Bassano, Ferretti a TLP: "La tripletta? Pensare che a gennaio stavo per andarmene. Non mi interessa segnare, preferisco vincere"
Uno sblocco col botto. Daniele Ferretti, 26 anni, domenica ha bucato la rete della Giacomense per tre volte. Un risultato inusuale, soprattutto per un attaccante atipico come lui. Abituato a correre tanto, da esterno e seconda punta, è il classico folletto che in rete ci manda gli altri. Nel Bassano Virtus, in quella che per lui è la seconda stagione, non aveva ancora trovato la via del gol.
Cosa che, in realtà, non sembra mai essergli pesata, come rivela in esclusiva a TuttoLegaPro.com. "Realizzare una tripletta è stata una gran bella cosa, devo ammetterlo. Sono contento di aver segnato dopo un inizio campionato poco felice, ma già adesso non ci penso più. A Bassano non mi interessa segnare, voglio che la squadra salga di categoria. Siamo in buona posizione per i play-off ma il secondo posto è ancora alla nostra portata. Non dipende, purtroppo, solo da noi: là in alto le prime due dovrebbero smetterla di correre".
Eppure la soddisfazione della tripletta è tanta, soprattutto perché Ferretti la maglia del Bassano non doveva più indossarla. "E' vero, a gennaio ero a un passo dall'addio. Giocavo poco e sentivo di poter dare di più. Poi son rimasto, non ho mollato e grazie al grande lavoro sono riuscito a ritagliarmi il mio spazio. Giocare in attacco qui non è per niente facile, ci sono giocatori di grande valore come Berrettoni ma non solo".
La gavetta è stata il segreto del folletto abruzzese (168 centimetri). "Ho giocato per cinque anni in Eccellenza in una squadra importante come la Civitanovese, conquistando anche una promozione". Dove ha conosciuto, per sua fortuna, un grande allenatore che, con Gigi Simoni vanta il maggior numero di promozioni. "Più che un mister per me Osvaldo Jaconi è colui che mi ha fatto diventare un uomo. Gli devo molto. Con lui ho cominciato anche questa avventura a Bassano. In Lega Pro però ho debuttato con il Mezzocorona, nel quale ho militato per due stagioni (sette reti per annata NdA)".
Eppure, tre anni fa, era a un passo da un altro team. "Con il Verona era praticamente fatta. C'era l'accordo, mancava solo la firma. Poi il presidente disse che prima di acquistare bisognava sfoltire la rosa. Questo non avvenne e il mio passaggio saltò".


