Bomber Majella a TLP: "Siamo salvi al 75/80%, nonostante la situazione societaria. Ma Campobasso ci venga incontro: c'è chi deve pagare l'affitto"
Vista la rielezione a Presidente della Repubblica di Giorgio Napolitano, la parola "bis" è all'ordine del giorno. Ma se il "bis" istituzionale divide gli italiani, c'è un "bis" calcistico che si sta indiscutibilmente rivelando positivo per le parti interessate. Stiamo parlando di quello di Rosario Majella con la maglia del Campobasso. Il 33enne attaccante napoletano è tornato a vestire il rossoblu dopo oltre tre anni: dal 2007 al 2009, infatti, Majella ha vissuto in Molise due stagioni strepitose in Serie D, condite da 48 reti in 68 partite.
Le esperienze precedenti alla prima a Campobasso avevano visto Majella esplodere a Isernia, in Serie D, nella stagione 2001/2002. Poi un'infelice stagione tra i professionisti, prima nell'allora Serie C1, a Varese, e poi una categoria più in giù, al Gladiator. Majella in seguito ha vestito le maglie di Savoia, Trapani ed Angri, sempre in Serie D. Dopo i due anni a Campobasso, ancora D a Latina, Avellino, ancora Angri, Nardò e Caserta. A gennaio il ritorno a Campobasso, dove ha fatto registrare uno score che parla da solo: 7 gol in 13 partite. Rendimento che ha contribuito grandemente alla rimonta dei rossoblu, ora vicini alla salvezza diretta. Noi di TuttoLegaPro.com abbiamo contattato in ESCLUSIVA Rosario Majella: segue l'intervista completa.
Se le chiedessimo un aggettivo per questi suoi ultimi mesi a Campobasso?
"Stiamo facendo molto bene, quasi un miracolo: quando sono arrivato, i punti di distacco erano tanti anche dalla zona playout. Oggi, invece, siamo a buon punto per salvarci direttamente. La continuità è stata la qualità che ci ha contraddistinto, così come la sicurezza che lo staff tecnico ci ha dato. A livello personale, sono stati mesi all'insegna della continuità, della semplicità e dell'umiltà".
Con questa maglia è tornato a fare grandi cose. E stavolta siamo in Lega Pro, non in Serie D. Solo una coincidenza o c'è un feeling particolare con la piazza?
"Sono contento, una volta tornato qui, di aver ripreso sullo stesso binario di quando avevo lasciato. Campobasso per me era diventata una seconda casa, ero diventato un tifoso del Campobasso e, una volta tornato, speravo di riprendere in questo modo e di confermare il buon ricordo che avevo lasciato. Si dice che i cavalli di ritorno non riescano mai a fare bene: io sto cercando di confutare questo detto e spero di riuscirci fino alla fine. Ci tengo tanto alla salvezza del Campobasso, poi che essa venga dai miei gol fa ancora più piacere".
La vostra situazione societaria, però, è critica: può aiutarci a fare il punto della situazione?
"Sarò chiarissimo, la situazione è la stessa di quando sono arrivato. Non c'è grande serenità, ma la squadra è formata da un gruppo di grandi professionisti e veri uomini. Senza queste componenti non saremmo arrivati a questi risultati. Quindi continuiamo così, concentrandoci sul campo: se dovessimo pensare alla situazione societaria che si è venuta a creare, tutto diventerebbe più difficile. Però la città ci venga incontro, abbiamo bisogno di andare avanti anche col quotidiano. Ad oggi non abbiamo ancora l'ufficialità se la scadenza degli stipendi di metà aprile sia stata rispettata o meno, ma voci di corridoio dicono che continueremo a non percepire nulla. Ci sono ragazzi che hanno bisogno di pagare gli affitti di casa e dobbiamo dividerci i soldi incassati dai biglietti d'ingresso allo stadio. Speriamo che almeno domani ci sia un po' di pubblico".
State riuscendo molto bene ad isolarvi da questa situazione drammatica: come fate?
"Campobasso è una piazza bellissima: ci sono media che parlano solo di questo club. Riusciamo a non pensare a ciò che ci circonda con la professionalità e il lavoro quotidiano sul campo, facendo gruppo con un obiettivo importante: salvarci senza playout sarebbe come vincere il campionato. Sia i giovani che noi più esperti cerchiamo di triplicare le forze per questo finale di stagione: vogliamo lasciare un buon ricordo, per la maglia e per la piazza. Basterebbe che qualche giocatore remasse contro e diventerebbe difficile salvarci".
Il calendario non sembra proibitivo. Dopo lo scoglio del Teramo, avrete Aversa, Fondi e un Melfi che probabilmente sarà già salvo. Riuscendo a non perdere domani, la salvezza sarebbe vicinissima, non è così?
"Dopo la vittoria di Foligno, credo che abbiamo il 75%/80% di possibilità di salvarci. Considerando che avremo le già retrocesse Aversa e Fondi, le cui motivazioni non saranno certo pari alle nostre, ritengo che possiamo arrivare tranquillamente alla salvezza, anche se poi non possiamo sottovalutare alcuna partita perché nessuno ti regala niente. Speriamo di chiudere il discorso già domenica, andando magari a Melfi con la salvezza già in tasca".
Torniamo a lei. Quest'anno si sta dimostrando capace di fare la differenza anche in Lega Pro: qualche rimpianto per non esserci riuscito prima?
"Mi sarebbe piaciuto fare un altro tipo di carriera, quella che tutti i bambini sognano. Mi affacciai alla Prima Divisione a Varese, poi finii in Seconda col Gladiator. Ognuno di noi fa il suo percorso: il mio è stato condizionato da un infortunio dopo l'esperienza a Santa Maria Capua Vetere, poi ho ricominciato dalla D facendo sempre bene ma senza chiamate concrete dalla Lega Pro. Solo il Campobasso, negli ultimi 2/3 anni, mi ha sempre cercato a gennaio, ma solamente quest'anno la mia società di appartenenza mi ha permesso di liberarmi per tornare qui. Il mio rimpianto è vedere tante squadre di Lega Pro andare all'estero a prendere giocatori, quando poi in serie D ce ne sono tanti che farebbero al caso loro".
Quale sarà il futuro di Rosario Majella?
"Credo molto nella professionalità e nel lavoro. Il mio contratto scadrà il 30 giugno: negli ultimi anni avevo l'obiettivo di tornare in Lega Pro attraverso una società dal progetto vincente che ottenesse la promozione dalla Serie D. Quest'anno sto facendo bene in Seconda Divisione; ho 33 anni ma sono ancora integro fisicamente, mi sento un giovanotto e spero che qualche squadra di Lega Pro si stia accorgendo di me. Vorrei rimanere tra i professionisti: in alternativa gradirei un buon progetto in Serie D. Di certo vorrei giocare gli ultimi anni della mia carriera in squadre ambiziose. Se qui a Campobasso cambiasse qualcosa a livello societario, la mia priorità sarebbe certamente quella di continuare a vestire il rossoblu".
In attesa di buone nuove dalle varie cordate interessate al sodalizio molisano, Majella continua ad avvicinare il Campobasso alla salvezza a suon di gol.


