1^ Divisione, il Lume ammira il Como più bello
Ancora tanto freddo che scende dalle valli comasche, ma come è caldo il cuore della squadra di Colella. Tre gol, molto pressing, applausi e una cascata di apprezzamenti che il pubblico, probabilmente il più criticone d'Italia (ma spesso ne ha ben donde) regala ai suoi eroi che credono ancora alla salvezza diretta. La vittoria del Cuneo è l'unico cruccio dei padroni di casa che lentamente guadagnano la via degli spogliatoi, ma da stasera si torna a casa con una convinzione in più: l'obiettivo di finire il torneo il 12 maggio è un punto di arrivo che il Como può guadagnarsi da solo con le proprie forze, senza girare la manopola della radiolina. Primi sudori freddi invece per il Lumezzane, il cui barometra segnala cattivo tempo: il turno di riposo non ha permesso ai ragazzi di Santini di smaltire la sconfitta contro l'Albinoleffe, anzi consegna al campionato una squadra valgobbina irriconoscibile. Senza idee, senza forza, senza eroi. Tra comaschi e bresciani i punti di distacco sono ora solamente quattro.
Tra i rossoblu la questione sul tavolo era il possibile recupero del nuovo gioiellino Roberto Inglese, già 11 centri in questo torneo: ebbene, nulla da fare per il capocannoniere valgobbino che non riesce pertanto a smaltire la botta al costato registrata in settimana. Tornano, come da previsione, Vigorito, Meola e Dadson. Distinta foriera di novità anche in casa azzurra: Perucchini non al meglio rilancia un Micai desideroso di farsi perdonare alcuni passaggi a vuoto nel corso della stagione, mentre non del tutto sorprendente il ballottaggio vinto da Verachi ai danni di Tremolada a centrocampo.
A testa bassa davanti a Vigorito: i padroni di casa premono fin dalle prime battute di gioco, situazione estremamente favorevole visto la relativa facilità con la quale i comaschi bucano le porte avversarie. I problemi, semmai, sono altri: la disattenzione difensiva, la pella persa a centrocampo, la mischia irrisolta. Per cui tenere la palla più lontano da Micai, sembra essere questo l'ordine di Colella. Infatti bastano 8 minuti per passare in vantaggio, con Alfredo Donnarumma che controlla da par suo un traversone di Schenetti (continua la crescita dell'ex Sorrento), si accomoda il pallone e lascia partire un tracciante che batte l'estremo difensore rossoblu sul secondo palo. Il fatto positivamente sorprendente è che gli azzurri continuano a leggere la gara come se il vantaggio non si fosse mai concretizzato. Diverse infatti le occasioni comasche: al 32' il sinistro di Verachi non trova il gol per poco, mentre si parla solo di un attimo fuggente per spiegare un minuto più tardi la mancata realizzazione di Schenetti su invito di un sempre più frizzante Daniele Donnarumma. Praticamente assente la squadra che fu di Festa, con Torregrossa a provare a tenere i suoi un po' più alti (con le caratteristiche già viste nella sua breve avventura sul Lario: tanto "fisico" ma poco movimento e, alla lunga, poca concretezza anche in appoggio) e Kirilov che rimane sempre estraneo nello sviluppo della manovra ospite.
La dinamica di inizio ripresa sembra un replay del primo, dal momento che passano solo cinque giri di lancette per registrare il tredicesimo gol di Alfredo Donnarumma in questo torneo davvero importante per Il Biondo: è doppia la velocità grazie alla quale mette fuori dai giochi il proprio marcatore depositando in rete per il consolidamento del vantaggio locale. I titoli di coda della partita vengono lanciati da una gomitata di Samb, gesto davvero sciocco perchè rischia di far male a Benvenga e di fatto fa realmente male ad un Lumezzane già in palese difficoltà nell'arginare la pressione comasca. Una sola infatti l'azione prodotta da questo momento in poi ad opera dei valgobbini, un pericolo firmato Dadson (forse uno meno peggio tra i suoi) che spedisce alto da pochi passi prima di cadere fisicamente nella rete della porta del Como: una metafora che racconta bene il momento di difficoltà del "Lume". Ampi sono gli spazi che si aprono inevitabilmente per il duo Donnarumma-Mendicino. E' proprio Mendicino, che si rende protagonista di un'altra partita votata al sacrificio più che alla gloria personale (invero alcune occasioni le ha avute, ma se non è giornata non è giornata, anche se ti chiami Terminator) a trovare la giusta gratificazione alla mezz'ora della ripresa, concludendo con il gol il contropiede promosso dal suo compagno di reparto.
Amami, Alfredo / amami quant'io t'amo! / Addio! Probabilmente a fine stagione sarà davvero un addio, e a dirlo non è Violetta ma la logica delle cose. Donnarumma sta completando nel migliore dei modi un campionato che lo ha rilanciato, e se un giorno diventerà qualcuno nel mondo pallonaro -come meriterebbe- sarà vanto anche di una società, il Como, che ha creduto in lui e lo ha messo al centro di un'impostazione di gioco credibile. Un gioco che avrebbe dovuto dare i suoi frutti almeno un paio di mesi prima, ma la giovane età media della squadra ha rallentato un po' la tabella di marcia. Ad ogni modo i lariani -invischiati ora nella tonnara dei play-out- possono guardare con fiducia al futuro e alla prossima partita di Chiavari, ma questo può avvenire solo se la coppia di centrali difensivi Ambrosini-Marchi (forse la migliore fra le milleuno combinazioni provate nel corso della stagione) produce novanta minuti di grande affidabilità come oggi. Una volta che la palla varca la trequarti non sarà poi difficile risolvere se le bocche di fuoco sono centravanti come quelli che hanno fatto stropicciare gli occhi contro i bresciani. Davvero problematica invece la situazione di un Lumezzane che in questo momento manca proprio nella sua storicamente migliore caratteristica: quella stessa intensità di gioco che ha risolto la partita a favore dei comaschi. Urge recuperare Inglese e Baraye, d'accordo. Ma non basta.
COMO-LUMEZZANE 3-0
COMO (4-4-2): Micai; Benvenga, Ambrosini, Marchi, D. Donnarumma; Ardito (dal 62' Giampà), Verachi (dal 67' Tremolada), Schenetti, Cia; Mendicino, A. Donnarumma (dal 76' Gammone). A disp.: Perucchini, Schiavino, Fautario, Lisi. All.: Colella
LUMEZZANE (3-5-2): Vigorito; Zamparo, Mandelli, Dametto (dal 46' Samb); Meola, Dadson, Marcolini, Giorico (dal 85' Peli), Sabatucci; Torregrossa (dal 46' Galuppini), Kirilov. A disp.: Coletta, Carlini, Mamone, Ceppellini. All.: Santini
ARBITRO: Sig. Ceccarelli della sezione di Rimini coadiuvato dai Sigg. Favia e Colì
MARCATORI: 8' e 50' A. Donnarumma (C), 75' Mendicino (C)
NOTE: pomeriggio con basse temperatura e pioggia ad intermittenza, terreno in discrete condizioni. Ammonito: D. Donnarumma (C), Ardito (C), Mandelli (L). Espulso al 59' Samb (L) per condotta violenta. Angoli 4-2. Recupero 1'pt. + 5'st. Spettatori 1122 per un incasso di 8482 €.


