Guffanti a TLP: "Gli esoneri sono una scossa per i giocatori. Ma anche una sconfitta per tutti"
Apolloni, Cusatis, Pane, Rogazzo, Ruotolo ... fuori dalla casa. Non siamo al 'Grande Fratello' ma in Lega Pro. L'elenco a inizio articolo è il bollettino delle "vittime" nelle ultime 24 ore. Pisa, Reggiana e Treviso in Prima Divisione, Alessandria e Arzanese in Seconda Divisione, hanno deciso di cambiare il proprio tecnico. A febbraio gli esoneri erano stati otto, uno ogni tre giorni e mezzo. Media mantenuta anche a marzo, con l'exploit, appunto, delle ultime ore.
Abbiamo chiesto in esclusiva per TuttoLegaPro.com a Riccardo Guffanti, dirigente e nostro editorialista di punta, di spiegarci il fenomeno. "E' molto semplice: cambiare l'allenatore significa dare una scossa all'ambiente e ai giocatori. In realtà non sempre è così, anzi. Se da un lato si cerca di motivare la squadra, dall'altra il benservito a un tecnico è sempre una sconfitta, anche se quel team riuscirà in seguito a raggiungere l'obiettivo con un altro mister. Ogni squadra comunque fa storia a sé anche se il comune denominatore che porta all'esonero è la mancanza di risultati. Purtroppo in Italia non c'è molta pazienza: vi assicuro che la bravura dei nostri tecnici è abbastanza alta". A Guffanti chiediamo anche se non siano i continui cambi dirigenziali a portare ai ribaltoni in panchina. "A volte capita ed è una cosa da non fare assolutamente. Se un tecnico sta facendo bene non vedo perché lo si debba necessariamente mandare a casa a metà stagione. In questo caso si tratta di un'ingerenza da parte della dirigenza".


