negli ultimi minuti dell'incontro, terreno pesante. Ammoniti Giampà (C), Leonarduzzi (F), D.Donnarumma (C). Angoli 5-8. Recupero 2'pt. + 3'st. Spettatori 772 per un incasso di 6343 €.


